Giovani a canestro, di Maurizio Mondoni/3 – Dal Basket al Baskin, la pallacanestro che supera la diversità (seconda parte)

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LEGGI LA PRIMA PARTE: IL BASKETIN, CAPIAMO LE BASI Il Baskin nasce con l’idea di permettere al maggior numero di persone possibile di partecipare al gioco, grazie a tre fondamentali idee. La prima è che si devono cambiare le regole per adattarle alle persone e non il contrario e bisogna cambiare le strutture in cui normalmente si pratica lo sport per prevedere la possibilità di espressione di tutti. Nel Baskin i canestri non sono due come nel Basket ma ben sei, quindi non esiste più un solo grado di libertà ma due. Questa caratteristica introduce un dinamismo e una imprevedibilità nel gioco, infatti né spettatori né giocatori possono sapere in quale canestro si andrà a tirare. Nel campo due zone situate a centrocampo, sono riservate agli individui con delle difficoltà motorie, che non possono correre e che altrimenti resterebbero sempre sfasati rispetto alle azioni di gioco, mantenendo possibile il loro coinvolgimento con prontezza e tempestività. Queste aree sono riservate ai pivot, giocatori con ruolo 1 e 2. La seconda idea fondamentale è la differenziazione delle regole in base ai ruoli. Per esempio i numeri 5 potranno fare al massimo tre tiri per tempo, limitazione che scaturisce un’abilità nel giocatore, cioè di scegliere al meglio i propri tiri facendo le scelte migliori. Un’altra differenza tra i ruoli è che nei canestri a metà campo, posti a una altezza inferiore rispetto a quelli normali, coinvolgendo persone che non possono spostarsi autonomamente, possono tirare solo ruoli 3 e i pivot e i loro tiri a canestro avvengono in modo tempestivo, senza rallentare il ritmo di gioco. L’ingresso nelle zone protette, ossia le aree dei canestri laterali dove stazionano i pivot, è consentito agli altri giocatori solo per portagli palla. Il loro tiro deve avvenire entro il limite massimo di 10 secondi e senza difesa. I canestri realizzati valgono due o tre punti a seconda della posizione, per i giocatori di ruolo 2, o dalla bravura a segnare senza ripetizioni, per giocatori di ruolo 1. Il Baskin è uno sport vero, in cui tutti hanno il diritto di essere protagonisti ma devono essere capaci di esserlo; la capacità integrante del Baskin si percepisce proprio nel vedere come ogni ruolo è esaltato dalla presenza dell’altro: giocatori così diversificati possono costituire una  squadra. In questo modo si valorizzano le funzioni residue e si strutturano regole che permettano il pieno rispetto della dignità di tutti consentendo a tutti di poter essere determinanti se bravi e allenati. Una squadra deve schierare un giocatore pivot, che dovrà stazionare nelle aree mediane poste attorno ai canestri bassi, almeno due giocatori da ruolo 5 e tra i giocatori di ruolo 4 e 5 almeno un giocatore femmina. Gli altri giocatori schierati devono avere un numero di ruolo tale che la somma di tutti i numeri di ruolo non superi il valore 23; gli altri ruoli 3 e 4 gradualizzando le difficoltà in una fascia intermedia tra i pivot e i numeri 5. In tutto dovranno essere schierati sei giocatori per ogni squadra. Assegnando ruoli diversi che possano permettere l’espressione di tutte le diverse tipologie di persona, introducendo aree con significati propri che consentono il rispetto delle fragilità di equilibrio e spostamento, utilizzando strutture diverse a seconda delle tipologie di persona e regolamentandone la convivenza si è riusciti a realizzare l’utopia: lo sport integrante. Prima di presumere di insegnare i fondamentali, la tecnica e la tattica di uno sport bisognerebbe imparare a conoscere gli individui ai quali trasmettere le nostre competenze. Ogni individuo ha la propria personalità che è la sintesi originale, dinamica e relativamente stabile dei modi di essere e di agire di un individuo. La personalità appare come un risultato unico e irripetibile, poiché anche se ogni mondo interiore fosse potenzialmente dotato degli stessi elementi, unico ed irripetibile è l’ordine con cui essi si evolvono ed organizzano. In ogni caso la ricerca dello sviluppo parallelo di tutti i suoi aspetti favorisce la costruzione di una personalità che è caratterizzante e che soprattutto nei soggetti disabili abbisogna di particolari cure e attenzioni. L’originalità dipende dal fatto che ognuno