Buoni e cattivi della 4a di ritorno della Serie A 2012/13

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BOOM BOOM GIBSON! 10 – Basta un ultimo quarto di fuoco a Jonathan Gibson per regalare il successo a Brindisi. Il capocannoniere del campionato si è acceso sul più bello segnando 14 punti di fila (15 in totale) nel momento più importante della sfida contro Cantù. Alla fine il referto recita 29 punti con 8/14 da due, 3/7 da tre, 4/5 ai liberi, 6 rimbalzi, 3 recuperi e 3 assist per 32 di valutazione. Le prove balistiche della guardia statunitense sono ormai una piacevole conferma di domenica in domenica.

BEN SVEGLIATO 9 – Drrrriiiiiin! Buongiorno Antonis! Ti sono servite 19 partite per ricordarti del talento che Madre Natura ti ha dato in dono. A farne le spese la malcapitata Virtus Roma che ha subito la voglia di riscatto del greco punto sul vivo, forse, dalle vicende di mercato. Le giocate decisive del match sono passate tutte dalle sue mani non perdonando qualche libertà di troppo: 21 punti (2/4 da due, 5/5 da tre e 2/2 ai liberi), 7 rimbalzi e 28 di valutazione. Milano, con un Fotsis in più, fa nettamente più paura.

DIENER SHOW 8.5 – Che dire di nuovo? Sassari ha varcato nuovamente quota 100 ed i cugini Diener sono nuovamente i protagonisti. Strano, no? Travis ha deliziato il pubblico ed i compagni con 17 punti e 14 assist, mentre Drake aveva la mano bollente: 27 punti tirando 2/4 da due, 6/9 da tre e 5/5 ai liberi ed aggiungendo al referto 4 rimbalzi, 3 recuperi, 3 assist, 1 stoppata che fa un 30 tondo tondo di valutazione. Nell’elogio ai Diener non possiamo però dimenticare l’ottima prova di Jack Devecchi che ha rimpiazzato a dovere Thornton segnando 13 punti (3/4 da tre). Chi li ferma più?

ROK LA MACCHINETTA 8 – Stipcevic ha una mano ed una freddezza fuori dal normale. Una vera macchina di liberi. Frutto di ore ed ore d’allenamento mattutino. A farne le spese  la Montepaschi Siena che cade all’Adriatic Arena sotto i 27 punti del playmaker croato liquidato troppo velocemente da Milano. Il 19/20 dalla lunetta lo inseriscono di diritto nella storia dei record del club marchigiano. Tale dato eguaglia in fatti il precedente record di Walter Magnifico datato 1990/91. Ah, dimenticavo: l’unico errore è stato sicuramente causato dal fluido negativo del telecronista. Il buon Ugo Francica Nava stava giusto tessendo le lodi da tiratore di liberi del giocatore della Scavolini. Ferro, ferro, fuori. Classico.

CENTRI DOMINANTI 7.5 – Non ci saranno più quei centroni mastodontici brutti e cattivi ma Bryant Dunston (poco più di 202 cm) e Greg Brunner (più o meno 200 cm) incarnano bene il loro ruolo. Potenza fisica, intensità, presenza nel pitturato e tanta fame. Hanno così dominato le sfide delle proprie squadre. Dunston ha letteralmente spazzato via la Virtus Bologna con 20 punti, 7 falli subiti, 6 rimbalzi, 4 stoppate, 6 recuperi (tutti decisivi per innescare il contropiede) ed un assist per 39 di valutazione. Stessa sorte per Biella che ha subito enormemente l’ex di turno: 26 punti (con 3/3 da tre!), 7 rimbalzi e 3 recuperi per 30 di valutazione.

SUCCESSO RIGENERATORE 7 – Montegranaro aveva bisogno di un successo in un periodo complicato sia dal punto di vista economico che da quello dei risultati. Il successo è arrivato ed è stato netto (21 punti di scarto) contro un’avversaria diretta come la JuveCaserta. Sugli scudi Daniele Cinciarini (16 punti), un Christian Burns da 24 punti e 9 rimbalzi ed il gradito “ritorno” di Fabio Di Bella (11 punti e 5 assist). Stessa sorte per Avellino che aveva assoluto bisogno di due punti. Lakovic e Spinelli, rispettivamente 14 punti ed otto assist il primo e 14 punti (4/4 da tre) per il secondo, hanno condotto i Lupi ad una vittoria pesante su Cremona. Si può partire anche da qui per costruire una salvezza.

CRISI CANTÙ 5 – Quarta sconfitta consecutiva nelle ultime cinque gare disputate. Cantù fatica a vincere ma soprattutto sente l’assenza di Manuchar Markoishvili. La partenza del georgiano ha cambiato radicalmente volto alla formazione brianzola e Stefano Mancinelli, se vogliamo il suo sostituto, sembra ancora lontano parente della versione anche solo estiva con la Nazionale. Striscia negativa e derby alle porte. Il miglior modo per lasciarsi alle spalle il momento complicato.

VIRTUS BOLOGNA 4.5 – Che dire? C’è poco da dire. La voglia c’è stata ma una decina di minuti di intensità a fronte di 30 di nulla assoluto sono abbastanza inutili. Gigli non è riuscito a contrastare Dunston, Poeta (3/12 dal campo e 5 perse) è entrato in partita troppo tardi per poi comunque uscirne troppo presto. Male anche i tre americani. Smith ha faticato molto contro Polonara prima e Sakota poi. Malino anche Hasbrouck troppo innamorato della palla. Amore non corrisposto però (3/9 al tiro e 2 perse). Si può ripartire dalla voglia matta di Imbrò e Gaddefors. Segnali positivi nell’ennesima domenica difficile.

STRANIERI INADEGUATI 4 – Ce ne sono parecchi, ma è giunta finalmente l’ora di parlare di Kevin Anderson. Il playmaker di Cantù è uno degli americani più scarsi mai passati dal Pianella. Sette partite giocate alla strabiliante media di 2.4 punti (18.2% da due e 21.4% da tre) e almeno un air ball per partita. Roba che nemmeno Tony Weeden dei dirimpettai varesini.. Un altro extracomunitario di livello è l’africano Julian Mavunga. Il centro dell’Angelico, ormai fedele a questa rubrica, vede il campo con il lumicino. Domenica lo si è visto per 4 minuti scalzato nelle gerarchie da Pinkney e Renzi per la gioia dei tifosi piemontesi.