DNA Gold Review – La giornata dei verdetti che contano

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Il penultimo turno di regular season in DNA Gold ha diramato quasi tutti i verdetti decisivi. Il primo posto matematico di Trento e la retrocessione di Forlì i più importanti, ma anche la lotta all’ultima piazza playoff è ormai ristretta alla coppia di ciociare Veroli-Ferentino (che, curiosamente, metteranno in scena un derby regionale, come avviene per il medesimo obiettivo al piano di sotto tra Roseto e Chieti). Con una giornata di anticipo, è dunque ufficiale il primato dell’Aquila Trento: i bianconeri di coach Buscaglia sfideranno la Moncada Agrigento (vincitrice del torneo Silver) nel primo turno playoff. Piazzamento meritato, vista la continuità di rendimento mostrata durante l’anno da Triche e compagni: ed il successo di domenica sul parquet di Trapani non va certo accolto come un risultato di poco conto, anche perché ottenuto contro una Lighthouse all’ultima spiaggia per il treno-playoff, e sempre pericolosissima tra le mura amiche. Partita a strappi dei bianconeri, che per un paio di volte provano a mettere la freccia ma vengono sempre rimontati dai coriacei padroni di casa: nell’ultimo possesso è decisivo ancora una volta Pascolo, autore dell’ennesima “doppia doppia” (18 punti e 12 rimbalzi) e ben spalleggiato in fase realizzativa dal duo Triche-Forray (38 in due). Da segnalare anche la crescita di Lechtaler, chiamato a responsabilità e minutaggi maggiori vista l’assenza di Baldi Rossi. Un forfait che non ha impedito agli ospiti di vincere il duello a rimbalzo (nonostante il buon lavoro del duo Baldassarre-Renzi), una delle chiavi della sfida assieme al 4/16 dall’arco dei granata. Gli uomini di Lardo (adesso matematicamente fuori dalla post-season) si congedano comunque a testa alta dal proprio pubblico, dopo una stagione che ha visto a lungo Trapani dentro la zona playoff: un’ottima base da cui ripartire per le stagioni future, anche visto l’entusiasmo respirato nel palasport siciliano (fortino quasi inespugnabile per buona parte della stagione). Se il primato di Trento può definirsi matematico, anche per il secondo posto di Capo D’Orlando non ci sono praticamente più dubbi. L’Upea ha infatti 2 punti di vantaggio sul tandem Biella-Verona, e una partita praticamente già scritta contro Imola nell’ultimo turno. Gli uomini di coach Pozzecco, dopo il KO di Trapani, rialzano la testa a Jesi conducendo il match praticamente per 40 minuti: ma non è stata comunque una vittoria facile, nonostante la Fileni (già aritmeticamente salva) non avesse ormai nessuna velleità di classifica. Gli uomini di Coen, scivolati sotto di 13 all’intervallo, rientrano con grande intensità sul parquet nel terzo periodo e restano in partita fino agli ultimi possessi (pur non facendo mai il passo decisivo per rimettere in discussione la gara). Alla fine però, la maggiore qualità dell’Orlandina ha la meglio: e in una sorta di prova generale in vista dei playoff, i biancazzurri vanno scientificamente in doppia cifra con tutto il quintetto base (Nicevic il migliore a quota 19) distribuendo bene le responsabilità tra esterni e lunghi. Portannese e compagni aspettano ora l’avversaria nel primo turno di playoff: ed è chiaro che l’accoppiamento con Veroli (o anche Ferentino) sarebbe ben più accessibile rispetto al derby siciliano contro Barcellona (che d’altro canto porterebbe un incredibile carico di attesa ed entusiasmo). Jesi lotta comunque a viso aperto, sfruttando l’ottima vena al tiro di Migliori e Borsato (9/12 in coppia dai 6.75): molto meno arcigna è la difesa, com’era comunque lecito aspettarsi da una partita del genere. Per l’Aurora, al di là del l’ininfluente ultimo turno di Napoli, una stagione al di sotto delle aspettative iniziali: sempre molto lontana dalla zona playoff, la Fileni ha addirittura rischiato di rimanere invischiata fino all’ultimo nel discorso-retrocessione. Soprattutto a causa del pessimo rendimento esterno, mentre al PalaTriccoli i marchigiani chiudono con un bilancio ampiamente positivo. Espugnando il Biella Forum per 79-88 domenica scorsa, la Tezenis Verona raggiunge Biella al terzo posto in classifica (non sorpassandola per via del -13 dell’andata) interrompendo una lunghissima striscia vincente dei rossoblu. L’Angelico era infatti reduce da nove successi consecutivi, undici considerando anche le Final Six di Coppa Italia. In questo momento però, lo stato di forma degli scaligeri è secondo a pochi nell’intero torneo: nove successi nelle ultime dieci, con scalpi importanti come quelli delle prime tre in classifica. In terra piemontese, decide la gara uno spint