Esclusiva Basketinside.com: l’editoriale di Mario Arceri

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Gli servivano quattro punti: l’Armani ha esagerato e, per non correre rischi, ha vinto di… sei. Perdonatemi la battuta, che equivale a un lungo sospiro di sollievo tirato al termine della battaglia di Belgrado che Milano ha vinto con il cuore e il carattere della vecchia squadra di venticinque anni fa. In maniera specularmente opposta rispetto al match-harakiri dell’andata quando da 45-24 dopo 26′, finì 65-69 compromettendo la qualificazione.

Era giunta in Serbia con tanta rabbia ma anche con la consapevolezza di trovarsi di fronte ad una “missione impossibile” o quasi. Rispetto all’andata, la Nba che riparte aveva portato via Nikola Pekovic al Partizan, ma anche Danilo Gallinari all’Armani. Quale la perdita più grave, tra le due? Certo, a Milano è arrivato Alessandro Gentile, che ha anche avuto il battesimo di fuoco in Europa con gli 11′ che gli ha regalato Sergio Scariolo per consentirgli di inserirsi in fretta tra i nuovi compagni. Tuttavia il piccolo Gentile è rimasto inevitabilmente lontano dal tasso di qualità garantito da Gallinari (immediatamente protagonista al suo ritorno negli States). Quindi, con una perdita assai grave per entrambe le squadre, è sembrato all’inizio che a soffrirne di meno fosse proprio il Partizan che a metà tempo si era issato con una grande difesa sul 36-29, a +11, quindi, per la qualificazione alla Top 16.

Come già a Milano, ma a parti invertite, la situazione si è capovolta nella seconda parte della gara, con un parziale di 30-42, che ha consentito all’Armani non solo di raggiungere i cinque punti di vantaggio necessari per scavalcare i “partigiani” serbi, ma anche di strafare raggiungendo i sei…

Scherzo, sì, e con gioia perché per una volta, e grazie a Sergio Scariolo, Mancinelli, Rocca, Hairston, Fotsis e Bourousis, con la regìa perfetta di Omar Cook, il basket italiano può registrare una grande notte di felicità e può tornare a presentarsi a ranghi compatti all’appuntamento con la Top 16 dopo la qualificazione annunciata da qualche settimana di Siena e Cantù.

Non è male che anche in Europa si torni a far sentire la nostra voce, aspettando dai sorteggi per la composizione dei gironi della seconda fase di vedere quali prospettive potranno avere le nostre squadre verso il gran finale. Intanto registriamo la scomparsa dei club di Francia, Serbia, Belgio, Germania, Croazia, Slovenia e Polonia, la Spagna che perde il Vitoria, sconfitto nel derby basco con Bilbao che dunque va avanti insieme a Real, Malaga e Barcellona. Vanno avanti anche le tre turche, le due greche e le due russe (il Cska unica squadra a punteggio pieno), il Maccabi e lo Zalgiris. E le quattro classifiche conclusive della prima fase già dànno un’indicazione sulla possibile composizione dei quarti di finale, poco differente da quello che si è visto negli ultimi anni. L’aristocrazia del basket continentale è infatti da tempo più che consolidata: compito di Milano e di Cantù incrinarne l’apparente graniticità.

L’impresa dell’Armani arriva il giorno successivo alla vittoria di Siena in Polonia, di ordinaria amministrazione se non fosse per la grande prova di Aradori, protagonista assoluto con 23 punti (7/9 al tiro) come lo era stato sette giorni prima nel successo sul Barcellona (unico ko dei catalani in questa fase): un bellissimo messaggio da parte di Pietro che, raggiunta la serenità sentimentale, ha messo a frutto la lezione estiva (niente Nazionale: a casa a fare i compiti per le vacanze) per presentarsi alla nuova stagione ricostruito nel carattere e nella tecnica, soprattutto difensiva, e quindi assai più sicuro di sè anche in attacco.

Dunque, il Natale arriva portando sotto l’albero interessanti doni per la nostra pallacanestro. Da un lato la riconquistata competitività internazionale confortata dalla nuova capacità di realizzare imprese storiche anche in trasferta e su campi tradizionalmente infuocati e ostili come il Pionir, dall’altro un campionato che, con il ricongiungimento al vertice di Siena e Milano apre il duello tra le protagoniste più attese. Ma dobbiamo aggiungere, oltre all’incredibile prestazione di Marques Green domenica scorsa a Roma, le altre perle del rivitalizzato Righetti e di Poeta e Gigli pressoché perfetti nella vittoria della Virtus Bologna.

Insomma, tante buone notizie per chi ama la pallacanestro, tali da garantire un tranquillo e sereno Natale in attesa dei botti di fine d’anno con il doppio turno del 27 (anticipato proprio dal derby lombardo tra Cantù e Milano su La7, con Avellino-Caserta il giorno dopo su RaiSport) e del 30 dicembre (Caserta-Bologna su La7 alle 17.30 e Cremona-Montegranaro a chiudere su RaiSport il 2011 dei canestri).

Per concludere, tanti cari e affettuosi auguri a quanti mi hanno seguito fin qui con pazienza  e un pizzico d’interesse.

www.marioarceri.it

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