Buoni e cattivi della 14^ giornata della Serie A 2013/2014

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    SUTOR MONTEGRANAROVUELLE PESARO 10 – che meriterebbero entrambe di rimanerci, in questa benedetta Serie A, soprattutto alla luce di quanto fatto vedere nelle ultime giornate, dove hanno gettato il cuore anni luce oltre l’ostacolo, sfidando tutto e tutti e dimostrando di avere un carattere, un temperamento e una tenacia immensi. La realtà, discorsi extra-campo a parte, ci dice invece che solo una delle due conserverà la categoria: nell’epilogo del prossimo turno, Montegranaro sarà di scena a Cremona, Pesaro se la vedrà alla Adriatic Arena contro la Reyer Venezia. Si spera che sia lagunari che lombardi scendano in campo per onorare l’ultimo impegno stagionale, nonostante non abbiano nessuna velleità di classifica, in modo da essere giudici imparziali di questo avvincente derby salvezza che si deciderà solo negli ultimi 40′. Intanto, chapeau ad entrambe le contendenti per quanto fatto vedere nell’ultima giornata: Pesaro è andata a violare il PalaPentassuglia di Brindisi, quarta in classifica, neutralizzando sostanzialmente la vittoria di Montegranaro ai danni di Avellino, si quella Avellino che ha il 3°-4° budget del nostro campionato e che paga Lakovic più di tutti i componenti del roster sutorino messi insieme (almeno quelli rimasti…). Perchè nessuno, ma proprio nessuno, ne vuole sapere di arrendersi e salutare la compagnia.    DANIELE CINCIARINI 9 – straripante contro la Sidigas, grazie ad una prestazione che racconta di un match da 38 punti (8/14 da 2 e 6/8 da 3), 4 rimbalzi e 2 assist per un sontuoso 38 di valutazione finale, MVP di giornata in Serie A Beko. Ma, al di là delle cifre, che pure lo ergono a miglior marcatore tra gli italiani del nostro campionato, un plauso va fatto all’uomo, al professionista Daniele. Da quando Montegranaro è entrata in quel tunnel fatto di mancate promesse, di menzogne, di addii, di porte girevoli del proprio roster, di previsioni che la davano per spacciata, il numero 5 della Sutor ha assunto i gradi di condottiero in campo, giocando da vero e proprio leader, “Langfordeggiando” in quasi tutte le partite, dando prova di quelle eccezionali qualità balistiche che da sempre possiede. Comunque vada, Daniele, assieme a tutti i suoi compagni di squadra e allo staff tecnico della Sutor, ne uscirà vincitore, quanto fatto vedere quest’anno in terra marchigiana è qualcosa che rende fieri di supportare una squadra fatta di persone dal cosi elevato spessore umano. O.D. ANOSIKE 8,5 – se Cincia senior “Langfordaneggia”, il buon O.D. “Rodmaneggia” a proprio piacimento, catturando addirittura 25 carambole nel match vinto dalla Vuelle a Brindisi contro l’Enel. Solo 8 punti messi a referto ma valutazione personale che schizza alle stelle grazie all’impressionante mole di palloni tirati giù (career high stagionale), permettendo all’ex Siena College di raggiungere un bel 33 nell’indice in questione. Sembra che abbia una calamita sottopelle nei palmi delle mani, letteralmente dominante. DAVID MOSS 8 – 26 punti (con 4/4 da 2 e 5/7 da 3), 4 rimbalzi, 1 assist e un recupero, il tutto per un ottimo 28 di valutazione finale. Beh, non c’è da stupirsi, con i play-off dietro l’angolo, comincia ad innalzare i giri del proprio motore, da sempre l’ex Indiana State gradisce non poco l’atmosfera della post season, rodeo nel quale si esalta ergendosi spesso a grande protagonista, triennio mensanino con altrettanti tricolori cuciti sul petto docet. JARRIUS JACKSON 7,5 – che fa, come d’abitudine, il pistolero, sparando il trentello a Caserta e fatturando da solo quasi il 50% dello score messo a referto dalla truppa di coach Pancotto in Campania. Per l’ex Texas Tech, ottime percentuali sia da 2 (6/8) che da 3 (3/7), il tutto condito da 3 rimbalzi e 1 assist che sanciscono il buonissimo 29 di valutazione finale. Peccato che qualche compagno sia già con la testa in vacanza, con un pizzico di determinazione in più da parte di tutti l’impresa al PalaMaggiò poteva riuscire. JEROME DYSON 5,5 – nel match perso contro Pesaro chiude con 19 punti, 2 rimbalzi e 4 assist, sui suoi standard insomma, nonostante il fisiologico appannamento, la legittima stanchezza e il sacrosanto bisogno di rifiatare ogni tanto. Umeh è stato preso per questo, a patto che i vari Snaer, Lewis, Formenti, Campbell, diano il loro contributo perchè altrimenti bisognerà continuare a spremere l’ex Hapoel Holon come un limone. Sono le percentuali che condannano, per una volta, il fantastico Jerome: 0/7 da 2 e 5/14 da 3, nel complesso non si arriva al 20% dal campo… Certo, se hai un reparto lunghi sottotono e degli esterni che girano a corrente troppo alternata, ci sta prendersi qualche responsabilità in più, ma un crack come lui può e deve fare sicuramente di più… SIDIGAS AVELLINO 5 – nono stop negli ultimi dieci incontri disputati, tralasciando le differenze in campo tra Sutor e Sidigas e la debacle del PalaSavelli, la realtà racconta di un finale di stagione molle e arrendevole nonostante un roster di primissima qualità e dei play-off che pure erano stati sempre vicini per lunghi tratti del girone di ritorno. L’enigma Dragovic, il povero Biligha, le controversie con Dean e Richardson, le toppe (inadeguate) rappresentate dagli innesti di Achara, Goldwire e Foster, svegliatosi dal letargo da un paio di giornate dopo una serie impressionante di virgole. Uno dei budget più corposi della Serie A che, in questo momento, ha rispettivamente 1,2,3 vittorie più delle Cremona, Montegranaro e Pesaro citate. Dirigenza, allenatore e giocatori facciano mea culpa, ripartire si può, anzi si deve, ma con un bagno di umiltà, scegliendo prima gli uomini che gli atleti, senza farsi infinocchiare da procuratori, curriculum supersonici e fantomatici crack tutti da verificare sui palcoscenici che realmente contano.

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