L’accanimento mediatico, a che pro?

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Negli ultimi anni abbiamo assistito a veri e propri accanimenti contro giocatori per eventi extra sportivi che onestamente c’entrano poco con il gioco che tanto amiamo.

Prima Daniel Hackett, poi Alessandro Gentile, per arrivare fino ai giorni nostri con il polverone alzato contro Pietro Aradori.

Noi non vogliamo entrare nelle vite private dei giocatori, e mai ci permetteremmo di valutare le loro prestazioni sul campo collegandole a quello che fanno o non fanno nel loro tempo libero.

Sarà onere delle rispettive società tutelarsi in situazioni del genere e non spetta sicuramente a noi media sentenziare se una cosa è giusta o meno, tanto più in una situazione come quella che stiamo vivendo da un anno a questa parte.

La gente, i tifosi e chi si sta avvicinando a questo sport vuole sentire parlare di basket e non di chiacchiere da bar Sport, o peggio, dei salotti di Barbara D’Urso.

Il nostro movimento ha bisogno di tutt’altro tipo di visibilità, ma forse quando ce ne accorgeremo tutti sarà troppo tardi.

Resta comunque “ingarbugliata” la discussione sull’utilizzo dei social e crediamo sia giusto che ogni giocatore si prenda poi le proprie responsabilità, sia nel bene che nel male, ma non sta certo a noi schierarci da una parte piuttosto che dall’altra, perdendo cosi di vista il nostro obiettivo comune.

Aradori Gentile

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