In-Basket/66 – Come l’Olimpia ha aperto le crepe di Sassari

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La semifinale tra l’Olimpia Milano e il Banco di Sassari, con le ultime due sfide sul parquet del Serradimigni, ha subito una brusca accelerata, e tutta a vantaggio delle scarpette rosse. Eppure i bianco-rossi arrivavano in Sardegna dopo il colpaccio di gara 2 al Forum firmato Dinamo, un colpaccio che cancellava mesi di imbattibilità, e proprio nel momento in cui serviva difenderla. . Coach Banchi però deve aver studiato molto (e molto bene) gara 2 per non incappare in un’altra grandinata di triple isolana, soprattutto per evitare che la sua squadra fosse trascinata nei ritmi forsennati del Banco. I risultati di questo studio si sono visti già in gara 3, dove però nel finale alcune sbavature difensive hanno rischiato di far rivivere momenti di “Maccabi-ana” memoria. In gara 4 Milano sistema ancora alcune soluzioni difensive, e per evitare che Samuels e Lawal vadano in difficoltà nei cambi difensivi, o per evitare di mettere in campo quintetti che favorirebbero le scorribande sassaresi, si decide che i propri lunghi giochino in aiuto e recupero o in base alle situazioni di gioco raddoppi sul p&r. Altra scelta difensiva azzeccata si vede quando, deciso che nei blocchi fra esterni si cambia sempre, Thomas si trova in coppia con Jerrels e lo porta in post basso: qui vediamo come coach Banchi decida di lasciare l’1c1 con solo l’eventuale aiuto dell’uomo vicino a canestro e tenendo “flottati” verso i tiratori disposti dietro la linea dei 3pti i rispettivi marcatori. E’ dunque lampante la crescita difensiva di Moss nei confronti di Drake Diener, mortifero fino a gara 3 dalla lunga distanza, così come la capacità di controllare il ritmo di gara utilizzando in maniera più continua Samuels in attacco: queste sembrano le chiavi tattico/tecniche principali del doppio successo esterno di Milano oltre all’altrettanto ovvia crescita a livello di prestazioni di Alessandro Gentile, divenuto un rebus sempre più intricato per la difesa sassarese.

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