DNA Gold Review: Trento ritrova la vetta solitaria, bagarre in zona-playoff

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Inizia ad entrare nel vivo il campionato di DNA Gold: si è appena conclusa infatti la ventiduesima giornata (sulle trenta in programma). E l’ultimo turno ha riconsegnato la leadership solitaria del torneo all’Aquila Trento, che espugna il PalaBarbuto di Napoli con una magistrale prova difensiva (57 soli punti concessi all’Expert) e un 14-26 nel primo quarto che ha già dato un indirizzo importante al match. E se molta della scena va al solito Pascolo (ennesima “doppia doppia” da 15 punti e 10 rimbalzi), ancora meglio ha fatto Baldi Rossi, altro giovane lungo in forte ascesa: 22 punti (con 4/8 da 3) e 16 rimbalzi. Ed è sotto canestro che i bianconeri hanno comandato il match, al di là dei 16 punti di Brkic tra le fila partenopee: Napoli paga però il 5/22 dall’arco e soprattutto un attacco che mai è riuscito ad entrare davvero nel match. Impalpabile l’esordio del pivot Cefarelli (2 punti con 1/4) arrivato da Capo D’Orlando: e non possono ovviamente giustificare il KO le pur pesanti assenze di Allegretti e Valentini. E così, dopo un 4/4 iniziale per coach Bianchi (parzialmente agevolato dal calendario, con tre match interni e la trasferta di Imola) le ultime due sconfitte consecutive (nelle quali Napoli ha messo assieme solo 115 punti totali) ricacciano lontano dalla zona-playoff un Expert che fatica ancora a trovare la giusta quadratura, nonostante un roster sulla carta di ottimo livello. Di certo il match contro Trento, che sembra invece in assoluto la squadra più compatta e quadrata del torneo (non solo per il primato in classifica) non ha agevolato la situazione di Weaver e compagni. Anche perché l’Aquila, pur in un periodo di fisiologico calo offensivo (quattro volte sotto i 72 punti segnati nelle ultime sei) sta mantenendo buoni standard di rendimento resistendo alle assenze di Fiorito (rientrato contro Napoli) e del lungodegente Poltroneri, non due titolarissimi ma comunque elementi di rotazione in una squadra non troppo profonda. E Trento resta la squadra con il miglior bilancio esterno del torneo (7-4 lontano dal PalaTrento), un dato che resta importante pur se mantenendo il primo posto in graduatoria Triche e compagni si garantirebbero il fattore campo a favore in tutte le serie playoff. Alle spalle della capolista, cade la Manital Torino nello scontro di altissima classifica in quel di Capo D’Orlando. Si affrontavano le due squadre capaci, assieme ovviamente a Trento, di mantenere un rendimento piuttosto regolare, consentendosi di scavare un piccolo fosso in classifica che dovrebbe garantire (a meno di crolli verticali) le prime tre posizioni a fine regular season. E a prevalere sono gli uomini di coach Pozzecco, giunti alla nona vittoria negli ultimi dieci match interni e bravi a ribaltare negli ultimi minuti un match che ha visto a lungo avanti la Manital. Chiuso l’intervallo a +10, gli ospiti pur subendo il rientro dell’Orlandina hanno sempre mantenuto la testa avanti fino al sorpasso dell’ultimo minuto, operato grazie a Mays e con un finale convulso che ha visto anche l’espulsione per coach Pillastrini. Per l’Upea una vittoria che vale doppio, considerando il 2-0 negli scontri diretti che garantirebbe ai siciliani il vantaggio in classifica in caso di arrivo in parità: bene i soliti Mays e Archie, ma si sono rivelati un fattore chiave nel match anche l’esperienza di Nicevic (18 punti con 6 rimbalzi) e di un Soragna probabilmente autore del miglior match stagionale (18 anche per l’ex azzurro, che ha firmato i liberi decisivi nel finale). A Torino non basta uno stratosferico Amoroso (24 punti), ben coadiuvato dall’altro italiano extralusso per la Gold, ossia