Due ore di puro spettacolo: gli Harlem Globetrotters infiammano Bari nella 1a tappa dell’Italian Tour

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A pochi giorni dalla conclusione di una stagione fallimentare per la Liomatic, con problemi economici che hanno costretto la dirigenza ad affrontare il campionato di Legadue Silver con un roster composto da ragazzini delle giovanili, a Bari torna la pallacanestro di alto livello. Forse non il basket “vero”, ma sicuramente quello spettacolare. Parliamo infatti della prima data del tour italiano degli Harlem Globetrotters, la storica formazione di giocolieri del basket nota in tutto il mondo e che ha lasciato a bocca aperta generazioni di appassionati. Per l’occasione, dopo molti mesi tornano a riempirsi le gradinate Palaflorio, con tanti adulti ma soprattutto tantissimi bambini e ragazzi.

Prima del vero e proprio spettacolo sul parquet, le migliaia di persone accorse al Palaflorio nonostante il maltempo si intrattengono al banchetto del merchandising e con le gag della “mascotte più famosa del mondo”, Globie, pronta a giocare con i più piccoli.

Chiamati dagli altoparlanti e incitati dagli spalti, finalmente arrivano in campo gli Harlem Globetrotters. E si capisce subito quale sarà il piatto forte della giornata: gag col malcapitato arbitro, coinvolgimento del pubblico, balletti, coreografie. In una sola parola: entertainment, nella dimensione più “americana” del termine. Ad affrontarli, una selezione di All Stars, anch’essa composta da buonissimi tiratori. Ma i giocatori in canotta nera non ce ne vogliano: i riflettori sono tutti puntati sulle storiche divise tricolori, bianco-rosso-blu.

Oltre all’aspetto puramente ludico dell’evento, le novità rispetto a una partita di basket tradizionale sono la possibilità del tiro da 4 punti, solo in quattro apposite aree contraddistinte da un cerchio, e l’introduzione di regole che aumentano il tasso di spettacolarità del match. Sono proprio queste, infatti, che permettono ai funamboli di cimentarsi in alley-oop, in tiri da distanze siderali e perfino in canestri con la palla tenuta tra i piedi.

Tra i protagonisti della formazione di coach Barry Hardy, Tay “Firefly” Fisher (#3), guardia istrionica e dotata di velocità supersonica di pensiero e di esecuzione, che a metà partita abbandona i suoi compagni per sedersi in tribuna attorniato da spettatori impazziti, Patrick “Flip” Atkins (#19), tanto abile nel ball handling quanto nel farsi trovare in piedi su un canestro, Alex “Moose” Weekes (#45), ala capellona, ballerino provetto e “spalla” di Firefly nelle gag col pubblico e con gli avversari, Jermaine “Stretch” Middleton (#54), a cui, dall’alto dei suoi 224 cm, basta alzare un braccio per schiacciare, e Joyce “Sweet J” Ekworomadu (#17), una delle poche donne (appena quattordici) ad aver vestito l’ambita canotta blu, guardia con trascorsi nella Nazionale nigeriana e con esperienze in Europa (Polonia, Italia e Germania).

Tra schiacciate con due palloni in contemporanea, canestri realizzati col pallone in equilibrio su un dito, replay “umano” con tanto di azione rigiocata al contrario in slow motion e intermezzo musicale tra terzo e ultimo quarto sulle note di “YMCA” con tutto il pubblico coinvolto, davvero oggi i baresi possono dire di aver assistito a un grande show. Al fischio finale, foto e autografi per tutti. La partita si chiude sul 99-92 per le stelle di Harlem, ma per una sera il risultato non interessa davvero a nessuno.

Fotogallery a cura di Sergio Canniello

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