Basketinside Legadue Best Italian Race: trionfa la scuderia Pistoia

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Quarta di ritorno, e di ritorno dalla sbornia dell’All Star Game, la Legadue ha ripreso la sua corsa. Una corsa sempre più all’italiana, e che negli italiani ormai trova l’unico, vero motivo di attenzione e di attrazione. Ma anche di ammirazione, aggiungiamo. Anche perchè quello spettacolo tanto spesso, anzi troppo spesso, quasi automaticamente, è legato a chi viene d’oltre oceano, quasi come se l’essere stranieri faccia sempre la differenza, tanti dei nostri lo stanno offrendo: operai e talenti che siano. Insomma provano a farlo e a farcela, per condurre in porto questa nave chiamata campionato, tanto tormentata da ottobre ad oggi. Noi per carità, senza attribuirci chissà quali poteri, lo avevamo intuito, non era difficile, con il blocco delle retrocessioni, e tante società che smantellano per far quadrare conti non proprio in ordine, tra sponsor che mancano e buchi che sputano dietro l’angolo. Si prevengono così mali estivi? Si evitano disastri più grandi? Un male oggi per un bene domani? Forse. Intanto chi soffre di più è l’abbonato, il tifoso, il pubblico sano. Comunque a lenire le ferite c’è l’Italia. Del resto, non era questo il campionato che voleva accenderla, in un modo o in un altro?

E cominciamo allora con l’anticipo di venerdì. Una gara commovente, un addio annunciato quello di Miro Todic alla sua Forlì. Impegnata contro la Sigma, finisce comunque fra gli applausi del Palacredito di Romagna per i ragazzi di Dell’Agnello, che nonostante la sconfitta, hanno trovato con grande professionalità la voglia matta di poter dire a tutti che loro non hanno risentito della “settimana di passione Fulgor Libertas”. Finisce con il top score Todic che saluta tutta la folla che lo applaude calorosamente, una volta arrivato il 40′, e il capolinea poi ufficializzato l’altro ieri. La sconfitta pesa solo sulla classifica ma non sulla testa dei ragazzi che hanno venduto l’anima al diavolo e fino alla fine. E trasportati da capitan Borsato (che chiude senza perse e a testa alta i suoi 32′ di campo, da highlights la sua ininfluente bomba nel finale), hanno provato a tener testa alla terza forza del campionato, a tratti non bella da vedere forse, presuntuosa di potersi sbarazzare facilmente di una squadra giù di morale. Invece sono usciti fra gli applausi perché “fino alla fine” hanno combattuto armi pari con una Le Gamberi Foods ostica in difesa e super con i suoi uomini di punta: Todic, Musso e Spencer.

I primi due quarti sono stati giocati a bassi ritmi da entrambe le parti ma, dopo il thè e due strigliate dei coach, son tornati in campo due squadre che hanno macinato gioco, con qualcosina in più Le Gamberi che ha lottato su tutti i palloni e ha respirato a tratti anche la possibile vittoria andando via con delle triple di Spencer, Natali e dell’oriundo Musso. Ma senza dimenticare Amedeo Tessitori: parte a rilento, faticando oltremodo nella prima apparizione in campo; meglio nella ripresa, in cui, con i suoi canestri e i suoi rimbalzi, colma il divario tra le due squadre, consentendo a Forlì di arrivare punto a punto; peccato per il misero 3/7 dalla lunetta che stoppa la rimonta forlivese.Rimonta rintuzzata anche dalla pioggia di triple firmata Sigma. E in questo senso menzioni speciali per Ryan Bucci e Marco Giuri. Il capitano parte in quintetto e all’inizio fatica come tutti i suoi compagni dalla distanza. Trova poi dei punti importanti nel secondo quarto che aiutano la Sigma ad accumulare il vantaggio poi decisivo. Nel finale mette la sua firma. Come il suo compagno brindisino, che quando entra sul parquet è ormai garanzia di sostanza e qualità. I suoi canestri dalla linea dei tre punti, insieme a tante altre giocate, aiutano la squadra ad arrivare alla vittoria, e a restare nella scia delle prime.
Prime tra cui svetta Pistoia, che dopo una gara fisica, non bella tecnicamente e rocambolesca nel finale, Pistoia, pur priva di Michael Hicks, sbanca Verona e si sistema provvisoriamente al primo posto solitario in classifica.

