LA DNA Silver…secondo Paolo Taddeo/13 – Agrigento in foglia d’oro

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Non appena creatasi l’opportunità di chiudere il discorso del primo campionato DNA Silver, Agrigento non si fa pregare e chiude il discorso Gold per quanto riguarda la prima posizione in classifica. L’unica compagine isolana del girone va così a rimpolpare la rappresentanza siciliana al piano di sopra, chiudendo con largo anticipo e pieno merito un campionato iniziato in naftalina (due soli successi nelle prime sei gare) e poi proseguito con un filotto – tuttora aperto – di diciannove successi. Prima in scia di Ferrara, poi in corsia di sorpasso, infine l’allungo decisivo che dà ai biancoazzurri del presidente Moncada la possibilità di raggiungere di slancio e con le braccia alzate lo striscione del traguardo. Tanti i meriti di questa storica edizione della Fortitudo, a partire dalla guida tecnica Ciani (quinta promozione da head coach in carriera) e dal diesse Mayer (giovane dirigente con le stimmate del vincente). In campo la vera stella americana Vaughn e il talento tinto d’azzurro Mian (under solo per anagrafe) con la completa maturazione di Piazza in regia, la fondamentale presenza di Chiarastella unita alla solidità di Mocavero; con l’intero nucleo fondato in DNB capitanato da Giovanatto, dove trova minuti di qualità De Laurentiis, con Anello che non è quello dell’NBA bensì l’unico siciliano – insieme all’enfant du pays Portannese – del roster che non può fare a meno dell’apporto di Di Viccaro. E già che siamo in tema di record, evidenziamo un pizzico di fortuna sotto il profilo fisico: in un campionato minato da diversi (e talvolta seri) infortuni, in 24 occasioni su 25, Ciani ha potuto schierare i “dieci” giocatori che, a maggior ragione, si meritano la lode per questa splendida avventura. L’epilogo giunge a Roseto, dove la formazione di Trullo va in barca già all’11’ (15-30), nonostante il solito Legion (29 punti e 11 rimbalzi): nel 68-89 finale c’è l’intero quintetto siciliano in doppia cifra.

L’altro grande responso di giornata arriva dalla sfida in posticipo del Mandela Forum. Firenze – come Sandokan – è una tigre ancora viva! I gigliati battono Corato (come già all’andata) e riducono il divario in classifica a -2 con una gara in più da giocare. L’avvio di match è teso, ma equilibrato: i pugliesi si affidano alle conclusioni di Di Nunno (15 punti) e ai centimetri di capitan Amoroso (11 rimbalzi): 9-14 al 5’ e 28-34 al 16’, ma i finali di tempo sono terreno fertile per le triple di Rabaglietti (4/6); dopo l’intervallo lungo il quintetto di Caja si appoggia su Conti (6/8 e 11 rimbalzi), Castelli (2/4 dall’arco) e Rancic (27 punti): alla sirena è 85-70.

Il match tra Ravenna e Casalpusterlengo va agli archivi come uno dei più incredibili di tutta la stagione. I romagnoli sembrano poter disporre facilmente dei lombardi, doppiandoli sul 34-17 (13’) e toccando il +18 al 19’ con la coppia Sollazzo-Singletary sugli scudi. Zanchi pesca dalla panchina la sicurezza Young (21 punti con 10/16) e il jolly Spissu (classe 1995), autore di 22 punti con 6/9 dall’arco. I rossoblù vanno addirittura a +6 (65-71 al 36’) e iniziano l’ultimo minuto sul +5 (70-75), ma l’1/2 dalla lunetta di Ricci a 7” dalla conclusione (74-76), il relativo rimbalzo difensivo di Singletary, con la quasi goffa richiesta di time-out (con palla in gioco, come in Usa) producono il coast-to-coast che si conclude con l’incredibile tripla (5/8 per il texano) del 77-76 definitivo.

