Cambio di schema/3 – Qualche spunto per Super Basket TV

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Oggi parliamo di televisione. Di quella che qualche settimana fa è stata presentata come il progetto della tv della pallacanestro italiana. Come Supertenis tv da cui è stato preso spunto, la nostra Federazione ha deciso di provarci. Bene.

Scontate le aspettative di base: ottimo segnale, buone immagini, competenza di chi farà le cronache ed i servizi. Competenze televisive e competenze tecniche del nostro sport ovviamente. Idee chiare su cosa si vuol fare di questo mezzo televisivo: utilizzarlo per fare vetrina o per fare qualcosa di serio che serva anche alla promozione dell’amato sport con la palla a spicchi? Io, ma è solo la mia opinione, spero che si realizzino le due cose ma soprattutto la seconda.

C’è un’altra cosa che dovrebbe essere chiara e che invece alla luce delle mie esperienze mi pare sia ancora da far capire a proprietari e presidenti. Il mondo dello sport in tv, quello serio, insegna che è lo sport a doversi piegare alle esigenze televisive e non il contrario.

Esempio: qualche anno fa la pallavolo mondiale decise una serie di cose proprio per adeguarsi a ciò che la tv le chiedeva per dare maggiore visibilità. Fu cambiato il regolamento delle partite accorciando il quinto set; fu cambiato il colore del pallone per renderlo più televisivo, furono cambiate le divise da gioco (quelle femminili anche troppo secondo alcuni) per rendere l’impatto, l’aspetto estetico dello sport più gradevole anche agli occhi dei non addetti ai lavori. In Italia tutto questo è stato assorbito con maggiore facilità anche perché avevamo, ed abbiamo ancora per fortuna, le nazionali, maschile e femminile dico, molto vincenti.

Ora io non so esattamente cosa potrebbe fare la pallacanestro per rendersi più televisiva di così però qualche idea ce l’ho.

Primo. Gli orari. Se la tv dice che si deve giocare una partita, di qualsivoglia campionato, alle 18 del sabato, una a mezzogiorno, una alle 18 della domenica ed una alle 21 della sera di lunedì (dico per dire) ebbene bisogna che le società non stiano lì a lamentarsi come accadde per le partite su Sky a mezzogiorno scomparse improvvisamente perché ad allenatori, giocatori e dirigenti non andava bene quell’orario. La nostra pallacanestro non ha quella forza tale da imporsi e, a dirla tutta, non ce l’ha nessuno sport. Basta guardare il rugby, la Formula Uno, il calcio stesso.

Secondo. E’ chiaro che TUTTA l’attività giovanile DEVE passare sul canale della Federazione. Studiando i calendari in funzione della tv, organizzando la trasmissione delle partite non solo quelle più interessanti. Faccio un esempio: deve andare in onda anche Scapoli contro ammogliati almeno una volta, altrimenti non ha senso. E, va da sé, tutte le finali nazionali. Comprese quelle del minibasket. E poi anche, perché no, i consigli federali e le riunioni di Lega. Non tutti magari, la maggior parte però sì. Sono state trasmesse le consultazioni per la formazione del governo…

Terzo. Gli allenamenti delle varie Nazionali. Nei limiti del possibile vanno trasmessi in diretta con lo staff che spiega, prima o dopo non importa, qual è l’obiettivo di quel giorno. A maggior ragione nei momenti di preparazione ad eventi internazionali.

Quarto. La pubblicità. Bisogna che i giocatori e le giocatrici più rappresentative, spendano a turno un po’ del loro tempo per fare spot di lancio e di annuncio dei programmi di questa nascente televisione. A getto continuo. Significa acquistare spazi sui giornali, sulle altre televisioni, fare ogni settimana un comunicato col palinsesto. Insomma bisogna far sapere urbi et orbi che, quando dovesse partire il progetto, esiste un canale televisivo dedicato alla pallacanestro italiana.

Queste le mie idee. Ma da quello che so poco più di un mese fa circa, comunque ad aprile, l’idea era quella di metterci l’NBA ed altri campionati stranieri, repliche dell’Eurolega ecc.ecc. No. Così non andrebbe bene, sarebbero dei soldi – tantissimi! – sprecati e l’ennesima occasione buttata via dal nostro movimento. La speranza è che si decida oggi partendo da due figure fondamentali nell’organizzazione di un canale televisivo: un bravissimo direttore e, forse ancora di più, uno straordinario esperto di acquisizione di diritti tv. Senza queste due figure, l’ultima in particolare non si va da nessuna parte.

I costi di una televisione sono notevoli, altissimi, ma è pur vero che oggi con i mezzi tecnici che abbiamo a disposizione si può fare anche quest’impresa a cifre ragionevoli. E la nostra Federazione di soldi ne ha: due o tre estati fa voleva spendere 11 milioni di euro per comprare una nuova sede sulla Cassia. Idea bocciata dalla Giunta del Coni, che allora era presieduto dal nostro attuale presidente, Gianni Petrucci. E fu, a mio parere, una bocciatura giusta. Parte di quei soldi oggi possono essere investiti nel canale tematico perché è necessaria la qualità. Ne abbiamo già abbastanza di come è trattata la pallacanestro in tv (salvo Sky naturalmente) per farci del male da soli con un prodotto scadente.

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