Buoni e cattivi della 7^ giornata della Serie A 2013/2014

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SETTIMA GIORNATA 10 – ben cinque partite terminate con uno scarto massimo a favore della vincente entro i 5 punti, una sfida salvezza combattutissima (alla quale sono serviti ben 3 OT per decretare vincitori e vinti), giocata mettendo sul parquet anche l’ultima stilla d’energia rimasta, un posticipo bellissimo ed incerto fino alla sirena finale, in poche parole: equilibrio, emozioni, voglia di vincere e di lottare fino alla fine da parte di tutti. Qualcuno afferma che ci stiamo impoverendo, che il livello medio del nostro campionato si è notevolmente abbassato, che la Bundesliga, sulla scia di Turchia e Russia, è prossima a superarci nella classifica di gradimento dei giocatori dei singoli tornei continentali, ma la giornata appena terminata è uno spot perfetto di un campionato nel quale regna l’incertezza, l’equilibrio e che presenta, in ogni giornata, insidie per chiunque. JAJUAN JOHNSON 9 – che ne scrive 37 ( numero mai banale, scelto da Metta World Peace, al JaJuan Johnsonsecolo Ron Artest, al suo arrivo ai Lakers, in onore alle 37 settimane passate in cima alle classifiche USA degli album più venduti da Thriller, termine piuttosto calzante per descrivere la partita ed il finale, pardon, i finali, andati in scena ieri al PalaCarrara di Pistoia), tirando giù anche 13 rimbalzi contro Pesaro, in una partita vietata ai deboli di cuore, una tiratissima maratona di 55 minuti con annesso bombardamento ( punteggio finale 115-110 a favore degli uomini di coach Paolo Moretti), che ha visto trionfare i padroni di casa al cospetto di una generosa e mai doma Victoria Libertas. Per i biancorrossi toscani sugli scudi anche Wanamaker, ma il fenomeno l’ha fatto l’ex Purdue, il più talentuoso degli americani di Pistoia, che ha chiuso con un altisonante 43 di valutazione finale, mettendosi in evidenza con ben 7 schiacciate realizzate. ZARE MARKOVSKI 8 – che centra il bis sbancando Casalecchio, dimostrando che questa Reyer è squadra capace di grandi imprese, che deve solo ritrovare la fiducia e la consapevolezza nei propri mezzi per riuscire a scalare posizioni in classifica e restare quantomeno attaccata al treno playoff ( peraltro agganciato proprio grazie ai 2 punti conquistati in Emilia). Sembra pagare i primi dividendi la scelta di affidarsi al coach macedone, grande conoscitore della pallacanestro nostrana, la cui cura sta giovando, e non poco, soprattutto ad Andre Smith, ancora una volta devastante contro la Granarolo ( 29 punti col 50% da 3, in aggiunta a 9 rimbalzi), che nelle ultime due uscite ha messo su numeri impressionanti, consoni alle sue enormi potenzialità, che solo due stagioni or sono gli sono valse, quando era un giocatore della Juve Caserta, il titolo di miglior marcatore della regular season e lo scettro di MVP del nostro campionato. Delroy JamesDELROY JAMES 7,5 – altra ottima intuizione della dirigenza dell’Enel Brindisi cha ha scelto l’ex Rhode Island per il delicato spot di numero 4, dopo le ottime cose fatte vedere nella scorsa stagione con la casacca di Ferentino. Prestazione importante per il numero 5 adriatico al PalaMaggiò di Caserta: 17 punti, 14 rimbalzi e 2 assist, per un bel 28 di valutazione finale. L’impressione è che possa trattarsi di un pezzo pregiato del prossimo mercato estivo, complice anche il passaporto guyanese e il relativo status da Cotonou ( leggasi quindi da comunitario), elemento questo che, mixato con le eccellenti doti atletiche e tecniche in possesso da Delroy, può costituire un “prodotto” appetibilissimo sul panorama continentale. DANIELE CINCIARINI 7 – chirurgico nel match vinto dalla Sutor contro una Varese in Daniele Cinciarinicaduta libera ( sesto stop di fila tra campionato e coppa, ufficiale il ritorno di Banks, che potrà dare una grossa mano, anche se i problemi della Cimberio sembrano intressare altri ruoli e posizioni all’interno del roster), costretta a cedere nel finale i due punti ai padroni di casa, bravi a gestire i possessi più delicati e a trovare nella tripla di Skeen lo spartiacque dell’incontro. Ma, si parlava del Cincia maggiore, autore di un’eccellente prestazione che parla di 21 punti, con ottime percentuali dal campo ( 6/7 da 2 e 3/4 da 3), arricchita anche da 4 rimbalzi e 4 assistenze per i compagni, numeri che testimoniano una leadership tanto silenziosa quanto efficace del numero 5 marchigiano all’interno dello spogliatoio di coach Recalcati. JAMES WHITE – TROY BELL 5 – giornata no per le due principali bocche da fuoco della Reggiana che in coppia collezionano la miseria di 9 punti, con percentuali dal campo da dimenticare in fretta. L’impressione è che Reggio faccia fatica a gestire le tossine derivanti dal doppio impegno campionato-coppa anche a causa di una panchina “povera” dal punto di vista realizzativo e di giovani elementi del roster di coach Menetti che quest’anno faticano più del previsto rispetto alla scorsa stagione, anche se, da due frombolieri del calibro di James e Bell, è lecito aspettarsi molto di più.  RENDIMENTO ESTERNO SIDIGAS 4,5 è vero, la Vitucci band ha fatto visita a parquet Sidigas Avellinoa dir poco infuocati ( Varese, Cantù, Sassari, lo stesso PalaCarrara di Pistoia, impianto dagli elevatissimi decibel durante le partite interne della Giorgio Tesi Group), ma era legittimo aspettarsi qualcosina in più dagli irpini nelle proprie uscite lontane dal PalaDelMauro. Avellino paga un rendimento troppo altalenante da parte delle proprie prime punte ( Lakovic, Dean e Richardson su tutti) assieme al calo inaspettato di un elemento tattico chiave della passata stagione, quel Nikola Dragovic così prezioso nell’aprire il campo e nel trovare preziose risorse lontano da canestro, solo lontano parente del giocatore ammirato l’anno scorso dal pubblico irpino. La garanzia più grande per la Sidigas si chiama però Vitucci, che ha l’esperienza e lo spessore per far svoltare il rendimento esterno dei suoi, anche se, forse andrebbe inserita una pedina all’interno del roster dei lupi ( Ignersky?). USA JUVE 4 – in nettissimo calo di rendimento dopo un brillante inizio di stagione ( si Cameron Mooresalva solo l’ex canturino Jeff Brooks), devono ritrovarsi soprattutto dal punto di vista realizzativo, per dare linfa ad un attacco poco brillante ( Pasta Reggia al penultimo posto nella graduatoria della prolificità totale di squadra), che paga anche la tantà gioventù che sale in campo dalla panchina e il primissimo scorcio di stagione poco brillante dei veterani Mordente- Michelori. Caserta ha risorse e uomini per centrare l’obiettivo della permanenza in A, ma tale risultato passa necessariamente da un cambiamento rilevante delle performances del proprio nucleo USA che costituisce l’asse portante della formazione di coach Molin.