Cambio di schema/2 – Le Final Four di Eurolega: una grande lezione per il basket italiano

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Vorrei iniziare salutando a tutti i lettori di questo sito che stimo, che mi ha cercato, e facilmente convinto a collaborare.

Poi vorrei subito tuffarmi nell’argomento della settimana. Se neanche la Gazzetta dello Sport, sul cui sito si viene rimbalzati appena si cerca Euroleague.net, ha interesse a mettere il risultato della finale vinta dal Maccabi in una delle prime notizie, mi chiedo a chi interessi ormai il nostro sport a parte noi “maniaci” della palla a spicchi…

Scorrendo il sito della rosea infatti prima della notizia che è molto in fondo, si trova un bel servizio – per i maschietti – su Valentina Vignali, una bellissima ragazza che gioca a Sora nella C femminile, ma che ama anche il mondo dello spettacolo per cui viene presentata dai colleghi della Gazzetta come una coniglietta, visto che ha avuto una prima pagina su Playboy.

Sono gli ultimi due flash di una stagione, che mi preoccupano molto. L’Eurolega è una competizione fantastica, è l’Europa delle grandi città, si vedono partite che possono entrare nella storia, come questa sesta coppa del Maccabi. E’ anche organizzata molto meglio – e chiedo scusa per l’eventuale offesa che le sto recando – di tutti i nostri campionati miserelli messi insieme. Che rasentano il limite dello scandalo per la pochissima cura che viene  messa nell’immagine del prodotto.

Quello televisivo in particolare. Un esempio su tutti: perché ci si ostina a giocare la partita clou della giornata la domenica sera in puntuale contemporanea con il calcio, che male che va propone una partita che interessa al triplo delle persone. Certo il pubblico di riferimento è totalmente diverso ma è questo il punto: non bisogna attirare il pubblico del calcio (è impossibile) quanto quello degli indecisi, degli sportivi. A queste persone dovrebbe – a mio modo di vedere – arrivare il messaggio : “quanto è bella la pallacanestro stasera mi guardo la partita!”.

Gli amici mi dicono che sono un sognatore ed è probabilmente vero. Ma so che anche sognando si può fare meglio di quello che abbiamo adesso cioè zero.

Un altro esempio. La nazionale di rugby che vince molto raramente, come quella della pallacanestro per adesso, ha decisamente personaggi e volti molto più noti dei giocatori di pallacanestro. Ma, nonostante gli sforzi degli ultimi quindici anni, l’Italia non è un popolo di rugbisti. Lo è certamente più di amanti ed appassionati della pallacanestro. O almeno lo era.

Ricorderete anni fa la pubblicità della Edison con Gerry Scotti, Dino Meneghin e Alessandro Cittadini. Che è ragazzo meraviglioso ed ottimo giocatore, ma non paragonabile a Gallinari, Belinelli e Bargnani che già militavano nell’NBA. Quando mai abbiamo visto il presidente di una federazione fare la pubblicità dello sponsor? E quando chiesi a Meneghin perché lo spot non era stato fatto con i tre “americani” mi rispose che ormai erano partiti….”Scusi presidente ma non si poteva fare in America?” “Era difficile” fu la risposta…Perché gli americani non sanno fare spot pubblicitari!?

Il rugby per preparare l’attesa del Sei Nazioni ha messo Martin Castrogiovanni a scherzare con le campionesse del mondo di ginnastica, di nuoto sincronizzato e di pallavolo. Risultato : mia figlia che ha 13 anni dopo qualche giorno che giravano questi spot mi ha detto “Che simpatico Castro!”

Non voglio qui affrontare fino in fondo il penoso argomento del presidente di Lega a cui evidentemente l’elezione ha portato malissimo visto, che dopo due mesi è stato messo agli arresti domiciliari. Solo due o tre cose. Quando a febbraio c’è stata la scelta di Minucci da parte di 14 presidenti su 16 (salvo Villalta e Toti, è bene ripeterlo) si sapeva già che era indagato ed un’indagine non può che chiudersi in due modi : l’arresto o il proscioglimento.  Allora cosa ostava attendere la fine del mandato di Renzi a giugno per vedere cosa sarebbe successo? Ed è possibile oggi sentire chi dice che nessuno immaginava i reali contorni della questione giudiziaria ?

Ha ragione Ettore Messina quando dice : “Il problema del presidente di Lega non è l’uomo che si sceglie ma il fatto che se i proprietari non si decidono a mettere nelle mani del presidente i poteri che ha per esempio il commissioner dell’NBA sarà sempre tutto inutile. Possono mettere anche Papa Francesco ma se non gli danno gli strumenti per dare le randellate dove e quando vanno date, il presidente della Lega Basket sarà sempre una figura di legno”. Il problema mi permetto di aggiungere a quanto detto dal grande Messina, è che i proprietari non vogliono perché un commissioner vero riuscirebbe a scoprire immediatamente tutti gli scheletri nell’armadio che troppi di loro hanno.

Alla prossima settimana e comunque e sempre: buon basket a tutti!

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