“GiveMe5”: Marcus Williams mette Messina con le spalle al muro, Tyus giganteggia in Winner League

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Playoff al via in quasi tutti i campionati del Vecchio continente (all’appello manchiamo noi e gli spagnoli, che termineranno la regular season tra un paio di settimane), di conseguenza la nostra rubrica cerca di selezionare gli atleti che si sono messi maggiormente in evidenza nelle prime schermaglie della post season. Ma, scopriamo chi sono i componenti del nostro quintetto ideale per questa settimana:

Playmaker MARCUS WILLIAMS (Lokomotiv Kuban), che avrà stimolato parecchie volte l’istinto omicida di coach Repesa l’anno scorso a Malaga, ma sul talento, signori, bisogna francamente togliersi il cappello, parliamo di una delle primissime small guard del Vecchio continente. Curriculum vitae prestigiosissimo, oseremmo dire da secchione. Dunque: Oak Hill Academy, college a Connecticut dove con gli Huskies ha conquistato il titolo di campione NCAA nel 2004, under 21 per gli Stati Uniti ai mondiali del 2005 (compagno di squadra di Rajon Rondo, Glen Davis e Rudy Gay), oltre 200 partite disputate in NBA con le casacche di Grizzlies, Nets e Warriors. Giocatore stratosferico dal punto di vista offensivo, rapidissimo nella costruzione del tiro e fenomenale nell’uno contro uno. Difesa, taglia fisica e concentrazione sono invece dei punti, diciamo cosi, rivedibili. Comunque, mette già con le spalle al muro il CSKA di Ettore Messina, sconfitto dal Lokomotiv per ben due volte di fila a domicilio e adesso costretto a vincere le restanti tre partite della serie (ma 2 si giocheranno a Kuban) per centrare l’accesso ai quarti di finale playoff di VTB League. In gara 1, il numero 6 da L.A. ne inchiostra 22 con un ottimo 6/8 da 3, nel secondo atto i punti sono invece 24 (4/5 da 2 e 4/6 da 3), in aggiunta a 2 rimbalzi e a 2 assist per i compagni. Al momento un enigma, con i vari Pargo, Jackson e Teodosic letteralmente distrutti dal playmaker di coach Pashutin. Urgono contromisure, altrimenti per il CSKA si fa davvero durissima…

Guardia – CHRIS KRAMER (EWE Baskets Oldenburg), giocatore affidabilissimo, concreto, duttile, solido. Al terzo anno di fila in Beko Basketball Bundesliga, è sicuramente uno dei migliori “2” dell’intero campionato. College a Purdue (e non doveva essere male quell’edizione dei Boilermakers con lui e l’ex Treviso E’Twaun Moore sul perimetro, Robbie Hummel da 4 e lo strapotere atletico di JaJuan Johnson sotto le plance), successivamente esperienze in D-League e Porto Rico fino all’approdo in Germania, prima in Baviera a Wurzburg, successivamente si sale in Sassonia accettando l’offerta dell’EWE. Nel primo match della serie playoff contro Bonn ne imbuca 18 (4/7 da 2 e 1/3 da 3), catturando anche 7 rimbalzi e sfornando 4 assistenze per i suoi compagni, risultando decisivo nella vittoria dei suoi contro la formazione allenata da coach Fischer.

Ala Piccola – BRANDON THOMAS (Artland Dragons), visto anche da noi, seppur per una manciata di partite, nella Vanoli Cremona targata 2011/2012. Ormai navigato in Beko Bundesliga (ha vestito le casacche di Braunschweig, Artland Dragons e Bayern), trattasi di un giocatore piuttosto completo, tatticamente utilissimo, buon atleta, che sa fare tante cose sul parquet. Nella vittoria dei suoi, in trasferta, a Bamberg (Artland avanti 1-0 nella serie), mette a referto 24 punti con un ottimo 6/7 da 3, scartando anche 3 assist per i suoi compagni.

Ala Grande – ADRIEN MOERMAN (Limoges CSP), playoff al via anche in ProA, con gara 1 che non desta particolari sorprese rispetto alle previsioni della vigilia. Limoges travolge in casa l’ASVEL grazie ad una straripante prova dell’ex Bilbao che contro Edwin Jackson e soci ne scrive 14 (con 7/8 da 2), tirando giù anche 9 carambole. Per il numero 18 di coach Dupraz anche 2 assist, numeri che gli hanno permesso di collezionare un ottimo 24 di valutazione finale.

Centro – ALEX TYUS (Maccabi Tel Aviv), avviso ai naviganti (leggi CSKA): o Kyle Hines sta bene venerdì sera al Forum, altrimenti l’ex Cantù rischia di essere un rebus insolubile per i granitici, compassati e lenti lunghi di coach Messina. Teoricamente potrebbe inzupparci il pane in mezzo a cotanta staticità, sgusciando come un’anguilla tra le maglie dei moscoviti e volando come un falco a canestro grazie ad un’esplosività fuori portata per la front-line del CSKA. Ma, il coach italiano non è certamente l’ultimo arrivato e saprà opporre le giuste contromisure davanti allo straordinario momento di forma del numero 9 di coach Blatt. Che arriverà a Milano carico a pallettoni: dopo la superba serie disputata contro l’Olimpia EA7, dà la spallata finale al Galil Gilboa, dominando gara 4 grazie ad una prestazione personale da 18 punti (7/7 da 2) e 7 rimbalzi, scrivendo di fatto i titoli di coda per gli uomini allenati da Sharon Drucker (che perdono 1-3 il confronto con Blu e soci) e guidando i gialli di Tel Aviv alle semifinali di Winner League

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