ospite negli ultimi minuti, dopo che Biella si era portata anche sul +7, in un match contraddistinto dal grande equilibrio. Significativo che gli scaligeri ottengono la vittoria nonostante la prestazione praticamente nulla di Taylor (0 punti e 5 falli in 15 minuti), sfruttando invece un imperioso Callahan (21 punti ma anche 16 rimbalzi) e l’ottima vena dall’arco di Reati. L’impressione è che la squadra di Ramagli abbia trovato una sua fisionomia, un po’ mancata nel girone di andata: le fortune della Tezenis non dipendono da un solo giocatore, ma è l’intero gruppo ad essere cresciuto di tono con il passare delle settimane. Biella paga invece un piccolo calo di tensione, comprensibile dopo due mesi a mille all’ora: il solito Voskuil chiude a quota 23, a mancare è soprattutto Hollis (limitato dai falli) mentre serve a poco la miglior prova stagionale di un ispirato Lombardi. I rossoblu mantengono comunque la certezza di chiudere in una delle prime quattro posizioni, avendo quindi il fattore campo a favore nei quarti di finale. Dopo due vittorie casalinghe, è di nuovo un KO maturato in volata a frenare la corsa della Manital Torino. Che al San Filippo di Brescia cede di fronte al buzzer-beater dell’ultimo secondo di Maspero, che chiude un match godibile con gli attacchi a prevalere decisamente sulle difese. La Centrale del Latte parte meglio, prima di subire il rientro ospite (anche +6 per la PMS dopo l’intervallo lungo), ispirato da un ottimo Amoroso. Sotto i colpi dello scatenato Giddens (29 punti con 12 rimbalzi alla sirena finale) i piemontesi tornano ad inseguire per tutto l’ultimo quarto: e la bella rimonta nell’ultimo minuto con Bowers e il già citato Amoroso non basta, con i biancazzurri di casa che all’ultimo respiro si prendono i due punti. Si chiude dunque con un sorriso la stagione casalinga di Brescia: ma in realtà si tratta solo di una prova d’orgoglio, con la Leonessa matematicamente fuori dai playoff (obiettivo minimo in estate). Il brusco calo nel girone di ritorno ha compromesso la post-season degli uomini di Martelossi, tradito anche da alcuni elementi chiave (Slay su tutti). La Manital dovrà invece affrontare con ogni probabilità i quarti playoff senza fattore campo a favore: ma in questo momento, la priorità sembra soprattutto ritrovare serenità ed equilibri giusti (le tante sconfitte sulla sirena non stanno certo aiutando). A Brescia è mancata anche un po’ di precisione vicino a canestro: solo 16/36 da 2 (2/12 per Steele e Mancinelli), contro il 20/32 dei locali. Con la vittoria sull’Expert Napoli, Barcellona timbra la matematica conquista dei playoff allungando a sette la striscia di vittorie consecutive di fronte al pubblico amico. Match molto complicato quello contro i partenopei, che chiudono il primo tempo avanti di 2 restando incollati nel punteggio fino all’ultimo minuto. A complicare la serata dei padroni di casa è anche il 5/23 dall’arco per Collins e compagni, trascinati dal solito Young (17 punti) ma anche dal duo Fantoni-Filloy molto incisivo sotto i tabelloni. E la maggior voglia di Barcellona fa la differenza nei momenti finali della partita, anche se nei playoff servirà qualcosina in più per ribaltare il fattore campo ed accedere alle semifinali. Sarà l’ultima gara di Veroli a definire l’avversaria della Sigma: una sconfitta condannerebbe gli uomini di Calvani all’incrocio con Capo D’Orlando, chiudendo al sesto posto sarebbe invece probabile un accoppiamento con Verona o Biella. Comunque vada, i giallorossi hanno i mezzi per andare avanti nella post-season, anche se finora sono stati evidenziati solo in parte. Napoli dal canto suo ha confermato di non essere in vacanza, nonostante una classifica che non regala ormai più obiettivi al sodalizio partenopeo: assente Allegretti, l’Expert ha comunque venduto carissima la pelle, soprattutto grazie a Malaventura (18 punti) ed al solito Weaver. Male invece Brkic (1/10 dal campo), e nell’ultimo quarto è in generale calata un pò l’intensità: ma la prestazione degli azzurri resta da rimarcare, contro un avversario ben più motivato. Il vero cruccio di Black e compagni resta una prima parte di stagione decisamente negativa, che ha compromesso le chanches di acciuffare un posto al sole nei playoff. Il settimo posto, ultimo utile per accedere alla post-season, resta nelle mani della GZC Veroli. Blizzard e compagni sono dunque artefici del proprio destino: superando Barcellona nell’ultimo turno, la qualificazione ai playoff sarebbe automatica (e Veroli ci arriverebbe da sesta in classifica). Altrimenti, sarà necessaria la contemporanea sconfitta di Ferentino sul parquet di Verona. I giallorossi archiviano senza