[ESCLUSIVA] Brunamonti: “Il derby di Bologna non è solo una partita, ma un evento”

Durante le Final Eight di Rimini abbiamo fatto due chiacchiere con Roberto Brunamonti che ci ha parlato delle emozioni del derby di Basket City e del bronzo europeo U18.

di Lucia Montanari, @LuciMonta15

In questa stagione abbiamo assistito al ritorno del derby di Bologna. Tu sei un veterano, cosa significa giocarlo e quali emozioni si provano? Com’è Bologna in questa occasione?

Beh penso che la dimostrazione e l’attenzione di Bologna e non solo, possa essere riassunta nei dati di pubblico raccolti: 8000 persone per un derby di A2. Questi numeri ti fanno capire il peso, la bellezza e l’attenzione che c’è da parte non solo di Bologna, ma anche della stampa e della televisione, per quella che non è più solo una partita, ma un evento, perchè quando c’è questa partecipazione, anche su una match che probabilmente non è più ai vertici della pallacanestro in questo momento, sicuramente si può parlare di un qualcosa di importante. Giocarlo è una fortuna, io posso dire di essere stato fortunato. Penso che per pochi giocatori ci siano questi stimoli e queste partite così sentite da entrambe le tifoserie, quindi chi gioca queste partite è fortunato. In questo momento solo Bologna può dare questo tipo di sfide: una volta c’erano Livorno e Milano, ora è rimasta solo la città emiliana e questo ci fa capire ancor di più il peso di questo match, ma sopratutto ribadisce il fatto che Bologna resta comunque una città del basket.

Sei rientrato nel giro delle nazionali giovanili e sei stato uno degli accompagnatori dei ragazzi dell’U18 che hanno vinto il bronzo europeo. Quali sono state le emozioni di quella medaglia e di quell’evento?

Devo dirti che per me è stato un bellissimo rientro e non poteva essere più fortunato. Sono entrato dentro uno staff tecnico di primo livello, ma sopratutto in un gruppo di ragazzi molto affiatato che ha disputato un europeo veramente splendido. Abbiamo perso di un soffio con la Francia che ha poi meritatamente vinto l’oro e questo ci fa capire il peso e l’importanza della medaglia che ci siamo messi al collo. Abbiamo battuto Croazia, Spagna e Finlandia, squadre molto qualificate a livello giovanile e non solo. Per me è stato un piacere enorme perchè è stata una palestra per riprendere certe situazioni e certi stati d’animo che si vivono solo stando li, quindi ho vissuto una bellissima esperienza.

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