di noi è diverso dall’altro e la dinamicità dipende dal fatto che c’è un’evoluzione continua in base alle esperienze vissute. La personalità è influenzata dall’interazione fra genetica e condizioni socio-ambientali e proprio in riferimento e queste ultime, ormai si afferma con certezza che esse possono favorire, rallentare o bloccare le tappe di maturazione sia fisiologiche che psicologiche. Come in qualsiasi altro sport di squadra, anche nel Baskin, gli apprendimenti fondamentali sono quelli tecnici e tattici propri della disciplina che si costruiscono sulle abilità, sulle qualità e sulle competenze motorie dei protagonisti. I fattori da sviluppare sono tutti quegli aspetti che tendono a costruire la personalità e formano gli atteggiamenti e i comportamenti di ogni individuo, sia esso normodotato o disabile, come l’aspetto relazionale con i compagni, con gli adulti e con le situazioni proposte nel campo sportivo. L’aspetto tecnico, ossia l’espressione del bagaglio motorio, coordinativo, espressivo di ogni atto è il raggiungimento dell’obiettivo del gioco. La tecnica è l’insieme delle abilità sportive di una disciplina, cioè l’insieme dei fondamentali, selezionati automatizzati. Ogni giocatore può arrivare all’obiettivo utilizzando i mezzi fisici, antropometrici e biomeccanici che gli sono propri. La tecnica rappresenta inoltre l’insieme dei movimenti che più frequentemente si manifestano durante una gara nel rispetto delle regole del gioco. Ogni individuo possiede una sua struttura fisica e mentale diversa dagli altri, possiede leve diverse, ha una statura e un peso diversi, possiede una mobilità articolare differente, non ha lo stesso sistema nervoso di ricetrasmissione degli impulsi, gli stessi nuclei grigi, gli stessi corpi striati, dunque farà dei gesti sportivi in modo personale e magari formalmente ed esteticamente non perfetti, ma l’importante è che siano, comunque, efficaci e redditizi. E’ anche vero che il buon controllo automatizzato del gesto tecnico permette al giocatore di rivolgere maggiore attenzione verso l’ambiente esterno cioè verso altre componenti del gioco e agli scopi del gioco stesso. Le abilità tecniche sono i fondamenti su cui s si costruisce l’azione di gioco e le qualità con cui esse si esprimono influenzano le probabilità di successo di determinate intenzioni tattiche, siano esse individuali o collettive. Lo sviluppo dell’aspetto funzionale è direttamente collegato con l’apprendimento della tattica. Esso rappresenta il presupposto indispensabile per l’acquisizione di quelle nozioni spazio-temporali legate all’applicazione di qualsiasi azione o schema di gioco, siano esse effettuate con o senza palla. Gli aspetti funzionali da sviluppare sono la coordinazione dinamica generale al proprio livello utilizzando gli schemi motori di base, la percezione del proprio corpo statico e in movimento con presa di coscienza lavorando molto sui sensi, soprattutto, vista, tatto, udito, propriocettori, sensibilizzazione costante con l’attrezzo, aggiustamento al tempo e allo spazio. Infine l’aspetto fisico con lo sviluppo delle capacità condizionali, tenendo conto delle capacità individuali e dell
e esigenze motorie richieste dei diversi ruoli. Il Baskin è uno sport di situazione in cui i gesti tecnici devono adattarsi per essere utilizzati in base ai ruoli. Nell’insegnamento della tecnica è bene mettere il giocatore nelle condizioni di percepire coscientemente le varie gestualità, sperimentarle e infine valutare opportunamente l’efficacia del proprio comportamento. L’apprendimento delle abilità tecniche è un processo graduale, caratterizzato da stadi di formazione basati comunque anche sul principio della ripetizione e in alcuni casi e per alcuni ruoli, sul condizionamento. La preparazione tecnica deve basarsi sulla ricerca del miglioramento di tutti i fondamentali. Dovrà svilupparsi intensamente inserendosi soprattutto sui cambi di senso e di direzione, particolarmente frequenti, a volte necessariamente ripetuti e spesso frutto di scelte tattiche studiate. La particolare struttura del Baskin prevede che l’attacco al canestro si possa sviluppare in due direzioni per cui le azioni di gioco saranno ricche di “finti attacchi”, con cambio di obiettivo all’ultimo istante per sfruttare al meglio le possibilità offerte dal regolamento. I fondamentali del Baskin sono molto simili a quelli della pallacanestro:  