La Tezenis parte convinta con un canestro di Ghersetti e un paio di volate in campo aperto di Westbrook. Ma ben presto sbatterà contro il muro della difesa pistoiese. La Giorgio Tesi offensivamente non è molto più brillante, ma può contare su Toppo, che è sempre ispirato quando affronta Verona e segna i primi 6 punti dei suoi (arriverà a 13 punti e 14 rimbalzi , quinta doppia doppia stagionale). Il nostro leader poi imperversa, chiudendo i primi 10’ a 11 punti personali (uno in più di tutta la Tezenis) e la tripla sulla sirena che sancisce il +9 (19-10). Ma al rientro Moretti tiene seduto Toppo e Verona reagisce. Chessa garantisce punti rapidi in transizione e mette due triple di fila, che unite ai 4 liberi della coppia Da Ros-Boscagin, regalano l’immediata parità (21-21): non manca però Galanda, che firma il break nei secondo quarto trascinando la squadra e in difesa dà sempre il suo contributo. Nel secondo tempo la Tezenis si riporta a -3 (37-40) con un 8-0 di parziale favorito anche da un tecnico a Moretti. Ma Pistoia non è squadra che si faccia intimorire: anche Meini, regia lucida come sempre e grande lavoro in difesa, si fa sentire con 5 punti d’oro, e Borra in grande crescita impone i suoi centimetri sotto canestro. Ultimi 10’ che si aprono con la tripla di Chessa, comunque poco ispirato, e costretto ad uscire per un risentimento. Pistoia è un po’ in affanno in attacco, ma tiene basso il ritmo e rimane solida in difesa. E quando l’ottimo Cortese infila la sua unica tripla della partita, gli ospiti tornano a +9 (57-48) a 6’ dal termine. Nel finale poi Rullo è glaciale dalla lunetta (2/2) e sull’ultima azione McConnell inspiegabilmente sceglie lo scarico a Lawal invece dell’ovvia tripla del potenziale pareggio. E qui altra menzione, perchè mentre diverse società di Legadue scelgono di far giocare gli italiani per motivi di “cassa”, la Tesi Group ha rinsaldato il suo primato con la vittoria di Verona, confermando la propria filosofìa di una stagione basata sulla valorizzazione dei giocatori di casa nostra.

Sul successo del PalaOlimpia, c’è il timbro dell’intero blocco italiano della Tesi Group che, per i primi tre quarti, ha mantenuto Pistoia avanti nel punteggio prima che nell’ultimo tempino anche Antonio Graves (reduce da una settimana di influenza) mettesse a segno punti importanti per il ritorno alla vittoria esterna biancorossa. Un successo che, sommato al ko di Casale Monferrato domenica a Capo d’Orlando, lancia la Tesi Group sola al comando dopo 18 giornate.

Ma dopo 18 giornate troviamo anche un’Orlandina pienamente ritrovata, stretta a riccio attorno al suo Napoleone Gianmarco Pozzecco: un’altra storia, più che una partita di pallacanestro, quella sul campo del PalaFantozzi di Capo d’Orlando. Ed è ormai la mina vagante del torneo, questa Orlandina, che sfoggia la migliore serie del girone di ritorno, insieme a Brescia e Trento, con un trittico di successi che assommano quattro su cinque e si propone al tavolo dei playoff, adesso distanti due punti. La pausa non interrompe il trend dei biancazzurri che adesso si divertono, giocano, producono spettacolo e vincono al cospetto delle grandi. In un “PalaFantozzi” con 2.500 tifosi e caricodi passione, i paladini stoppano l’avanzata della (ex) capolista Casale Monferrato. La sfida è il trionfo dei coloured, nel suo andamento quasi ad elastico: inizia a farsi notare anche Poletti, tra gli italiani, nel terzo periodo. Continua ad avanzare l’Upea, rincorsa dalla compagine piemontese che tenta il sorpasso, ispirata da Malaventura e un solido Martinoni, ma che ha bisogno di altre risorse (i tre stranieri in testa), per poter parlare di vittoria. Almeno su questo campo, dove tutto è in discussione.

