Giovani a canestro, di Maurizio Mondoni/8 – Il giusto attacco alla difesa individuale (Parte 1)

di Maurizio Mondoni

Inizierò parlando dei principi di attacco alla difesa individuale, cominciando dalla difesa.

Perché?

Credo che il gioco della pallacanestro si sviluppi partendo dalla difesa, per passare poi al contropiede (provare a realizzare canestro, prima che la difesa si organizzi) e infine all’attacco organizzato (cercare un tiro ad alta percentuale, sfruttando i tiratori e un’ottima organizzazione).

Mi risulta difficile immaginare un approccio mentale diverso, concentrandosi prima sull’attacco e poi sulla difesa, perché l’esigenza primaria di ogni squadra è quelli di impossessarsi del pallone per poi sfruttarlo al meglio.

Essere convinti che nella propria metà campo “si tiene” l’attacco, senza subire facili canestri, invoglia i giocatori a tentare sempre il contropiede e a tirare senza paura di sbagliare.

 

La difesa

 

Prima di trattare i principi di attacco alla difesa individuale, ci occuperemo della difesa a uomo, dando per acquisiti i principi fondamentali individuali (scivolamenti difensivi, tagliafuori, rimbalzo e tecnica dell’anticipo) e i concetti base della difesa a uomo:

 

  • sul giocatore in possesso di palla, porsi a “muro” tra l’avversario e il canestro, non farsi mai superare in palleggio, piuttosto che forzare l’attaccante verso un lato particolare;
  • sul giocatore non in possesso di palla, porsi sempre fra l’avversario e il pallone e tenere in giusta considerazione la posizione del pallone rispetto al corpo dell’attaccante, per impedire i tagli o lo sfruttamento di blocchi ciechi.

 

In difesa:

 

  • è fondamentale adeguare la propria posizione sull’avversario diretto mentre la palla si sta muovendo e non quando è già arrivata nelle mani di un altro attaccante;
  • è importante guardare gli occhi del giocatore in possesso di palla e dove tiene il pallone rispetto al proprio corpo: tutto ciò ci aiuta a capire con qualche frazione di anticipo dove è indirizzato il passaggio;
  • è importante considerare la “linea della palla”: la prima regola che guida il giocatore che difende sul giocatore non in possesso di palla è quella di posizionarsi tra il proprio avversario e il pallone, impedendo una facile ricezione; la seconda regola prevede che quando il pallone si trova sotto il prolungamento della linea di tiro libero, i difensori sul lato debole devono abbassarsi a livello della palla verso la linea immaginaria parallela alla linea di fondo.

 

Obiettivi

 

Gli obiettivi che una squadra si pone nel difendere sono:

 

  • non permettere facili canestri in contropiede, definendo alcune regole del bilanciamento difensivo;
  • non concedere facili tiri piazzati, ma far tirare gli avversari sotto pressione;
  • non permettere rimbalzi offensivi;
  • enfatizzare la responsabilità individuale (i 5 giocatori devono essere in grado di “tenere” l’1 c 1);
  • rallentare il “timing” dell’azione offensiva (coordinare la propria azione con quella dei compagni);
  • eliminare le linee e gli angoli di passaggio preferiti dagli avversari e rompere il “timing” dell’attacco avversario;
  • utilizzare sul blocco il cambio difensivo come arma tattica. L’azione di cambio è iniziata dal difensore del bloccante, saltando alla linea di passaggio. L’anticipo del giocatore che ha sfruttato il blocco è fondamentale per impedirgli la ricezione, soprattutto se il cambio difensivo ha provocato un miss-match tecnicamente favorevole all’attacco. Il giocatore in possesso di palla deve essere marcato aggressivamente per impedirgli una comoda lettura della situazione;
  • la difesa sul pick and roll è difficile da difendere, comunque 4 sono le possibilità per contrastare efficacemente l’azione offensiva: aiuto e recupero, passare dietro, raddoppio, forzare sul fondo. La pressione sulla palla e l’aggressività mentale dei due difensori sono decisive per non subire l’azione di blocco. Non ci può essere una valida difesa sul pick and roll senza l’aiuto dei difensori lontani dalla palla.

 

Il primo passo per arrivare a costruire una valida difesa è l’apprendimento da parte dei giocatori della corretta posizione da assumere contro il proprio avversario, in relazione al canestro o al pallone.

La difesa individuale deve avere come punto di riferimento la linea del tiro da 3 punti, alla cui altezza desideriamo predisporre un “muro” il più possibile invalicabile per i nostri avversari.

Un’efficace difesa individuale sa quando deve essere aggressiva e quando limitarsi a contenere l’attacco.

 

Ricordiamoci:

 

  • che una difesa esasperatamente aggressiva è sistematicamente battibile da giocatori abili nel passaggio e nel gioco senza palla;
  • una difesa che si preoccupa solo di contenere le penetrazioni è battibile da una squadra che ha a disposizione almeno due validi tiratori.

 

La chiave per difendere con successo è:

 

  • aumentare l’aggressività sull’avversario che non si trova in posizioni favorevoli;
  • contenere l’attaccante che in quel momento è in vantaggio (di spazio e di tempo).

 

Costruire un gioco di attacco

Ogni allenatore cercherà di modellare il proprio attacco in base alle caratteristiche individuali dei propri giocatori, cercando un sistema di tagli, blocchi, spazi, etc. che permetta ai suoi giocatori di sfruttare al meglio le proprie possibilità.

Un allenatore può scegliere per la propria squadra attacchi differenti in relazione al tipo di difesa della squadra avversaria (continuità, schemi fissi, passing game, gioco libero, etc.) e ritmi di gioco differenti (gioco controllato, contropiede, etc.).

Una volta arrivati nella metà campo avversaria, qualsiasi tipo di attacco è basato su quattro principi fondamentali:

 

  • giocare 1 c 1 all’interno di un movimento di giocatori e palla;
  • utilizzare i blocchi;
  • penetrare e scaricare;
  • giocare con il post basso.

 

Dalla combinazione di due o più principi fondamentali, abbinandoli al contropiede, nascono tutti i sistemi di attacco.

Qualunque sia il sistema di attacco che una squadra utilizza, muovendo i propri giocatori e il pallone, si arriverà a una situazione di 1 c 1 molto favorevole, con un attaccante che sarà libero per tirare, oppure che avrà un minimo vantaggio sul proprio difensore, per cercare di batterlo in palleggio e concludere, oppure passare al compagno meglio piazzato in caso di aiuto difensivo.

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