un Mancinelli che chiude a quota 18. La PMS paga però il netto calo offensivo dell’ultimo quarto, con lo 0/5 da 3 e soprattutto le 6 sanguinose palle perse che hanno permesso il rientro dell’Orlandina. Nel folto gruppo di inseguitrici, sta prepotentemente emergendo nelle ultime settimane la Tezenis Verona: e dopo i successi casalinghi su due big come Trento e Capo D’Orlando, gli uomini di coach Ramagli riescono a imporsi anche fuori casa (dopo tre KO consecutivi) espugnando il parquet di Forlì. E non era certo un match facile quello contro i romagnoli, nettamente inferiori come talento e profondità ma forti di un ottimo rendimento casalingo e affamati di punti in chiave salvezza. Ed invece i gialloblù sono bravi a non mettere in ritmo l’attacco di casa, comandando la gara nel primo tempo (chiuso sul 32-36) e resistendo al sorpasso di Ferguson e compagni che nell’ultimo parziale si erano portati sul +5. Vincere partite di questo tipo, in trasferta, testimonia i miglioramenti di una Tezenis giunta al terzo successo consecutivo. E per gli uomini di Ramagli è un’altra vittoria corale, con i tre americani come al solito quasi scientifici nella distribuzione dei punti (Smith 15, Taylor 14 e Callahan 13) e l’ottimo apporto di un Boscagin tonico nelle ultime settimane (12 punti e 7 rimbalzi). L’arma in più della Scaligera al PalaFiera è però stata senza dubbio la difesa, che oltre ai meriti propri ha beneficiato dell’1/9 da 3 dei padroni di casa nell’ultimo quarto (era stato 6/9 nel terzo periodo). Per Forlì è invece una sconfitta pesante in chiave salvezza, considerando anche la vittoria di Trieste: se il rendimento in trasferta degli uomini di coach Galli rimane molto problematico (una sola vittoria, ad Imola) è fondamentale mantenere buoni numeri in casa, anche perché quest’anno la quota salvezza dovrebbe rivelarsi più alta del solito. Contro Verona, Ferguson ha provato a lungo a tenere in piedi la baracca (20 punti alla sirena): a mancare, soprattutto il duo Crow-Saccaggi in serata decisamente negativa al tiro (2/19 complessivo dal campo) in attesa di un maggior apporto del neoarrivato Rosignoli (7 minuti impalpabili all’esordio). Altra squadra in salute è la Sigma Barcellona, che pare rigenerata dalla cura-Calvani: quattro vittorie in cinque uscite per il nuovo tecnico, anche se l’ultima ai danni del fanalino di coda Imola era decisamente scontata. 60-81 il finale di un match che i siciliani hanno controllato piuttosto agevolmente, dando il gas alla prima accelerata. L’Aget ha mantenuto uno scarto onorevole soprattutto grazie alle buone percentuali dall’arco (11/21 alla sirena finale) come avvenuto anche a Torino, pagando però un disastroso 9/40 da 2 (per un 22.5% probabilmente vicino al record negativo di specialità). Per gli ospiti, rotazioni allungate anche al rientro di Pinton (2 punti in 18 minuti) con un Natali che ha confermato il proprio momento di grazia (16 punti per l’ex forlivese). Il miglior realizzatore dei giallorossi è però ancora una volta Young, che chiude con un ventello ed alla fine risulta essere anche il miglior rimbalzista a quota 9. Non era certo questo il test più indicativo per misurare i progressi della Sigma, ma dopo il cambio di allenatore Barcellona sembra aver ritrovato quello smalto mancato nei due mesi precedenti la firma dell’ex allenatore di Roma: fondamentale proseguire su questa strada, perché la classifica resta particolarmente corta e per Filloy (10 punti con 8 rimbalzi al PalaRuggi) e compagni l’obiettivo playoff resta imperativo categorico. Ennesima sconfitta invece per Imola, condannata ormai da settimane ad una retrocessione certa: l’Aget sta provando ad onorare il parquet, ma la differenza con le avversarie è palese e con ogni probabilità l’Andrea Costa