Poco da discutere invece a Bologna, dove in una giornata in cui il gioiello Michele Vitali non ha trovato la via del canestro, ma grazie ad un monumentale Ricky Harris, la Biancoblù ha archiviato velocemente la scoppola rimediata proprio a Capo d’Orlando e ha conquistato senza patemi la sua decima vittoria stagionale ai danni di una Jesi rimasta in partita solo per pochi minuti. A dargli man forte ci ha pensato un ottimo David Cournooh, che è ritornato a pieno regime dopo l’infortunio patito contro Verona. La combo di Villafranca porta a casa 19 punti, catturato 4 rimbalzi e sfornato altrettanti assist. All’ inizio del match gli jesini sono schizzati sul 15 a 4 sfruttando il gioco in area e servendo con continuità un incontenibile Griffin: era questo del resto il piano partita dei matchigiani. Parte bene anche Maggioli, ma poi non gli arriva più la palla e la festa è finita. Prova a sbracciarsi ma è lento di piedi e non riesce a battere gli avversari. Soprattutto quando Salieri ha deciso di correre ai ripari abbassando il quintetto e inserendo Verri e il folletto di Baltimora, la musica è cambiata e per la Fileni non c’è più stato scampo. Bologna ha stretto le maglie difensive, ha ripreso a macinare gioco e, grazie ad un parziale di 15 a 0 a cavallo tra primo e secondo quarto, ha rimesso il naso avanti. I lunghi marchigiani, anche grazie all’intensa marcatura dei pari ruolo bolognesi, hanno incominciato a ricevere poche palle convertibili in canestri dai loro “piccoli”, che si sono inevitabilmente innervositi e non hanno potuto rendersi pericolosi (ad un Hoover evanescente sono stati fischiati due falli tecnici). Inoltre, la zona orchestrata da coach Pecchia non ha più sortito gli effetti sperati, venendo perforata dalle bombe di Verri (Fattore difensivo fondamentale), e quelle tentate (troppe) di Cutolo, il vantaggio della Biancoblù ha così cominciato a dilatarsi inesorabilmente fino ad oltre trenta lunghezze.

Meno netta, più sudata, ma comunque piena di sostanza la vittoria della Bitumcalor di Trento, fresca di assegnazione delle Final Four di Coppa. E che rinvigorita dalle meritatissime vittorie su Barcellona e Scafati, partite che hanno riportato una fiducia un pò minata tra dicembre, l’Aquila ha superato la Prima Veroli, e centra la terza vittoria consecutiva tra le mura amiche, piegando i ciociari nel finale per 68 a 57. Raggiunto comunque un finale punto a punto, gli uomini di Marcelletti cadono sul parquet bianco-nero, e non si bissa quell’autentica boccata d’ossigeno che ha rappresentato la sudata vittoria contro Imola: pochino per una squadra che ad inizio torneo aveva ben altre ambizioni.

Comunque alla base del successo bianco-nero c’è tutta la varietà di repertorio nell’asse Dordei-Forray, che con assist,triple e presenza sotto canestro, strappano gli applausi del PalaTrento. Special mention per Dordei, che dopo un periodo decisamente no, oggi ha dimostrato il suo gran valore, 17 punti 6 rimbalzi 2 assist e 1 stoppata. Tutti valori che ritroviamo nel terzo quarto, quando l’Aquila deve fare i conti con un recupero giallo-rosso tutto ispirato da Walker e Infante, unici predicatori nel deserto Prima. Nel finale l’ex Udine e Barcellona mantiene Trento su +4, poi si procura un fallo in attacco, realizzando uno solo dei due tiri liberi a disposizione, sulla sirena del terzo tempo risultato sul 56 a 51. Negli ultimi 10′, del duo ospite solo Infante a giocare: tutto il resto è noia.

