In-Basket/49 – Milano-Siena: fra passato, presente…e futuro?

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In una partita che passa in primo piano più per la “sfida” fra grandi ex (per la verità maggiormente milanesi ex senesi) piuttosto che per il “non bellissimo” spettacolo tecnico, noi vogliamo concentrarci sulla sfida fra coach (tattica) avvenuta nel quarto decisivo, dove un susseguirsi di cambi di modulo difensivo ha di fatto caratterizzato l’andamento degli ultimi minuti di gara. Rientrati in campo sul 50-42, coach Banchi (Milano) decide di continuare a lavorare sull’aiuto e recupero in situazioni di p&r (blocco sulla palla) (FIG.1) : la scelta non paga come nei precedenti quarti perché prima Haynes e poi Green, sfruttando il ritardo di chiusura sulle rotazioni successive, realizzano due triple che riportano Siena a contatto (50-48). Coach Crespi invece, sulle situazioni di p&r, sceglie di fare “cambio” (FIG.2), ed inizialmente funziona, perché i padroni di casa non sfruttano i mis-match (situazione di marcatura piccolo/lungo sul perimetro o lungo/piccolo nei pressi del canestro), ma appena riconosciuti i vantaggi Milano ne approfitta attaccando il canestro con i vari Hackett e Langford – marcati da Hunter o Nelson – o recuperando rimbalzi offensivi con Melli e CJ Wallace, marcati da Haynes o Cournooh. Coach Banchi, sul 56-51, dopo aver subito le realizzazioni da 3 senesi a causa delle errate rotazioni difensive, prova a confondere le acque ospiti passando ad una zona 3-2 allungata a tutto campo approfittando delle capacità difensive e caratteristiche fisiche (braccia lunghe) di Moss (Dif.1) (FIG.3): questa mossa risulta vincente, infatti Milano allunga fino al 62-53. L’ultima disperata mossa di coach Crespi è quella di schierare la propria difesa con una zona 2-3 che in situazione di p&r si trasforma in “difesa a uomo”, ma i padroni di casa non si scompongono e trovano comunque la via del canestro portando a casa i due punti (FIG.4). Volendo concentrarci sui singoli, possiamo dire che è stato determinante Moss: David, come abbiamo visto, ha fatto da puntello nella difesa che poi ha garantito l’allungo decisivo ma non solo. In attacco ha scardinato le scelte difensive senesi, con la sua capacità di occupare gli spazi al momento giusto (FIG.5 e 6).