terminerà a quota 2 il proprio complicatissimo torneo. Sembra essersi ritrovata anche l’Angelico Biella, che dà un calcio alla crisi con la terza vittoria consecutiva e rimette invece nei guai una Brescia crollata nel secondo tempo (54-29 di parziale) dopo che gli uomini di Martelossi si erano forse fatti addirittura preferire nei primi 20 minuti. Ha fatto però la differenza il grande impatto offensivo dei rossoblu dopo l’intervallo (addirittura 10/11 da 2 nel terzo quarto), con una buona prestazione in attacco del duo Raspìno-Hollis a coadiuvare il solito Voskuil (a volte forse eccessivo dall’arco, 5/15, ma comunque autore di 25 punti). Gli uomini di coach Corbani tornano dunque in piena zona playoff, e con poca pressione sulle spalle ed un roster fresco con tante rotazioni saranno cliente duro per tutti. Pesante invece il KO per una Centrale del Latte che solo una settimana fa aveva ritrovato un po’ di serenità con la vittoria su Trieste (nella settimana dell’esonero poi rientrato di Martelossi) ma dal Biella Forum torna con un pesante passivo che rimette a serio rischio la qualificazione ai playoff. Chiare le difficoltà difensive nel secondo tempo, ma anche in attacco Brescia sente decisamente la mancanza del miglior Fultz (3 punti, due sole volte in doppia cifra nelle ultime sette) e di un alterno Slay (solo 6 punti contro Biella). Ed è chiaro che non può essere il solo Giddens a fare sempre pentole e coperchi (“solo” 13 punti domenica scorsa), soprattutto all’interno di un roster comunque ricco di soluzioni offensive. É quasi paradossale che la Leonessa, dopo una sorprendente Finale con una squadra costruita all’ultimo e da molti giudicata addirittura fuori dai playoff nella scorsa estate, rischi di finire anzitempo la stagione con un gruppo di grande qualità e sulla carta tra i migliori della categoria. Urge un’inversione di tendenza, ma il tempo è poco e la concorrenza spietata. Tra le squadre più in forma del momento resta anche la Novipiù Casale, che espugna il parquet di Jesi insediandosi ormai a ridosso della zona playoff. Un obiettivo che resta difficile ma che a questo punto gli uomini di Griccioli possono provare a giocarsi senza alcun tipo di pressione addosso, e forti di nove vittorie nelle ultime tredici uscite (sei di fila in casa). E vincere al PalaTriccoli non era comunque impresa facilissima, considerando che la Fileni in casa veniva da cinque successi consecutivi. Gli ospiti sfruttano la vena di un ottimo Jackson (23 punti) e la prestazione decisamente positiva di Cutolo (20) comandando il match per gran parte del suo svolgimento, ma rischiando grosso nell’ultimo quarto con la rimonta dei locali che nell’ultimo possesso hanno addirittura tre possibilità di vincere la partita (ma dall’arco arrivano altrettanti errori). E dopo 30 ottimi minuti in attacco, Casale si è un po’ fermata nel quarto periodo chiudendo a 10 soli punti con 0/8 da 3. Non ne ha approfittato del tutto Jesi, anche un po’ sfortunata nel finale: non è bastata la clamorosa prova di Maggioli, 32 punti e 11 rimbalzi per un rotondo 52 di valutazione. Pesano tanto in casa marchigiana le assenze di Goldwire e Rocca, anche perché non stanno avendo grande impatto i rispettivi sostituti: Bonfiglio (non impiegato domenica scorsa) è fermo a 1/10 dal campo in 4 partite, Di Giuliomaria ha debuttato con 2 punti in 7 minuti, unico acuto quello di Hoover che aggiunge ai 7 punti anche 7 assist e 5 rimbalzi per un 20 complessivo di valutazione. E la classifica inizia a farsi complicata, anche perché Jesi resta l’unica squadra del torneo (assieme ad Imola) a non aver mai vinto lontano da casa: e i 4 punti di vantaggio su Forlì (con la differenza canestri nello scontro diretto che premierebbe i romagnoli in caso di arrivo in