Considerazioni di un tifoso professionista, di Toni Cappellari/20 – Tra Brescia e Desio… godimento cestistico “on the road”

di Toni Cappellari

Voglio partire spiazzandovi, e comincio con l’A2 Gold. Non potevo lasciarmi sfuggire la gita infrasettimanale a Brescia per godermi lo scontro al vertice tra la Leonessa e Verona, e devo ammettere che l’impressione ha trovato conferma: quest’anno la seconda serie è davvero di buon livello. Abbiamo squadre come la CdL, la Tezenis ma anche Torino che corrono per salire in A , ma anche realtà che si basano su gruppi di giovani giocatori in forte crescita: parlo ovviamente di Veroli, Biella e Trieste, dove dopo aver prodotto Ruzzier ,oggi presenta Tonut. Sicuramente questo figlio d’arte diventerà giocatore di serie superiore …e date un occhio a Candussi : mi dicono eccellente studente e “4” promettente.

Torniamo però a mercoledì scorso :davanti a una cornice di bel pubblico, ecco due squadre che si sono affrontate a viso aperto. Brescia offre degli americani stile “Venezia”, oltre  agli esperti Cittadini e Passera a menare la danza, mentre Loschi e Alibegovic sono giovani assai promettenti. Unico neo un Fernandez un po’ involuto: dopo averlo visto a Milano pensavo potesse diventare un po’ più playmaker e meno guardia. Verona invece mi sembra il classico squadrone. La Scaligera quest’anno ha tutto: una proprietà (la famiglia Pedrollo) che ha la possibilità di investire senza illudere, un pubblico appassionato, un coach come Ramagli che fa giocare la squadra come un orologio, e un quartetto italiano di livello assoluto (Giuri,Boscagin,De Nicolao e Ndoja). Con un telaio del genere, in caso di promozione, dovrà fare solo piccoli innesti perché la base c’è . Mi sembra di vedere Trento dello scorso anno: non hanno un Pascolo ma sono forse più esperti.

La settimana poi è continuata nel catino di Desio, dove l’Olimpia Milano ha cercato di arginare un Fenerbahce che a mio parere arriverà alle Final Four di Madrid ed ha chances di vittoria: sarebbe la prima turca a vincere l’Eurolega. Ha tutto: una dirigenza super, con Gherardini ha portato il suo sapere; un coach tra i più bravi al mondo (si avete letto bene) come Zelimir Obradovic, quindi giocatori bravi e giovani che seguono pedissequamente il credo cestistico di un santone. I lunghi Bjelica e Vesely corrono come delle guardie, Goudelock e Bogdanovic non sbagliano un tiro nemmeno dagli spogliatoi,  e curate:  Sipahi un turco vero del “95 che diventerà un giocatore di livello europeo.

Milano ha giocato sempre di rincorsa, ha fatto quello che ha potuto con Gentile in panca per problemi alla schiena , ma non può competere con i turchi. Bene Brooks e Hackett , Samuels  in Europa fa fatica e Ragland non è di questo livello, mentre Kleiza – che con Cantù ci aveva fatto sperare in una rinascita -, è tornato il lituano che non difende e tira sempre sul primo ferro.

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