Basketinside’s Dna Man Of The week: Federico Bellina

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Sette triple per spezzare ogni resistenza opposta da Matera, e così il prematuro secondo fallo di Chiumenti non è stato per niente un problema e sbancando il PalaSassi l’Assigeco continua la sua clamorosa rimonta (10/12) e si tiene ancora in teorica corsa anche per il secondo posto. Merito, soprattutto, della grande prova di Federico Bellina, uscito dalla panchina ed mvp del big-match del PalaSassi con 23 punti messi a segno. Nelle parole del lungo friulano il riassunto della stagione dei lombardi, che dopo il difficile inizio ed il cambio di coach sono tornati decisamente protagonisti, così come nelle previsioni, di questo campionato di Dna.

Federico, la vittoria a Matera sul campo di una squadra di alta classifica legittima definitivamente il vostro ruolo da protagonisti.

Si, in effetti a Matera abbiamo confermato quel che avevamo già fatto a Reggio Calabria e cioè vincere su un campo caldo contro una squadra attrezzata che non per caso è seconda ed è stato quello che invece ci era mancato finora, dove cioè fuori casa avevamo sempre lottato e perso con scarti minimi senza mai, però, riuscire a tornare a casa con i due punti. Stavolta, invece, abbiamo trovato quel qualcosa in più che ci ha permesso di ottenere la vittoria.

La reazione evidente è arrivata quando siete risaliti dal -6 con un netto parziale che poi ha deciso la gara.

Siamo stati bravi a reagire perché dopo essere stati un paio di volte in vantaggio anche di dieci lunghezze, ci siamo ritrovati -6. Sapevamo che la partita non sarebbe stata facile, ma abbiamo fato passi avanti stringendo più in difesa, perché del resto sappiamo che dobbiamo ripartire da lì per fare meglio anche in attacco, dove le cose ci sono venute più facili.

Ma c’è stato un momento preciso in cui è arrivata la svolta al vostro campionato o tutto è stato molto graduale?

Credo sia stato un passaggio graduale ma che, contrariamente a quello che succede di solito, stavolta è partito non aggrappandoci alle cose che ci vengono più facili ma provando, una volta individuati, a correggere i nostri limiti, aiutandoci anche quando le cose non andavano bene. Abbiamo un allenatore preparato ed un gruppo super, siamo stati bravi a nascondere le nostre difficoltà, molto dispiaciuti all’inizio di aver causato il cambio di allenatore utile a dare una sferzata. I risultati non sono venuti subito neanche dopo, ma abbiamo lavorato duro, consci che prima o poi avremmo ottenuto dei risultati e sapendo che eravamo anche una squadra molto nuova. Abbiamo trovato l’alchimia giusta senza cambiare uomini in corsa e quindi va dato merito anche a chi ci ha scelto ed all’allenatore precedente che aveva formato questa squadra.

4/4 per chiudere secondi. Ci state pensando o gli obiettivi sono più immediati e di basso profilo?

Stiamo davvero pensando una partita alla volta anche perché se dovessimo perderne una mentre gli altri invono, torneremmo di nuovo punto e a capo. Non facciamo calcoli alla vigilia di un’altra difficilissima trasferta a Recanati, anche perché l’obiettivo era centrare la Lega Silver, che ora è molto vicina pur non essendo ancora matematica. Ecco, magari vincendo domani e conquistandola sapremo che quel che verrà in più sarà ben accetto.

33 anni, ancora una lunga carriera e poi? Futuro ancora nel basket?

Intanto finchè il fisico me lo consente vorrei continuare, anche perché mi diverto soprattutto grazie ad un gruppo di quasi tutti ventenni che mi fa sentire giovane ed al quale posso portare un po’ d’esperienza in più. L’anno prossimo mi sposo e vedrò se sarà necessario avvicinarmi ad Udine o avere un’altra importante possibilità. Per il resto in futuro mi piacerebbe rimanere nell’ambiente anche perché adoro stare a contatto con i bimbi.

 

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