Buoni e cattivi della 3^ giornata della SerieA 2014/2015

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GRISSIN BON REGGIO EMILIA 10 – al diavolo le assenze di Diener, Silins e Lavrinovic, i cavilli burocratici che impediscono all’ultimo arrivato Taylor di dare una mano fin da subito ai suoi nuovi compagni, Reggio espugna Masnago al termine di una partita epica, alla quale sono serviti ben tre overtime per decretare chi delle due squadre dovesse portarsi a casa il referto rosa. Un cuore enorme quello dei ragazzi di coach Menetti, bravi ad aggrapparsi, in piena emergenza numerica e tecnica, al nucleo degli italiani: ottimi Cinciarini e Mussini in cabina di regia, bene Cervi e Polonara sotto i tabelloni, ma le luci della ribalta sono tutte per Amedeo Della Valle, autore di 32 punti (con un eccellente 14/15 ai tiri liberi), che esplode tutto il suo talento offensivo proprio nel momento più adatto, frastornando con i suoi colpi Diawara e soci.
SAM YOUNG – un portento fisico ed atletico, a Bologna predica nel deserto e si danna l’anima fino alla fine, peccato che i suoi compagni abbiano deciso di optare per la gita eno-gastronomica in terra emiliana, tra tortelli e mortadella, dimenticandosi, dettaglio trascurabilissimo, che c’era anche una partita da giocare, facciamo anche importante in ottica salvezza. L’ex Pacers e Sixers, fattura oltre il 45% dello score della Pasta Reggia, il suo 14/17 da 2 è tantissima roba per un esterno, numeri arricchiti anche da 6 rimbalzi e 3 assist, per un ottimo 32 di valutazione finale.
LUCA CAMPANI– ottima prestazione per il lungo della Vanoli a Pistoia, con i ragazzi di coach Pancotto che bissano la vittoria di Reggio Emilia andandosi a pigliare i due punti anche sull’infuocato parquet del PalaCarrara. Per il lungo ex Sutor, ottime percentuali dal campo (6/7 da 2 e 1/1 da 3), cifre rimpolpate anche da 3 rimbalzi, per un buon 20 di valutazione finale. La freschissima notizia della firma di Cusin fa dormire sonni tranquilli a coach Pancotto e ai tifosi della Vanoli, ma il buon Luca, in una partita tosta e difficile, ha risposto presente, confermando la bontà della scelta operata in estate dalla dirigenza lombarda, brava a firmarlo dopo l’ottima annata di Montegranaro.
TONY MITCHELL – che sgasa una Vitasnella Cantù salita in Trentino troppo molliccia e rattoppata per contendere la vittoria ad una Dolomiti Energia che centra il primo, storico, successo nella massima serie. Protagonista del match l’ex Alabama che domina l’incontro con una prova da 26 punti (6/13 da 2), 8 rimbalzi e 3 assistenze per i suoi amichetti trentini, ridicolizzando Jones, Abass e chiunque abbia provato a contrastarlo. Terzo marcatore assoluto del campionato a 23.7 di media ad allacciata, una scelta che conferma, qualora ce ne fosse davvero bisogno, le ottime capacità e la competenza del DS della Dolomiti Energia, Salvatore Trainotti.
MAXIME DE ZEEUW – che non sarà propriamente un fulmine in quanto a doti atletiche, è vero, ma la palla nel cesto di pesche la infila parecchie volte e nello sport inventato da Naismith basta e avanza avere questa peculiarità. Ennesima magata da parte di Alberani, pronto a firmare il belga in estate, giocatore solido, che ama fare le cose semplici, un pick’n pop pulito con un comodo tiro fronte a canestro, ad esempio, senza strafare. A Capo, Maxime ne imbuca 13, ma cattura anche 9 rimbalzi e sforna 1 assist, aiutando l’Acea a sbancare il PalaFantozzi.
ACQUA VITASNELLA CANTU’ – sia chiaro, ha molte attenuanti, prima fra tutte l’infortunio di Feldaine, a modestissimo parere di chi scrive, il miglior colpo qualità-prezzo arrivato nella nostra SerieA. Feldaine, appunto, giocatore terrificante dal punto di vista offensivo, tiratore affidabile, ottimo atleticamente, all’occorrenza anche discreto difensore. Colpo straordinario messo a segno dalla dirigenza canturina, il problema è che di fianco gli è stata messa una combo, non un play puro che ben si sarebbe sposato con l’estro, la creatività e le scorribande offensive del dominicano. Johnson-Odom è anche lui un giocatore sublime, fortissimo nell’uno contro uno, ma, purtroppo per coach Sacripanti, uno dei due califfi è di troppo in Brianza. Delitto atroce quello di accoppiarli, play-making eccezionale se si addizionano anche le caratteristiche di Gentile, ma in quanto ad equilibrio e a scelte, beh, siamo nel campo dell’improvvisazione. Cantù affonda a Trento, secondo stop di fila dopo la debacle interna di Coppa contro gli Artland Dragons, quarta sconfitta su cinque uscite stagionali, la presidentessa Cremascoli attacca giustamente la squadra auspicando maggiore concentrazione, ma forse sarebbe bene ricercare anche a monte i problemi di questa Cantù.
ANDREA MICHELORI – fa quello che può Miche, il problema è che la Pasta Reggia è più corta di una gramigna in quanto a uomini e chi entra dalla panca deve per forza di cose mettere un mattoncino. Andrea lotta e si impegna come un leone, ma alla fine rimedia solo 2 punticini, con un modesto 1/5 da 2. E, quello 0/4 ai liberi…
 

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