Arrivo in volata anche a Treviglio, in un match con Reggio Calabria dove le due panchine si confrontano a suon di schermaglie con continui cambiamenti di difese e cambiamenti tattici con l’obiettivo di ingarbugliare gli ingranaggi e le idee di gioco avversarie. Mai distacchi in doppia cifra (+6 Viola al 4’ e +8 Blu al 14’) e seconda metà di gara condotta a poco più di un punto al minuto (21-22 il parziale dopo il cambio campo). Hamilton per i calabresi (11+10) e Rossi per i lombardi (13+10) sono i più prolifici, ma quando il pallone scotta una schiacciata di Borra e la penetrazione di Alessandri fanno pendere l’ago della bilancia dalla parte di coach Vertemati, anche se il rammarico di Ponticiello è per un paio di errori di gestione e tiro di palloni sul +1 al 38’ e sul -1 a 10” dalla sirena: 54-51 il punteggio.

Che dire, poi, di MantovaOmegna, oltre al fatto che il successo dei virgiliani – quinto consecutivo per Morea – compatta a quota 30 punti un quartetto in grado di disputarsi un equilibratissimo sprint finale per le migliori posizioni in chiave playoff…? Avanti per quasi tutto l’incontro, fino a toccare il massimo vantaggio sul finire di terza frazione (65-51), con le schiacciate di Jefferson, i piazzati di Pignatti (8/12) e le triple di Nardi (3/6). Tra i piemontesi, sono i lunghi Farioli (12, con 2/3 da tre), è Masciadri (12 con 2/4 dall’arco) a riavvicinare le due formazioni; James (27, ma 0/6 dai 6,25) segna 10 punti nell’ultimo periodo e, prima di alzare bandiera bianca (78-73), il team di Di Lorenzo arriva anche a -2.

Ancor più esiguo il margine maturato da Ferrara nella gara con Chieti: 66-62 al termine di 40’ combattuti e incerti, nonostante la non particolare predisposizione abruzzese alle vittorie in trasferta (solo 4 finora). Tra le trovate di Furlani, l’ottima difesa senza pagare dazio in termini di falli (4/9 ai liberi per gli ospiti), limitando il pericolo pubblico Deloach, bloccato a 13 punti. Mays (24 punti) si trascina sulle spalle la formazione estense. Dopo reciproche rincorse nell’arco del match (+6 per Ferri e compagni, +5 per il quintetto di Bartocci), gli ultimi 5’ partono dal 55-55. I liberi e la schiacciata di Jennings provocano l’allungo in prossimità della sirena.

Matera, che da cinque turni viaggia accoppiata alla stessa Ferrara (due vittorie e tre sconfitte), stabilisce un nuovo record stagionale, visto che, con Bari, ottiene un vantaggio di 25 punti dopo i primi 10’ di gioco (31-6) nonostante la versione esclusivamente italiana dell’Olimpia (Austin in tribuna per squalifica, Jones in panchina con un “n.e.”) con Maganza (12+17) e Iannuzzi (16+11) facilmente in “doppia doppa”: 98-44.

Ultimo mese di campionato che inizia con un turno ancor meno scontato del solito (Ravenna-Bari a parte e con Agrigento a crogiolarsi nel riposo del guerriero ormai vincitore). La salvezza di Corato è messa alla prova delle ambizioni di secondo posto di Omegna, mentre le speranze di Firenze fanno tappa sul parquet della Viola Reggio Calabria. Recanati attende due punti di tranquillità, ma non sarà certo Mantova a scendere nelle Marche senza l’obiettivo di conquistare il titolo di squadra del mese, che poco più in giù, a Roseto, potrebbe conquistare anche Treviglio. Sempre in Abruzzo si incrociano Chieti, casalinga imbattuta dall’arrivo di Bartocci, e Matera, che in trasferta non vince da due mesi. Marzo di assoluta astinenza di vittorie per Casalpusterlengo che, contro Ferrara, vuole riprendere la non facile rincorsa per un posto al sole dei playoff.

Paolo Taddeo

 

Time Out: se avessi a disposizione un minuto…

… direi a Franco Ciani (coach Moncada Agrigento) che la vittoria in campionato con un giorno in anticipo rispetto al compleanno è un record personale che rende il sapore della quinta promozione in carriera (la prima “doppia” con la stessa società dalla DNB alla DNA Gold) forse ancor più dolce di tutte le altre …

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