Cambio di schema/1 – Rinunciare al basket per la malattia di Crohn? No. Ce ne parlano Drake Diener e Meo Sacchetti

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A CURA DI EDUARDO LUBRANO

Colite ulcerosa e malattia di Crohn: circa duecentomila italiani sono colpiti da queste patologie infiammatorie croniche dell’intestino, soprattutto giovani(dai 18 ai 25 anni). Negli ultimi tempi, poi, è quasi raddoppiata  l’incidenza nell’età pediatrica. Ancora sconosciute le cause. Di certo l’andamento cronico espone il paziente a recidive e complicanze intestinali – reumopatie, epatopatie, manifestazioni cutanee ed oculari – ma anche a un deterioramento della qualità di vita e della capacità di lavoro.

Oggi tuttavia le nuove cure mediche – le cosiddette terapie biologiche – possono contribuire a cambiare radicalmente il decorso clinico di tali malattie. Sempre più spesso però i ragazzi vittime si chiedono se sia possibile continuare a praticare uno sport, specie la pallacanestro. E’ questa la domanda più frequente nelle lettere che giungono a “MO”, la rivista trimestrale della Micro, l’associazione a cui aderiscono coloro che soffrono di malattie infiammatorie intestinali croniche e i medici curanti.

Rinunciare dunque al basket per il Crohn? La risposta degli specialisti dell’Ospedale Sacco di Milano, che hanno fama europea per la loro attività di ricerca, è no. Proprio nel mondo del basket, anzi, c’è un esempio illustre:l’americano Drake Diener, guardia tiratrice (shooting guard) della Dinamo Sassari Banco di Sardegna. Alto 1,96, trentatre anni, Drake è arrivato in Italia nel 2007 a Castelletto Ticino. Poi ha giocato a Capo d’Orlando, a Siena dove ha vinto uno scudetto e disputato l’Eurolega, ad Avellino, Teramo e  ora vive a Sassari. Sposato con Gini, ha un figlio, Louis, nato proprio in Sardegna. Nel 2005 dopo 4 stagioni di buon livello alla De Paul University di Chicago si è ammalato ed ha dovuto aspettare 9 mesi e 30 chili di meno, per la diagnosi del malore : malattia di Crohn. Ma Drake Diener è riuscito a dominarla e nel 2007 è tornato a giocare.

M.I.Cro. associazione onlus

c/o Unita? Dipartimentale di Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali Azienda Ospedaliera – Polo Universitario “Luigi Sacco”

via G.B. Grassi, 74 – 20157 Milano tel. +39 3458167280 (dalle 9.00 alle 12.00) codice fiscale 97553940152

Meo Sacchetti, ex grande giocatore italiano – Campione d’Europa con la Nazionale nel 1983 – è il suo vero mentore in Italia. Lo ha voluto a Capo d’Orlando e lo ha portato poi a Sassari. Di Drake dice :”Su di lui puoi contaread occhi chiusi, c’è sempre”. Non a caso Drake è considerato “l’uomo dell’ultimo tiro” (in America si chiama go to guy), il giocatore cioè a cui affidare il tiro decisivo di una partita.

Invitato dalla Micro, “l’uomo dell’ultimo tiro” ha raccontato la sua esperienza vincente in una intervista filmata che è stata trasmessa durante lo spettacolo”La fiamma nascosta”, organizzato dalla stessa associazione il 17 aprile del 2013 al Teatro dal Verme di Milano, per fare della sua storia un simbolo, una ragione in più di speranza per i giovani colpiti dalla malattia di Crohn o dalla colite ulcerosa e tuttavia desiderosi di andare a canestro.

E ora, il 23 febbraio 2014, prima dell’incontro di campionato di serie A tra la Cimberio Pallacanestro Varese e la Dinamo Sassari Banco di Sardegna, che sarà trasmesso anche in tivu, il giornalista televisivo Antonio Lubrano, presidente della Micro, consegnerà a Drake Diener un premio per la sua testimonianza così efficace. Un’altra targa sarà consegnata alla Cimberio Pallacanestro Varese, la società sportiva che ha appoggiato con entusiasmo sia l’iniziativa del premio sia uno dei progetti della Micro: una raccolta di fondi per realizzare presso l’ospedale “Sacco” una sala esclusivamente dedicata all’endoscopia di queste particolari patologie. 

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