"Emigrate to USA": La febbre del sabato sera, Cavs-Thunder dietro le quinte

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Secondo appuntamento della rubrica “Emigrate to USA”, con il nostro corrispondente Matteo Caoduro. Questa volta vi portiamo alla Quicken Loans Arena per un viaggio a 360° nel regno di Lebron James
PRELUDIO
Signore e signori, ladies and gentlemen… bentornati! Questa volta ci siamo lasciati alle spalle il freddo polare di New York e siamo approdati a Cleveland per assistere alla sfida tra Cavaliers e Thunder. L’atmosfera che si respira in città è elettrizzante, d’altronde quando giocano i Cavs non è mai un giorno qualsiasi. Tutti noi abbiamo ancora negli occhi le immagini della parata per il titolo del 2016, con Lebron James che alza il Larry O’Brien Trophy davanti ad un milione e trecentomila persone, più del numero degli abitanti della contea, mentre il rapper Machine Gun Kelly intona “Till I Die” appeso ad un semaforo. Sono passati quasi due anni da quel giorno, ma il calore degli abitanti di The Land non è di certo cambiato. Entriamo in città la mattina presto e, nonostante la partita sia al pomeriggio, per strada si fa già fatica a passare. I ristoranti sono pieni, nell’aria si sente il profumo dei Tacos messicani di Barrio Gateway e il gigantesco murales di Lebron James domina la scena, quasi come a dare il benvenuto ai tifosi che si stanno dirigendo a Palazzo con la canotta del loro idolo.
hoodie melo-1
PRE PARTITA
Più che un palazzo, la Quickens Loans Arena è una città. Tralasciando i 21 mila spettatori presenti, sold out, l’area costruita per i VIP ha veramente dell’incredibile. Bob, un addetto ai lavori, ci spiega che ogni spettatore ha la possibilità di comprare un’opzione extra al biglietto, che prevede free drink e free food. In pratica, a sedersi in questa zona sono solitamente i parenti dei giocatori e gli special guests, come ad esempio i Migos la settimana scorsa. Gli spalti sono ancora semi vuoti, mentre in campo si stanno riscaldando l’MVP Russell Westbrook e Derrick Rose, seguiti a ruota da JR Smith e Kevin Love. Con il passare dei minuti si entra nel vivo della tensione e finalmente arriva il momento che tutti stanno aspettando, Lebron James fa il suo ingresso sul parquet mentre la folla in delirio urla “MVP, MVP”. La scena fa venire i brividi, si percepisce chiaramente che l’amore per Lebron va oltre l’ambito sportivo e tocca la sfera sociale, ci sono addirittura bambini che piangono guardando il 23 riscaldarsi. Dall’altra parte, c’è altrettanto spettacolo. Entrano in campo contemporaneamente Steven Adams, Carmelo Anthony e Paul George. Melo indossa il suo classico look “hoodie” e dalla media non ne sbaglia veramente una, mentre il neo zelandese firma un paio di autografi prima di iniziare l’allenamento dal post basso.


