Buoni e cattivi della 9^ giornata della Serie A 2013/2014

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  DANIEL HACKETT 10 –Avellino già pregustava due punti succosissimi contro la Mens Sana, Ivanov e Thomas facevano la voce grossa e il PalaDelMauro ribolliva di entusiamo. E poi? E poi, succede che il giocatore più determinante del campionato si accende, entra in trance agonistica e te ne imbuca ben 16 nell’ultimo periodo, facendoti ritrovare con il classico pugno di mosche in mano. Straripante prestazione per il figlio del grande Rudy in Irpinia, privarsene sarebbe un peccato capitale, ci sentiamo di dire che una Mens Sana senza l’ex USC sarebbe temibile come Spider-Man senza ragnatele. GIORGIO TESI GROUP PISTOIA 9 – Vittoria importantissima per gli uomini di coach Paolino Moretti, nel fortino del PalaCarrara, contro una Varese arrivata in riserva di energie nell’ultimo periodo, quello nel quale i toscani hanno scavato il solco decisivo. Terzo acuto stagionale per la neo-promossa, tra le cui fila brillano JaJuan Johnson ( 9/13 da 2 e solita quantità industriale di schiacciate), i bomber Wanamaker e Gibson e l’atletico Deron Washington ( 21p+8 rimbalzi). Fieno in cascina per Pistoia, che da qui alla fine del girone d’andata è attesa da un calendario molto impegnativo, ma che esce da questo match confortata dalle straordinarie prestazioni dei suoi USA. MATT WALSH 8 – il vero capitano tecnico della Granarolo Bologna, pedina fondamentale Walsh Mattnello scacchiere di coach Luca Bechi, collante perfetto sia dal punto di vista tattico che psicologico-umorale all’interno del giovanissimo spogliatoio delle V nere. Contro Brindisi ne scrive 26 (12/14 ai liberi e la tripla che probabilmente ha ucciso la contesa tra felsinei e adriatici), in aggiunta a 9 rimbalzi, dimostrando grandi capacità di lettura delle situazioni ( in tutte e due le metà campo) e un’intensità e determinazione pazzesche. Se continua cosi, anche dal punto di vista realizzativo, questa Virtus può continuare a stupire.   Jimmy BaronJIMMY BARON 7,5 –il Barone dell’Acea, tiratore velenosissimo, che uccide la contesa contro una generosissima Vuelle Pesaro proprio grazie ad un dardo scagliato dalla lunga distanza, che s’infila dritto dritto nel cuore di Young e soci. Recentemente ha dichiarato di trovarsi magnificamente a Roma, anche se, nel cuore ha sempre San Sebastian ( fate voi, la Concha e i pintxos, buongustaio l’ ex Rhode Island…), proprio come un ex giallorosso dal passato recente, l’ungherese Lorant, che ha fatto l’esatto percorso di Jimmy (Donostia – Roma, anche se per il numero 20 dell’Acea c’è stata di mezzo l’esperienza in Russia con la casacca del Lokomotiv Kuban). Devastante a Pesaro nel tiro dalla lunga distanza (6/9), prestazione arricchita anche da 6 rimbalzi, per un bel 31 di valutazione finale. MARCO CUSIN 7 – che consente alla Vitasnella di battere una coraggiosa Pasta Reggia, facendosi trovare pronto sulla rimessa di Jenkins e insaccando a pochi spiccioli dalla sirena finale. Prestazione solidissima per il totem azzurro, autore di 10 punti e 9 rimbalzi, in aggiunta al canestro della staffa, che ha permesso a Cantù di agganciare il secondo posto in graduatoria, seppur in coabitazione con Roma e Bologna. ALADE AMINU 5 – non pervenuto a Casalecchio, limitato dai falli che lo tolgono quasi subito dalla partita, ma poco incisivo vicino a canestro, dove dimostra evidenti problemi di macchinosità, in aggiunta ad un “mestiere” quasi inesistente ( per questa lacuna, può domandare ripetizioni al suo collega di reparto Todic, non un fulmine in quanto a spettacolarità , è vero, ma tremendamente efficace). Chiude con 4 punti messi a referto, 3 palle perse e un – 3 di valutazione finale. JASON RICH 4,5 – percentuali da campetto per l’ ex Hapoel Gerusalemme ed Enisey Jason RichKrasnojarsk tra le altre, che contro la Reyer fa il veneziano senza una parvenza di fondata giustificazione, visto i ridicoli esiti delle sue bordate ( 2/12 da 2, 1/6 da 3). Chiude anche con 4 palle perse all’attivo una prestazione da dimenticare in fretta.   FratesCIMBERIO VARESE 3 – che naufraga anche a Pistoia, frastornata dalla potenza atletica di JaJuan Johnson, dall’imprevedibilità di Washington e dalle cannonate dei frombolieri Gibson e Wanamaker. Ancora a secco di vittorie lontano da Masnago, già fuori dalle competizioni europee, in evidente crisi d’identità offensiva ( ma facciamo anche difensiva) e con tanti elementi da recuperare, soprattutto psicologicamente ( Rush, De Nicolao). Eppure la Cimberio ha 3/5 dello straordinario quintetto della scorsa stagione, d’accordo i Mike Green e i Bryant Dunston passano una volta nella vita, figuriamoci da Varese, ma Clark e soci non valgono l’attuale posto in classifica, possono dare molto di più, contando anche su una solida pedina come Hassell e su tante risorse dalla panchina ( le due stelline nostrane, ma anche il veterano Scekic). Il tempo c’è, ma occorre dare la scossa: ci riuscirà Frates o magari la Cimberio si rivolgerà a qualcun altro (leggi Calvani) ?