alcun problema la pratica-Imola, ammazzando la partita fin dal primo quarto (17-37 il parziale) e trovando la strada praticamente spianata vicino a canestro (28/37 da 2). Com’era lecito attendersi, la partita assume ben presto i contorni di un allenamento per gli uomini di coach Ramondino, che attua rotazioni larghissime trovando anche 20 punti complessivi dagli under Giammò e Fabiani. Dall’altra parte, ennesima uscita ingloriosa dell’Aget, che “saluta” il proprio pubblico con un imbarazzante 50-106 interno. In molti tireranno un sospiro di sollievo al termine di un’annata-horror, in cui l’Andrea Costa ha pian piano spolpato il suo roster fino a mandare in campo poco più di un Under 19. Unica possibile antagonista di Veroli per acciuffare la post-season rimane Ferentino: gli uomini di coach Gramenzi si mantengono vivi con il successo interno su Casale Monferrato. Ma adesso la FMC ha bisogno di espugnare Verona, e nel contemporaneo successo di Barcellona a Veroli, per chiudere al settimo posto. I padroni di casa indirizzano in proprio favore la sfida fin dai primi due quarti (chiusi sul 45-25), sfruttando la vena dell’ex di giornata Rodney Green (20 punti) e il buon impatto del duo Garri-Mosley sotto le plance (23 punti e 39 di valutazione in due). La Novipiù risale fino al -6 nell’ultimo quarto, ma di fatto non va mai vicina a riaprire il match. I piemontesi confermano di aver un po’ staccato la spina a salvezza ottenuta (quello del Pala Ponte Grande è il quarto KO in fila), come testimoniano anche le rotazioni di coach Griccioli: 11 minuti per Dillard, assente Martinoni, tanti minuti per i giovani Amato, Giovara e Di Prampero. E pur tra i logici alti e bassi, i giovani rossoblu stanno dimostrando di poter tenere il campo a questo livello: a Ferentino, il migliore è risultato però un ispirato Bruttini (18 punti), ancora male invece Cutolo (0/5 dal campo in 36 minuti). I ciociari restano in corsa per il treno-playoff: quello di Verona è un match sulla carta difficilissimo, ma Ferentino quest’anno ha già dimostrato di poter vincere ovunque. Resta però qualche rimpianto per le ultime due trasferte di Jesi e Napoli, dalle quali la FMC non ha ricavato punti. Il successo di Trieste su Forlì chiude definitivamente ogni discorso legato alla salvezza: diventa matematica la salvezza dei giuliani, che condannano invece la Fulgor-Libertas proprio nello scontro diretto. Partita che i padroni di casa hanno a lungo condotto nei primi tre quarti, prima di incappare in un clamoroso black-out che stava costando carissimo: finita anche a -7 nell’ultimo parziale, Trieste è stata salvata da un monumentale Ruzzier (25 punti alla fine) che ha letteralmente preso in mano i suoi nel momento di maggior bisogno. Gli uomini di Dalmasson erano arrivati decisamente a corto di energie in questo finale di stagione, presentandosi al match di domenica con una striscia aperta di quattro KO in fila. E con un DiLiegro ancora a mezzo servizio (soli 11 minuti sul parquet) ed un Wood in serata-no (2/10 al tiro) la situazione poteva farsi drammatica nell’ultimo quarto, vista anche l’importanza della gara. E invece, i canestri da veterano di Ruzzier regalano la tanto agognata salvezza a Carra e compagni. Non è riuscita invece ad evitare la retrocessione Forlì: i romagnoli hanno disputato una stagione orgogliosa, andando spesso oltre i propri limiti in casa, ma pagando soprattutto le rotazioni molto corte ed i tanti match buttati nel finale. Ha inciso molto anche il -2 di penalizzazione in classifica, ma con il successo che si stava materializzando in terra giuliana (come d’altronde avvenne anche contro Biella la settimana scorsa) era ancora possibile sperare nella salvezza. 18+10 per il solito Cain, bene anche l’altro americano Ferguson a quota 23, negli ultimi tre minuti si è però spenta un’altra volta la luce. E questa volta in modo irrimediabile, con la retrocessione aritmetica in DNA Silver. CLASSIFICA Aquila Basket Trento 42 Upea Capo D’Orlando 40 Angelico Biella 38 Tezenis Verona 38 Manital Torino 36 Sigma Barcellona 34 GZC Veroli 32 FMC Ferentino 30 Centrale del Latte Brescia 30 Lighthouse Trapani 28 Expert Napoli 26 Novipiu Casale Monferrato 24 Fileni BPA Jesi 24 Pallacanestro Trieste 22 Credito di Romagna Forlì 16* Aget Imola *= -2 punti di penalizzazione PROSSIMO TURNO Aquila Basket Trento-Angelico Biella Upea Capo D’Orlando-Aget Imola Credito di Romagna Forlì-Centrale del Latte Brescia GZC Veroli-Sigma Barcellona Novipiu Casale Monferrato-Pallacanestro Trieste Expert Napoli-Fileni BPA Jesi Tezenis Verona-FMC Ferentino Manital Torino-Lighthouse Trapani

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