parità) non rappresentano comunque un margine rassicurante, per una Fileni partita con ambizioni playoff e coinvolta adesso nella lotta per non retrocedere. Vittoria importante, per la classifica e per l’ambiente, quella di Ferentino nel derby contro Veroli. Gli uomini di coach Gramenzi bissano il successo dell’andata e riscattano la clamorosa rimonta subita da Biella nel turno precedente, guadagnandosi due punti pesanti anche nella corsa playoff. A fare la differenza soprattutto l’inizio del quarto periodo, in cui i padroni di casa perdono totalmente la bussola in attacco (1 solo punto segnato da Veroli nei primi 5 minuti) e la FMC ne approfitta per operare il sorpasso decisivo. Per il resto la gara aveva mantenuto un ferreo equilibrio nei primi tre quarti, con le difese a prevalere sugli attacchi e le due squadre trascinate rispettivamente dalle accoppiate Sanders-Cittadini (33 punti complessivi) in casa Veroli e dal triumvirato Green-Bucci-Pierich (51 in tre) nelle fila ospiti. Confermato il momento di difficoltà degli uomini di Ramondino, a cui manca forse qualcosa in termini di playmaking (2/8 complessivo su azione per il duo Tomassini-Rossi) rispetto alle dirette concorrenti: e con la quinta sconfitta nelle ultime sei uscite, la GZC è chiaramente una delle squadre più in difficoltà tra le pretendenti ai playoff. Stati d’animo opposti in casa Ferentino: negli ultimi due mesi Guarino e compagni hanno sgambettato tante big del campionato, risalendo rapidamente la classifica e mettendosi nelle condizioni di tentare l’aggancio playoff. E per una squadra su cui il fattore campo non sembra avere troppa incidenza (Ferentino è 6-5 in casa e 5-6 fuori), continuare su questi standard anche in trasferta potrebbe rappresentare la chiave da qui a fine stagione. Torna a vincere anche Trieste dopo due sconfitte consecutive in trasferta: a doversi piegare è la Lighthouse Trapani, sempre rimasta nel match ma trafitta dall’ottima vena dall’arco di Wood e compagni (che chiudono con un magistrale 11/18 nel tiro pesante). Ed è un successo di grande importanza per gli uomini di Dalmasson, che per ambire alla salvezza dovevano soprattutto migliorare il rendimento casalingo: e contro i siciliani è arrivato il terzo successo interno di fila, grazie a una buona prestazione di squadra con cinque uomini in doppia cifra (un redivivo Ruzzier il migliore a quota 16). Trapani ha invece pagato l’imprecisione al tiro (23/58 dal campo), non riuscendo a sfruttare l’evidente vantaggio fisico che si è tradotto in 15 rimbalzi d’attacco e ben 30 tiri liberi guadagnati (12 in più di Trieste). Gli ospiti non hanno però dato quasi mai l’impressione di poterla vincere, nonostante la “doppia doppia” di un ispirato Baldassarre (20 punti con 11 rimbalzi): coach Lardo paga soprattutto l’imprecisione di un Parker in serata-no (2/10 al tiro), ma è evidente come Trapani lontano da casa faccia decisamente più fatica. Una differenza di rendimento che ne mette a rischio l’accesso ai playoff, obiettivo che classifica alla mano rimane comunque alla portata dei siciliani. CLASSIFICA Aquila Trento 32 Manital Torino 30 Upea Capo D’Orlando 30 Sigma Barcellona 26 Tezenis Verona 26 Angelico Biella 26 GZC Veroli 24 Lighthouse Trapani 24 Novipiu Casale Monferrato 22 FMC Ferentino 22 Centrale del Latte Brescia 22 Expert Napoli 20 Fileni BPA Jesi 16 Pallacanestro Trieste 16 Credito di Romagna Forli 12* Aget Imola 2 PROSSIMO TURNO Tezenis Verona-GZC Veroli Aquila Trento-Aget Imola Manital Torino-Expert Napoli Centrale del Latte Brescia-Lighthouse Trapani Upea Capo D’Orlando-Credito di Romagna Forlì Novipiu Casale Monferrato-Angelico Biella Sigma Barcellona-Fileni BPA Jesi FMC Ferentino-Pallacanestro Trieste

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