Considerazioni di un tifoso professionista, di Toni Cappellari/19 – Con Reggio Emilia l’Italia del basket è più bella

di Toni Cappellari

Non vorrei annoiarvi, ma dopo la partita Reggio Emilia – Milano sono ancora più convinto che gli italiani sono mediamente migliori della valanga di stranieri che bazzicano nel nostro campionato.
Partiamo allora dalle prestazioni. L’inizio di Polonara è stato super, non solo per la precisione del tiro da fuori, ma anche per i rimbalzi e le stoppate. La sua dimensione difensiva sta migliorando di domenica in domenica, ormai tiene tutti i ruoli tranne che i play puri o i centri di stazza, e può giocare in tutte le posizioni. Della Valle poi ha limitato Gentile ed è in grande spolvero, dimostrazione che se vuole anche lui può essere perfetto in copertura; Cervi e Cinciarini sono un esempio di concretezza, l’asse portante della squadra, di una Reggio che poteva anche perdere, e che invece ha dimostrato di essere un gruppo di valore, che gioca una bella pallacanestro e che – caso ormai raro – cerca il contropiede sistematicamente . La società è sana, ben diretta da Della Salda, unico neo un palazzo che sarà anche in centro ma è frnacamente inadeguato.
Quanto a Milano, e come giustamente ha detto il suo coach Banchi, ha pagato alcuni episodi chiave: complessivamente per l’Olimpia una partita positiva, con un Alessandro Gentile stellare in attacco, che tira, gioca uno contro uno grazie alla sua fisicità debordante, passa la palla benissimo, vede il “gioco” come pochi e se vuole difende. Se vogliamo trovare il pelo sull’uovo, ogni tanto potrebbe sorridere: è sempre “ingrugnato”…
Bene anche Niccolò Melli, che giocava in casa, anche se dovrebbe darsi una scrollata: ha la fiducia del suo coach, forse dovrebbe giocare con più energia, la certezza in fondo è quella di avere un bagaglio tecnico fuori dal normale, purtroppo spesso e volentieri sembra che si accontenti.
Chiudo con un numero evidente e indicativo di questo positicipo: ben sette ( includiamo anche Mussini ieri in ombra) italiani in campo e determinanti per le proprie squadre. Non vogliamo parlare di Taylor,Ragland e Brooks, che quando hanno la palla in mano l’unica cosa che sanno fare è tirare; non vogliamo parlare di Kleiza, che si è fatto notare per un tentato sgambetto a Della Valle, e che con un arbitro serio sarebbe stato espulso. Gli unici che salviamo semmai sono Lavrinovic, Kaukenas e Samuels, che si impegnano e giocano per la squadra. Ultimissimo flash? Bell’esordio davanti ai microfoni di Abbio, “Picchio” avrà sicuramente altre chances.

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