[ESCLUSIVA] Riccardo Sbezzi: “Il nostro problema sono dirigenti e allenatori che non puntano sugli italiani”

Durante le Final Eight di Rimini abbiamo avuto occasione di fare due chiacchiere con Riccardo Sbezzi, noto procuratore di diversi giocatori italiani, che ci ha parlato della coppa Italia, di Luca Vitali, Alessandro Gentile e del problema della composizione dei roster.

di Lucia Montanari, @LuciMonta15

Durante le Final Eight di Rimini abbiamo fatto due chiacchiere con Riccardo Sbezzi, che ci ha detto la sua su diversi argomenti, Alessandro Gentile compreso.

Dacci un tuo parere su questa Coppa Italia…

Sicuramente è stata una bella manifestazione. Tutte le partite sono state molto equilibrate, si è giocato all’arma bianca e tutti i match sono stati decisi all’ultimo minuto di gioco. In più, le cose sono andate bene per quanto mi riguarda. Sicuramente Brescia è la sorpresa più grande di queste Final Eight.

Ci dici due parole su un tuo giocatore, che è anche la “sorpresa” di questo campionato, dopo aver passato alcuni alti e bassi nel corso della sua carriera: Luca Vitali.

Il problema di Luca era un problema di natura fisica che ha risolto in estate. Sta facendo un recupero molto importante con grande sacrificio ed energie. Ricordo a tutti che 3 anni fa a Cremona era stato l’unico giocatore italiano primo per valutazione, dopo che l’ultimo era stato Danilo Gallinari. Purtroppo alcuni sono figli di un dio minore e Luca è tra questi.

Una domanda su un tema più generale, cioè quello della composizione dei roster. Dicci cosa ne pensi pensi sul discorso stranieri/italiani.

Purtroppo la gente parla senza sapere di che parla e non si rendono conto che i nostri giocatori quando finiscono bene il ciclo giovanile non hanno nessun tipo di riscontro per poter giocare nei campionati professionistici. Tanto è vero che noi a livello europeo negli ultimi anni abbiamo sempre primeggiato nei primi 6 posti di tutte le competizioni continentali, però poi ci troviamo in situazioni in cui nostri giocatori scompaiono mentre quelli delle altre nazionali diventano stelle. Si andrà verso un regolarizzazione come succede nella maggior parte d’Europa, togliendo il discorso dei passaporti, verso un 5+5 o 6+6 che è un male, ma è il minore dei mali. Purtroppo il vero problema nostro sono i dirigenti e gli allenatori che preferiscono prendere giocatori stranieri e non si rendono conto che il prodotto del basket italiano diventerà un prodotto più appetibile quando mostreremo un buon livello di giocatori italiani. Si potrà soffrire 2 o 3 anni, però poi se ne vedranno i frutti. Si continua a parlare delle coppe, quando poi in queste occasioni, dico obiettivamente e generosamente che le squadre italiane non si sono comportante benissimo.

Perchè Alessandro Gentile ha scelto il Panathinaikos? C’erano anche altre offerte?

C’erano altre due opzioni. Chiaramente è stata una scelta condivisa anche con il club. Sicuramente la situazione del Pana, con la presenza di Xavi Pascual, che lo aveva sempre richiesto, con il fatto che ad Atene lui ci aveva vissuto da ragazzo e avendo avuto sempre una particolare predizione per questa squadra è stata una scelta fatta in funzione di questi diversi fattori. Chiaramente arrivare a campionato iniziato non è facile, ancora si va avanti con un periodi adattamento fatto di alti e bassi, però Alessandro non molla e piano piano cercherà di trovare quell’equilibrio di impiego che gli permetterà anche di avere un equilibrio di rendimento.

 

Ringraziamo Riccardo Sbezzi per la sua disponibilità.

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