  • il palleggio;
  • il passaggio;
  • il portaggio;
  • il tiro.

  Il palleggio è la capacità di destrezza con la palla e rappresenta l’elemento tecnico che permette al giocatore in possesso di palla di spostarsi in qualsiasi zona e direzione del campo mantenendone il controllo. Esprime la capacità di gestirla, in ogni situazione, in presenza o assenza di avversario. Il giocatore utilizza questo gesto per guadagnare spazio o per portarsi in situazione più favorevole per eseguire un passaggio, un portaggio o un tiro. La prima qualità di un buon giocatore è sicuramente la padronanza della palla. Familiarizzare con la palla significa conoscerne le caratteristiche, le qualità e le possibilità di movimento, per mezzo di varie esperienze, fra le quali gli esercizi di contatto continuo e alternato. Il passaggio è il fondamentale tipico e più frequente del gioco di squadra e definisce quale tipo di comunicazione si vuole dare alla palla e con quale altro giocatore si vuol comunicare. Il passaggio può essere effettuato in molti modi: a due mani dal petto, con una mano sola, schiacciato a terra, lanciato dall’alto, dal basso, con traiettorie tese o parabole. L’importante è che la modalità utilizzata consenta di raggiungere l’obiettivo in modo preciso ed efficace. La ricezione esprime la capacità di afferrare la palla in maniera adeguata per poterla utilizzare al meglio negli altri fondamentali. In alcuni ruoli la ricezione è la conseguenza di un portaggio e si trasforma in prensione per essere in grado di manipolare l’oggetto palla in modo tale da consentire il miglior tiro possibile. Il portaggio è lo sviluppo delle diverse modalità di consegna della palla. Questo è un nuovo fondamentale creato per consentire ai ruoli 1, 2, 3 di avere la possibilità di una migliore ricezione. Praticamente è la consegna della palla nelle mani del compagno di squadra che normalmente non è in grado o fatica a riceverla con un passaggio. Per i ruoli 4 e 5 il portaggio è la consegna della palla agli altri ruoli senza commettere infrazioni di passi, per il ruolo 3 è sempre una consegna ai ruoli 1 e 2 procedendo con il palleggio anche non continuato. Il tiro, la finalizzazione di ogni azione di gioco, rappresenta il vero scopo del gioco del Baskin ed è raggiungibile da tutti i giocatori in campo anche se con modalità diverse, in arresto e tiro o in terzo tempo un fondamentale che rappresenta una modalità  più rapida per avvicinarsi a canestro. Le fasi di gioco nel Baskin sono di attacco e di difesa e questi parametri esistono in tutti i tipi di sport di squadra. Esse sono influenzate e caratterizzate sempre dai fattori spazio e tempo che determinano qualsiasi azione di gioco. Il tempo è la chiave del gioco, mentre l’analisi dello spazio è la condizione più importante per sviluppare le fasi di gioco soprattutto nel Baskin dove ci sono alternanze di zone franche e dove si è sempre alla ricerca dello spazio utile per arrivare ad uno dei quattro canestri. Esiste sia una tattica di attacco con palla, che senza palla, sia individuale che collettiva. Tutto ciò prevede una presa d’informazioni visive (dove sono gli avversari, dove non ci sono ostacoli, ritmi di movimento), di elaborazione mentale studiando un programma d’azione, di partenza della risposta motoria muovendosi in relazione alle analisi fatte e alle decisioni prese. La tattica difensiva deve preparare i giocatori affinché la squadra avversaria non concluda a canestro in un modo facile. La tattica di squadra è intesa come la messa in funzione di strategie per raggiungere un obiettivo, che può essere, individuale o comune e si pone come un atteggiamento attivo e dinamico da tenere in ogni momento della prestazione. Per sviluppare un discorso tattico bisogna entrare in possesso di conoscenze tattiche che riguardano:  

  • la conoscenza delle regole del gioco e la loro utilizzazione ottimale per la risoluzione dei problemi tattici;
  • la conoscenza delle regole tattiche;
  • la conoscenza dei rapporti reciproci fra condizione fisica del momento e tecnica esprimibile;
  • le conoscenze delle regole dell’economia e dell’opportunità;
  • le conoscenze dei propri compagni, delle loro abilità, del loro carattere, sfruttandole al meglio nel gioco collettivo e nelle espressioni individuali.

  Bisogna possedere abilità tattiche, che esprimono un processo mentale e la facoltà dell’atleta di utilizzare le sue conoscenze e le sue abilità psichiche e fisiche, per la soluzione di compiti sia individuali che collettivi. Lo sviluppo delle capacità tattiche è condizionato e favorito oltre che da attitudini naturali, anche da qualità delle esperienze motorie effettivamente fatte, perciò è in relazione ad una migliore funzionalità delle capacità percettive. Nell’allenamento integrato l’elemento tattico è posto come apprendimento di soluzioni per arrivare a canestro. La tattica è un sistema di ricerca per scegliere il più favorevole tra gli obiettivi possibili. La formazione tattica deve tendere a sviluppare un’adeguata dinamicità mentale per percepire e valutare le situazioni di gioco, formulare ipotesi di gioco, utilizzare le abilità possedute e apprese da ciascun giocatore in relazione allo scopo comune.    

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