LA PARTITA
Prendiamo posto nella nostra postazione, sicuramente meno lussuosa di quella al Barclays Center ma con una visuale a 360°. Il parquet è talmente limpido che i giocatori quasi si specchiano, a bordocampo sono disegnati i grattacieli della Public Square, accompagnati dalla scritta dorata “One for One, One for All”. I padroni di casa vengono presentati dallo speaker, quando arriva il momento di Lebron James parte un urlo che da Downtown arriva tranquillamente fino a Lakewood, accompagnato da quattro macchine spara fuoco che riscaldano ulteriormente l’ambiente. La partita si indirizza subito verso i binari di Oklahoma, Russell Westbrook e Steven Adams in Pick and Roll si intendono meglio di Raimondo Vianello e Sandra Mondaini negli anni ottanta, mentre Carmelo Anthony pur di tirare in isolamento prende la metro fino alla 117esima strada. Nonostante un primo tempo da dimenticare, i tifosi dei Cavs possono consolarsi con il lancio di magliette propiziato dalle cheerleaders.
L’INTERVALLO
In Italia siamo abituati alle classiche sfide ai tiri liberi tra tifosi, con in palio un buono sconto al supermercato. A Cleveland le cose funzionano in modo leggermente diverso, la posta in palio questa sera è di mille dollari e a contendersela sono dei… neonati! Avete letto bene, questi bambini devono correre verso un traguardo e il primo che lo taglia vince il premio. Alla fine di questa mini competizione, il vincitore non sa che andando in giro a caso per il parquet ha appena regalato una preziosa Gift Card ai suoi genitori. Quando si tratta di scelte di marketing, l’NBA ha davvero pochi eguali.
kevin love
GARBAGE TIME
Isaiah Thomas prova a risollevare le sorti dei Cleveland Cavaliers, ma i Big Three dei Thunder questa sera sono davvero troppo per chiunque. A metà terzo quarto, Wade alza un Alley Oop meraviglioso per Lebron che sorvola la No Fly zone e schiaccia in modo violento… sembra di essere tornati a Miami qualche anno fa. L’ultimo quarto di gioco è puro Garbage Time, Lebron va a sedersi in panchina senza raggiungere il traguardo dei 30 mila punti in carriera e visibilmente cupo in volto discute assieme ai senatori dello spogliatoio. Finisce 148-124 per i Thunder, George e Anthony chiudono rispettivamente con 36 e 29 punti, mentre Westbrook si accontenta di una doppia doppia condita da 23 punti e 20 assist. Hanno vinto i Thunder, hanno perso i Cavs e le difese.
area vip
IL POST PARTITA
Qui viene il bello. Alla Locker Room dei Cavs non ci avviciniamo nemmeno perché dopo una sconfitta così, si parla di un licenziamento di Coach Lue, Lebron & Co hanno altri pensieri. Tutt’altra storia invece nello spogliatoio dei Thunder, dove ci fanno entrare dopo qualche minuto d’attesa. La prima scena che ci si presenta davanti vede Carmelo Anthony e Russell Westbrook discutere su chi sia stato il migliore. Westbrook parla della sua prestazione ma Carmelo gli risponde prontamente “29 man, what are you talking about?”. I due si dirigono in doccia mentre a parlare ai media si presenta Steven Adams a piedi scalzi, un 52 minimo, con i capelli sciolti e bagnati. Il centro neo zelandese si dice contento di come la squadra ha giocato e, anche se nel suo volto non si intravede il minimo sentimento, si nota la soddisfazione per il momento di forma che sta attraversando la squadra. Melo abbandona lo spogliatoio dal retro salutando i giornalisti con un perentorio “Hi guys”, a parlare al suo posto Russell Westbrook vestito con dei pantaloni zebrati che superano di gran lunga il cattivo gusto. Nel finale c’è spazio per qualche autografo di Paul George ai bambini presenti nei paraggi, mentre l’ultimo ad abbandonare lo spogliatoio è Raymond Felton. La cosa non sorprende affatto, considerando che sul tavolo c’è ogni tipo di pietanza immaginabile: riso, carne, frutta e tanto altro per stuzzicare il palato del buon vecchio Raymond. Uscendo dallo spogliatoio vediamo Carmelo Anthony impegnato in una bellissima conversazione con il figlio piccolo, mentre dei Cavs l’unico a farsi vedere nei paraggi è Iman Shumpert.
Copia di report 3
Ormai è notte pure negli Stati Uniti. Cleveland è deserta perché il suo Re oggi non ha brillato, ma di sicuro abbiamo gioito noi a poterlo ammirare da così vicino.
PS Un minuto di silenzio per Nick Collison, veterano dei Thunder, che viene tenuto in panchina da Coach Donovan anche nei minuti finali del quarto periodo con la squadra avanti di 30. #jesuisNick

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