Meno che a Ferentino, dove al posto del silenzio c’è un uragano come Delroy James ad abbattersi sulla povera barricata dell’Acegas. Migliore in campo, migliore di sempre con il coloured di casa FMC, con 36 punti e 11 rimbalzi totali. Una partita che poteva sembrare scontata, data la situazione gravosa in cui versa Trieste, ma che si è rivelata invece per più di 3 dei 4 tempi regolamentari molto bilanciata e ricca di tensione.
Errori, pagati duramente, confusione, recuperi spettacolari si son visti in entrambi i fronti, ma la FMC aveva l’asso James nella manica che ha saputo fare la differenza; grazie anche al contributo dei 9 punti segnati da un sorprendente Parrillo e un insolito Guarino (6 assist per lui stasera) e al supporto in campo rimbalzi di Ekperigin (7 stasera). La FMC torna dunque a vincere arrestando una combattiva Trieste; condotta da Filloy ed i suoi 20 punti, purtroppo non sufficienti. Da evidenziare anche le prestazioni di Carra (15 punti), Mescheriakov con 13 punti e 10 punti +7 rimbalzi di Gandini. In particolare il capitano, che nel primo quarto entra a freddo in sostituzione di uno spento Ruzzier, e quantomeno da gas sufficiente ai suoi, per tenere botta, allungare persino nel secondo quarto, e giocarsela fino al 30′, quando la scaltrezza di Guarino, e la difesa di Gurini sono la cornice ideale per il quadro esplosivo firmato James.

Ma se è James ad esplodere al Ponte Grande, al San Filippo di Brescia la Centrale del Latte sferra una vera e propria bomba atomica.

Infatti la Leonessa mata Scafati (alla sesta sconfitta consecutiva tra campionato e coppa), firma invece la sua quinta vittoria consecutiva e, grazie alla contemporanea sconfitta di Casale Monferrato, raggiunge i piemontesi sul secondo gradino della classifica, ad una sola vittoria dalla Giorgio Tesi Group. La Centrale serve sul tavolo verde della Legadue un pokerissimo che alimenta i sogni di una città che l’estate scorsa pensava di non avere più una squadra da tifare, e che ora strizza addirittura l’occhiolino al piano di sopra. Una formazione che diverte e si diverte, un team che nel corso della partita accusa magari qualche calo, ma che alia fine ne esce quasi sempre vincente. Anche grazie agli italiani. Anche grazie a David Brkic, che gettato nella mischia e con successo sin dal primo quarto, non doveva neanche giocare per i continui problemi alla schiena, ed è l’unico a valere il prezzo del biglietto in avvio di gara. Anche grazie a Federico Loschi, che nel momento clou della rimonta Givova, in pieno terzo quarto, da -18 a -2, realizza due punti importantissimi, consentendo alla Leonessa di impossessarsi delle chiavi del match. Difese fino alla fine grazie anche a Juan Fernandez, troppo spento nei primi 20′ per essere quello vero. Quello che conosciamo. Quello che fa 6 assist, quello che rubata, contropiede e palla dietro la schiena alza da casa sua l’arcobaleno per Giddens, facendo balzare in piedi i 2200 sugli spalti. Quello della freddezza dalla lunetta, con il suo 2/2 che unito agli altri percorsi netti di Barlos e Brkic, chiude la causa dei campani, sostenuti soltanto dai troppo soli Slay e Mays: il basket è cinque giocatori in campo.

E fatte come al solito le nostre premesse, nominations, voti, classifica…e restate in città!

