Buoni e Cattivi della 2^ giornata di andata della Serie A 2014/2015

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JAMES MAYS 10 – l’anno scorso imperversava nelle Filippine con i San Mig Super Coffee Mixers, quest’anno se lo gode l’Enel Brindisi, brava a scovarlo e a dargli una chance nel massimo campionato italiano. Genialata di Alessandro Giuliani che si è portato a casa un giocatore solidissimo e concreto in attacco, tosto in difesa, pronto a sacrificarsi sempre per il bene della squadra riuscendo però allo stesso tempo a collezionare fior di doppie doppie manco fossero i punti Conad. Il passaporto centrafricano (con relativo status di cotonou) e un interessantissimo rapporto qualità-prezzo testimoniano la bontà della pesca operata in estate dalla dirigenza bianco-azzurra. A Caserta, domina letteralmente sotto i tabelloni, spazzando tutto e tutti, mangiandosi la Pasta Reggia e chiudendo con numeri eccellenti: 18 punti (8/11 da 2), 12 rimbalzi, 3 assist e 2 stoppate, per un buonissimo 31 di valutazione finale, che gli consente di strappare il titolo di MVP di giornata in SerieA.
SAMARDO SAMUELS 9 – illegale per i lunghi di Trento, timbra la seconda doppia doppia consecutiva in campionato, a dimostrazione di un eccellente stato di forma che tranquillizza coach Banchi in attesa del recupero completo di Shawn James. Per l’ex Cavs, 15 punti contro Pascolo e soci (2/5 da 2 e un notevolissimo 11/12 dalla lunetta), che, sommati ai 14 rimbalzi e ai 3 assist prodotti per i suoi compagni, gli sono valsi un altisonante 29 di valutazione finale.
CESARE PANCOTTO 8 – che sabato, nell’anticipo del PalaBigi contro Reggio Emilia, tagliava il traguardo delle 1000 panchine in SerieA. L’impegno era ostico, si sa, a Reggio è dura per tutti, in quel catino bollente di Via Guazzo. I suoi, però, hanno deciso di fargli un regalo commovente, portandosi a casa due punti di platino al termine di una partita tiratissima, sempre punto a punto e decisasi in volata grazie ad un canestro di Kenny Hayes. Menzione speciale anche per Cameron Clark , autore di una partita mostruosa. Gran merito va però dato al coach di Porto San Giorgio, bravo ad imbrigliare Cinciarini e soci con la propria difesa, che non ha gente granitica e gigantesca in mezzo, è vero, ma che sa mettere comunque la museruola agli avversari, se è vero, come testimoniano le statistiche, che la Vanoli vanta una delle migliori difese del campionato dopo due giornate (disputate contro Milano e Reggio, ok, spuntate, decimate dagli infortuni, ancora in rodaggio, ma comunque due big della nostra SerieA). 
DELROY JAMES 7 – è forse passata in secondo piano la sua permanenza a Brindisi, si vociferava di un suo approdo in altri lidi dopo gli strepitosi 3/5 di stagione disputati l’anno scorso con la casacca dell’Enel. “Si, ma è undersized, va solo a sinistra, la meccanica di tiro lo penalizza, è limitato nel proprio range di soluzioni…”. Questi i commenti dei soliti espertoni in materia, nonostante, è bene ricordarlo, Delroy sia stato, dopo Caleb Green, uno dei migliori 4 dello scorso campionato. L’intesa con Mays è ottima, la coppia è una seria candidata al ruolo di guastafeste quando gli uomini di coach Bucchi incroceranno front-line, almeno sulla carta, molto più temibili e di qualità. Intanto, il numero 5 adriatico ne mette a referto 16 al PalaMaggiò, inclusa l’affondata che manda di fatto i titoli di coda sul match.
DAMIAN HOLLIS 6 – doppia doppia anche per lo statunitense adottato dall’Ungheria di Cantù, che nel successo dell’Acqua Vitasnella contro Avellino mette un pò di anidride carbonica ai suoi, consentendo ai brianzoli di cogliere il primo hurrà stagionale e dimenticare le pesanti sconfitte di Varese e Gran Canaria. Per l’ex Biella, 12 punti con un buon 3/5 dall’arco dei 3 punti e 10 rimbalzi, per un discreto 17 di valutazione finale.
JONNY FLYNN 5 – è prematuro emettere sentenze, ma l’ex Timberwolves, Rockets e Blazers, accreditato come potenziale fuoriserie per l’attuale livello del nostro campionato, non gira, inutile nascondersi. E si giocava contro Pistoia e Virtus, ossia due avversarie dirette nella corsa per la permanenza in SerieA. Il problema di Capo è che il suo gioco poggia su 3, massimo 4 elementi, con i veterani che arrancano parecchio e fanno fatica a reggere la fisicità e l’atletismo della massima serie. Flynn chiude con 7 punti a Casalecchio, tirando male dal campo e producendo solo 2 assistenze per i compagni, troppo poco per un giocatore dal suo pedigree.
ISAIAH ARMWOOD 4 – ci si aspettava, onestamente, un impatto molto diverso sul nostro campionato da parte dell’ex Villanova e George Washington, che in due incontri disputati con la casacca della Dolomiti Energia ha messo su la miseria di 11 minuti complessivi e 2 soli punti. Male anche al Forum, prestazione incolore con zero canestri dal campo, molto meglio i nostri Pascolo e Baldi Rossi.
LELE MOLIN 3 – ha molte attenuanti, sia chiaro, arrivava al difficile match contro l’Enel senza Michele Vitali, con Sam Young appena recuperato e con una panchina troppo corta nelle rotazioni per poter competere contro un avversario profondo ed esperto come Brindisi. Tante perplessità sorgono, però, sulla gestione dei suoi giocatori: ci sta far partire Gaines dalla panca, preferendogli Mordente, quello che risulta inspiegabile sono i soli 23 minuti concessi all’ex Maine Red Claws contro i ben 33 disputati dalla guardia teramana, un giocatore obiettivamente in difficoltà e che fa fatica a reggere il campo per cosi tanti minuti. Forse, si poteva concedere maggiore spazio anche a Tommasini, facendo rifiatare di più gli esterni campani, arrivati nei decisivi ultimi minuti dell’incontro in evidente riserva di energie.
JULYAN STONE 2 – virgola nella vittoria della Reyer contro l’Acea, vero che produce 4 assist e prende 8 rimbalzi, ma al conto finale vanno aggiunte anche 4 perse e delle gelide percentuali dal campo (0/3 da 2 e 0/4 da 3). 
ROK STIPCEVIC 1 – sarà stata la scampagnata in Laguna, fatto sta che il croato si fa prendere dall’aria del Lido, sfornando una prestazione da vero e proprio “Venezia”, tira sempre lui, solo lui, peccato che i risultati siano dopolavoristici (0/2 da 2 e un misero 1/10 da 3). La valutazione finale è di -9, indicativa di una prestazione da dimenticare in fretta per il numero 24 capitolino.