Dual & Post Career: Giba a tu per tu con Kathrin Ress

GIBA intervista Kathrin Ress.

di La Redazione

Quindicesima puntata della rubrica “Dual & Post Career”.

La protagonista è Kathrin Ress, ex giocatrice di basket e oggi allenatrice.

La carriera da atleta l’ha vista inizialmente militare negli Stati Uniti d’America con il Boston College, vincendo la Big East Conference della NCAA nella stagione 2003/2004 e venendo scelta al Draft WNBA 2007 dalle Minnesota Lynx.

Tornata in Europa, ha giocato in Italia e Spagna vincendo in patria con Schio 5 Scudetti, 1 EuroCup, 4 Coppe Italia e 4 volte la Supercoppa Italiana.

Atleta Azzurra, con l’Italia ha giocato i Campionati Europei 2007 e 2009.

Dopo il ritiro dal basket giocato, Kathrin è entrata a far parte dello staff della Nazionale Italiana Femminile in qualità di assistente allenatore, oltre a lavorare come allenatrice delle giovanili e istruttrice di minibasket.

Questa è la nostra intervista.

Lei e suo fratello maggiore avete vinto 5 Scudetti a testa e rappresentate l’ideale di “famiglia cestistica”. Tomas l’ha ispirata a scegliere la pallacanestro?
«Il primo a far conoscere la pallacanestro in famiglia è stato mio papà. Siamo di un paesino di montagna, in una provincia in cui le realtà sportive conosciute sono altre, quindi diciamo che lui si è buttato nell’ignoto prima con i miei fratelli e poi spinto da me: una bimba di 9 anni che era semplicemente curiosa e affascinata da questo sport che praticavano i fratelli maggiori».

Con suo fratello condivide pure l’esperienza in NCAA. In cosa il Boston College l’ha resa una giocatrice e una donna migliore?
«Si parla tanto di sogno americano in generale, che per i giovani in cerca di avventura l’estero è sempre una bella sfida. L’America come l’ho vissuta io è stata un’opportunità e un’occasione di crescere, immersa in un mondo in cui ogni individuo può scegliere il suo percorso, sportivo e non, per cui gli vengono messi a disposizione i mezzi per percorrerlo senza doversi preoccupare troppo del contorno».

La vittoria più bella che ricorda in assoluto, e il motivo?
«La vittoria più bella è sicuramente quella in semifinale di conference in America, nel mio primo anno di college, quando battemmo UCONN: squadra nella quale giocava una campionessa che ancora oggi detta legge come Diana Taurasi. Poi finimmo per vincere il trofeo della Big East, ma la semifinale fu la vittoria che ci portò a essere sullo scalino più alto».

Di cosa si occupa oggi Kat Ress?
«Attualmente, mi occupo dell’attività dei miei genitori che è il piccolo albergo, ristorante/pizzeria in Alto Adige. Da quando ho smesso di giocare, poi, ho scelto di fare molte e diverse esperienze per conoscere il mondo della pallacanestro da diversi punti di vista. Ad esempio allenando a diversi livelli: dai più piccoli ai più grandi. Purtroppo, in questo momento il tempo è poco, ma resta la volontà di rimanere legata a questo mondo che mi ha accompagnata per gran parte della vita».

Ex-atleta e oggi mamma e allenatrice di basket: quanto i valori dello sport la aiutano nella quotidianità per gestire le sue molteplici attività?
«Il diventare mamma è stata una cosa pazzesca: il momento in cui davvero metti le cose in prospettiva e riesci a dare un ordine e un senso alla routine che vivi da atleta. L’anno scorso poi, fermandomi con la pallacanestro giocata, ho dovuto far davvero combaciare i doveri di una mamma a tempo pieno con lo stare in palestra gran parte del pomeriggio e della sera. Diciamo che da allenatrice/istruttrice le routine cambiano e non vivi proprio uno schema segnato, anzi. Non è sempre semplice far combaciare gli impegni degli adulti con quelli dei bimbi, anche se ho capito negli anni che, in qualche modo, si riesce a fare tutto. Sta a noi scegliere se farlo freneticamente o se godersi il percorso e gli impegni, dando il giusto peso a tutto».

Lei è molto attiva e punto di riferimento delle atlete anche nell’Associazione giocatori, che in questi anni si è allargata tantissimo al settore femminile. Come vive questo ruolo? Cosa pensa della GIBA e del suo operato?
«Ho sempre collaborato con piacere alle iniziative della GIBA, perché composta da un gruppo di persone che lavora per il benessere degli atleti, cercando di far crescere il loro valore e ottenendo traguardi anche per le giocatrici, come la tutela della maternità. Spero di poter dare il mio contributo anche in futuro, perché se come singole giocatrici si può fare poco, unendoci e facendoci rappresentare si può arrivare lontano, puntando a obiettivi tangibili e crescendo come movimento».

Con quali obiettivi vorrebbe lavorare nel prossimo Consiglio Federale della FIP?
«Questa nuova avventura la affronterò come ho affrontato varie opportunità che mi si sono presentata negli anni. Entro con l’intento di ascoltare le idee e i progetti che ci sono per il movimento della pallacanestro nazionale, sperando di poter portare la mia esperienza da giocatrice che ha visto diverse realtà. Quindi lavorerò con la più totale umiltà e semplicità, restando la persona che sono e la giocatrice che molti conoscono, per continuare il lavoro che chi mi ha preceduto ha iniziato, nell’intento di costruire una pallacanestro migliore che dia il giusto valore a tutti i componenti».

Kathrin Ress

GIBA – Giocatori Italiani Basket Associati

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