I NOSTRI “DE LUXE” ITALIANS (6 PUNTI)
Fiorello Toppo (Giorgio Tesi Group Pistoia)
Marco Carra (AcegasAps Trieste)
Guido Meini (Giorgio Tesi Group Pistoia)
Luigi Dordei (Bitumcalor Trento)
David Brkic (Centrale del Latte Brescia)
David Cournooh (Biancoblù Basket Bologna)

I NOSTRI “SPECIAL” ITALIANS (4 PUNTI)
Francesco Guarino (FMC Ferentino)
Giacomo Gurini (FMC Ferentino)
Salvatore Parrillo (FMC Ferentino)
Luca Infante (Prima Veroli)
Riccardo Cortese (Giorgio Tesi Group Pistoia)
Giacomo Galanda (Giorgio Testi Group Pistoia)
Niccolò Martinoni (Novipiù Casale Monferrato)
Amedeo Tessitori (Le Gamberi Foods Forlì)
Marco Giuri (Sigma Barcellona)

I NOSTRI “WELL DONE” ITALIANS (2 PUNTI)
Stefano Borsato (Le Gamberi Foos Forlì)
Lorenzo Saccaggi (Giorgio Tesi Group Pistoia)
Massimo Chessa (Tezenis Verona)
Matteo Da Ros (Tezenis Verona)
Jacopo Borra (Giorgio Tesi Group Pistoia)
Giovanni Pini (Biancoblù Basket Bologna)

LA CLASSIFICA

30: Fiorello Toppo (Giorgio Tesi Group Pistoia).

26: Francesco Guarino (FMC Ferentino).
22: Michele Maggioli (Fileni Jesi), Michele Vitali (Biancoblù Basket Bologna).
20: Luigi Dordei (Bitumcalor Trento), Patrick Baldassarre (Givova Scafati), Francesco “Charlie” Foiera (Ageti Imola), Nicola Natali (Le Gamberi Foods Forlì).
18: Matteo Frassineti (Aget Imola), Davide Pascolo (Bitumcalor Trento).
16: Andrea Ghiacci (Givova Scafati), Giacomo Galanda (Giorgio Testi Group Pistoia), Giacomo Gurini (FMC Ferentino), Niccolò Martinoni (Novipiù Casale Monferrato).
14: Matteo Chillo (Aget Imola), Marco Giuri (Sigma Barcellona).
12: Simone Pierich (Novipiù Casale Monferrato), Giancarlo Ferrero (Novipiù Casale Monferrato), Donato Cutolo (Biancoblù Basket Bologna), Amedeo Tessitori (Le Gamberi Foods Forlì), Riccardo Cortese (Giorgio Tesi Group Pistoia), Marco Carra (AcegasAps Trieste), Guido Meini (Giorgio Tesi Group Pistoia).
10: Luca Garri (Bitumcalor Trento), Alessandro Cittadini (Sigma Barcellona), Marco Portannese (Upea Capo d’Orlando), Matteo Da Ros (Tezenis Verona).
8: Federico Loschi (Centrale del Latte Brescia), Matteo Montano (Biancoblù Basket Bologna), Giovanni Pini (Biancoblù Basket Bologna), David Cournooh (Biancoblù Basket Bologna).
6: Diego Monaldi (Novipiù Casale Monferrato), Mirco Turel (Aget Imola), Franko Bushati (Givova Scafati), Luca Infante (Prima Veroli).
4: Emanuele Mocavero (Sigma Barcellona), Giacomo Eliantonio (Sigma Barcellona),Jacopo Valentini (Fileni BPA Jesi), Luca Conte e Marco Spanghero (Bitumcalor Trento), Lorenzo Saccaggi (Giorgio Tesi Group Pistoia), Massimo Chessa (Tezenis Verona).
2:Giacomo Sabattani (Aget Imola), Gabriele Ganeto (Tezenis Verona), Davide Bruttini (Prima Veroli), Marco Rossetti (Prima Veroli), Andrea Coronica (AcegasAps Trieste), Gennaro Sorrentino (Givova Scafati), Jacopo Borra (Giorgio Tesi Group Pistoia).