Old Star Game, intervista a Audie Norris

Le parole di Audie Norris.

di La Redazione

Audie Norris non vede l’ora di tornare al PalaVerde per rivivere le emozioni provate nella sua tappa iniziale della sua gloriosa carriera europea. L’ex centrone della Benetton che dal 1985 al 1987 totalizzò oltre 20 punti e 10 rimbalzi di media in maglia biancoverde sarà uno dei personaggi principali dell’Old Star Game 2020 in versione Awards Edition. Il 59enne Norris, oggi residente in Spagna dove insegna ancora basket ai giovani, racconta così le sue emozioni in vista dell’evento del 22 febbraio organizzato da We For You Events&Communication di Ale Nava in collaborazione con il Treviso Basket a sostegno dell’”Officina Creativa” Made in Carcere, una cooperativa sociale che produce manufatti confezionati da donne detenute ai margini della società ed impegnata ad attività di reinserimento e nuovi percorsi formativi di vita con lo scopo di diffondere la filosofia della “Seconda Chance” e la “Doppia vita dei tessuti”, di cui è Ambassador da Santo Versace.

Sono super eccitato dall’idea di tornare nel posto dove è iniziata la mia carriera europea e vestire ancora i colori biancoverdi per un evento così carico di ricordi bellissimi. Per me Treviso è un posto speciale dove ho trovato compagni fantastici. Risposi già nel 2012 all’appello di Paolo Vazzoler per tornare ad aiutare il Treviso Basket quando giocava in Promozione, ma allora non si giocava al PalaVerde; stavolta l’Old Star Game mi darà la possibilità di rivedere tutti, i vecchi compagni ed i vecchi avversari, nella location che più mi sta nel cuore>.
Cosa le è rimasto del suo rapporto con la città ed i compagni?
Sono tornato in città molte volte da spettatore quando la Benetton giocava l’Eurolega, ed anche da allenatore di Siviglia all’Eurocamp della Ghirada per visionare giovani da reclutare. Ed ogni volta ho sempre cercato gli amici di quegli anni bellissimi: da Minto a Iacopini, passando per Vazzoler e Pressacco. Ogni volta è stata una festa e sono certo che lo sarà anche il 22 febbraio>.

La sera dell’Old Star Game sarà una bella occasione per tornare di fronte al suo vecchio pubblico…
Lo scenario sarà ovviamente differente perchè 30 anni fa eravamo giovani e in forma, oggi che di anni ne abbiamo tra 50 e 60 non è la stessa cosa. Ma credo che l’Old Star Game sarà un’occasione speciale per i tifosi di rivedere giocatori che li hanno fatti sognare; i tifosi della Benetton erano meravigliosi, amo il pubblico del PalaVerde per le emozioni che mi trasmetteva quando cantava il coro dedicato a me….

Lei arrivò a Treviso nel 1985 dopo tre stagioni di NBA ai Portland Trailblazers (dove per la potenza delle sue schiacciate si guadagnò il nickname “The Atomic Dog”). Con che idea venne in Italia?
Del basket italiano sapevo pochissimo, mio fratello Silvester aveva giocato qualche partita in A2 a Roseto nel 1982/83, ma la considerai una grande opportunità per giocare tanti minuti e rafforzare il mio bagaglio tecnico con una esperienza dove sarei stato protagonista. Erano gli anni nei quali la serie A del vostro paese era la migliore lega d’Europa con tanti giocatori provenienti dalla NBA attirati dalla competitività del campionato.

I suoi balzi e le sue giocate adrenaliniche fecero innamorare il PalaVerde per due anni, anche se la sua Treviso non era ancora quella pluricampione in Italia e in Europa…
Due stagioni entusiasmanti anche se la prima fui rallentato da un problema ad un ginocchio in avvio; recuperato quel problema nelle condizioni migliori riuscii a rendere in maniera sempre più efficace. La mia Treviso non era ancora da vertice, ma mi piace pensare di aver contribuito a mettere le basi dei successi futuri come base di una vera e propria dinastia. La mia squadra con i vari Minto, Iacopini e Vazzoler ma anche Caglieris e Ferracini ottenne risultati positivi, per certi versi fui il primo big name ad arrivare a Treviso, ma dopo che me ne andai il club ha continuato a crescere fino ad ottenere i grandi trionfi degli anni ’90 e 2000 con giocatori che hanno fatto la storia del basket europeo.

Di fatto Treviso fu il suo trampolino di lancio verso le big europee, le sue prestazioni in biancoverde attirarono l’attenzione del Barcellona…
La mia idea al momento dell’approdo a Treviso era quella di giocare un anno in Europa per migliorare il livello del mio gioco e poi tornare in NBA. Gli infortuni hanno cambiato il corso della mia carriera, ma i progressi compiuti a Treviso mi hanno aperto altre strada comunque ricche di successi. Già dopo il primo anno in biancoverde mi aveva cercato il Real Madrid nell’estate 1986: coach e g.m. volevano me ma il presidente non firmò il contratto, così tornai a Treviso e dopo un’ottima annata arrivò nell’estate del 1987 l’offerta del Barcellona dove rimasi per 6 anni vincendo tre titoli in Spagna. Il resto è storia, oggi vivo ancora in Catalogna dove sono tornato 8 anni fa; organizzo l’Audie Norris Basketball Camp per insegnare ai ragazzi e sono ambasciatore della NBA per l’Europa”.

Che messaggio lancia ai tifosi di Treviso in vista dell’Old Star Game? Cosa le piacerebbe ritrovare al PalaVerde?
Invito i tifosi a venire all’Old Star Game provando lo stesso entusiasmo che mi sta trasmettendo questo evento. E mi aspetto che il pubblico del PalaVerde canti nuovamente la canzone riservata a me che faceva così: “Norris magico guerriero/vola su nel cielo…”. Ho amato tantissimo la gente di Treviso, per me erano i migliori fans del mondo.

Prosegue la prevendita dei biglietti on line sul circuito VivaTicket ed in tutti i punti vendita in Italia o nei negozi Wind di C.so del popolo, San vito, Oderzo e Conegliano per i settori “non numerati” .

Ufficio Stampa
Old Star Game

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