Cambio di Schema/5 – Cara Rai e cara Fip, così non ci siamo

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Mi dicono spesso che sono un incontentabile criticone di tutto quello che riguarda il mondo della pallacanestro italiana, che non mi va mai bene niente. In parte è vero e deriva anche dal lavoro che faccio, il giornalista sportivo, che si occupa in particolare di pallacanestro.

Un po’ deriva dal fatto che ho un carattere difficile ed un po’ dal fatto che alcune cose sembrano arrivare dalla luna.

Ma vorrei cominciare questa puntata della rubrica con i complimenti: ad Alice Pedrazzi, la nuova commentatrice tecnica che la Rai ha affiancato a Maurizio Fanelli. E’ bravissima, legge le situazioni in anticipo, sa spiegare bene cosa è successo. Insomma uno dei rari casi in cui un ex giocatore, in questo caso giocatrice ovviamente, sa passare dal campo al microfono con grande naturalezza e chiarezza. Ancora brava, speriamo che rimanga.

Poi però…proprio la Rai ne combina di tutti i colori al nostro sport. Prima di tutto domenica scorsa giugno ha messo in contemporanea (o quasi) la prima partita delle qualificazioni europee della Nazionale femminile con gara 5 tra Montepaschi Siena ed Acea Roma. Ma quanti telespettatori pensano che abbia la pallacanestro italiana? Possibile che nessuno tra Federazione e Lega non abbia pensato che questa contemporaneità fosse una vera e propria stupidaggine? Si, è possibile visto che è successo, e mi piacerebbe sapere quale ragionamento c’è stato dietro a questa scelta. Se è stata una scelta. Temo in realtà che sia stato un caso, il che è peggio ancora…

Ancora la Rai. Le telecronache di Maurizio Fanelli sono state, ovviamente secondo me, clamorosamente a favore di Siena: per l’esaltazione di quello che facevano in campo i giocatori della Montepaschi, per la sottolineatura eccessiva di ogni azione senese e di ogni errore di Roma. Per l’entusiasmo verso una società che forse, ripeto FORSE, in questi ultimi otto anni ha fatto delle cose non proprio regolari secondo quanto sembra che la Guardia di Finanza ed i magistrati abbiano provato. Il risultato del campo è indiscutibile: Siena quest’anno ha battuto Roma sette volte su otto partite. E questo dice tutto su chi è più forte. Ma il tifo no, dall’ente televisiva di Stato no. A meno che non sia la Nazionale. Ed anche lì bisogna comunque essere obiettivi.

Infine la Fip. Dalla prossima stagione secondo una comunicazione mandata alle società, le squadre iscritte al campionato di DNC (a proposito prima o poi i Carabinieri si faranno una risata per le sigle copiate DNA che sarebbe Divisione Nazionale Antimafia e NAS che sarebbero il Nucleo Anti Sofisticazione e non i Nuovi Atleti Svincolati…) potranno tesserare oltre ai 3 nati nel 1994 da iscrivere a referto, anche uno straniero. Sì proprio quello, un giocatore che non abbia fatto i famigerati 4 anni di formazione giovanile.

Ho qualche domanda prima di fare le mie solite critiche, che tra l’altro sono abbastanza facili da intuire data l’abnormità di questa stupidaggine. Una premessa : io non sono affatto contrario all’utilizzo di lavoratori stranieri sia chiaro. Però…

Le domande allora.  Qual è la filosofia alla base di questa scelta? Visto che questi stranieri dovranno avere un visto di ingresso in Italia lavorativo, come verranno inquadrati in un ambiente dilettantistico dal momento che sono dei professionisti? Perché il passaggio del visto, concesso dalla Questura porta direttamente al fatto che un lavoratore straniero percepisce un regolare stipendio da una società italiana che però opera in regime di dilettantismo dove la prassi è quella dei rimborsi spese.

Le altre domande.  Si farà una scrittura privata? E questa scrittura che tipo di valore giuridico avrà? Andrà depositata presso la Nuova Lega Pallacanestro? Andrà denunciata al Fisco e quindi bisognerà che società e giocatore ci paghino le tasse? C’è un limite di età per questi stranieri?

Tutte domande che io ritengo abbiano necessità di una risposta immediata, di una normativa straordinaria che metta tutti al riparo. E, per chiudere, chi farà i controlli su questi visti?

E’ vero, parto prevenuto perché questa idea non mi piace come non mi piace che nei campionati al di sotto della serie A, dove fanno come gli pare, ci sia sempre meno spazio per i nostri giovani per giocare, come dimostrano le statistiche di questi ultimi anni. E perché sono certo che questa nuova stravagante idea farà lievitare i costi di un movimento che non può permetterselo. E quindi temo che assisteremo alla fine di tante società che all’inizio si sveneranno pur di assicurarsi lo straniero migliore.

E di conseguenza assisteremo al progressivo ulteriore decadimento della pallacanestro italiana.