La DNA Silver…secondo Paolo Taddeo/7 – È Silver anche la NBA

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Ora che si dà un tono… d’argento anche la principale lega cestistica al mondo, con l’incisione della firma di Adam Silver sui palloni del campionato NBA (dopo trent’anni di arance griffate da David Stern), la nostra Silver arriva al momento in cui si gioca (quasi…) con i ritmi da NBA. Siamo nella settimana del triplo turno in otto giorni, laddove chi saprà fare sei punti avrà magari un polmone in meno, ma con ogni probabilità un futuro più roseo.

Andiamo con ordine, cominciando proprio dalla capolista Agrigento, che sul campo conquista la scontata vittoria sul fanalino di coda Bari (38-99), dopo essersi guadagnata “diplomaticamente” qualche giorno in più di riposo e di preparazione verso il delicato (e decisivo?) turno infrasettimanale.

Dal canto suo, Ferrara è addirittura costretta all’overtime (92-88), quindi a un supplemento di sforzo fisico, per rimanere in scia alla capolista. Corato è tutt’altro che arrendevole, scivola a -15 ma risorge grazie a Di Nunno (20 punti) e Amoroso (11 rimbalzi), ma Benfatto e Amici, con 11 rimbalzi a testa, si fanno perdonare i tanti errori al tiro; chi invece sbaglia poco è Mays (29 con 7/11 da tre), senza dimenticare i due giochi da tre punti di Jennings che, nel supplementare, ribaltano (da -3 a +3) il punteggio per lo sprint finale degli estensi.

Il big match di giornata è appannaggio di Matera, con la squadra di Benedetto che si issa solitaria sul gradino più basso del podio, con due punti di margine sulla stessa Omegna. La sfida tra le migliori coppie americane della Silver si chiude in sostanziale parità (i biancazzurri Austin-Jones 22+20, i rossoverdi Shepherd-James 23+18) e la differenza è firmata da italiani e panchine. Al PalaSassi la squadra di casa è costretta a inseguire (anche -9), ma il terzo periodo (35-17) incendia l’entusiasmo dei tifosi lucani che vedono i propri beniamini colpire con percentuali da sballo (59% da due e 48% da tre). Il 91-74 del tabellone finale strappa l’unico sorriso a mezza bocca per la banda di Di Lorenzo, forte del +27 dell’andata, non completamente bruciato.

A 22 punti in graduatoria troviamo anche Treviglio e Lucca, appaiate dopo il confronto diretto: trama quasi “in fotocopia” anche al PalaFacchetti, con gli ospiti avanti 19-28 al 15’ e poi “ribaltati” da un 20-0 a cavallo del cambio campo ispirato da Flaccadori (13, prima doppia cifra tra i senior per il classe 1996). Nel 73-54 conclusivo non si può non leggere l’assenza del capitano Parente tra i toscani (secondo miglior attacco del campionato), che presentano in doppia cifra solo i soliti Conger (15) e Deloach (11). Per i biancoblù di casa, voce grossa anche dei “senatori” Marino e Krstovic (14 a testa) e Rossi (17 rimbalzi).

Sempre in quarta posizione, spunta anche il nome di Roseto: Trullo viene addirittura quasi doppiato dal “mantovano al volante” Morea (36-19 al 17’), già suo vice a Ferrara, ma la gara si decide soltanto dopo un supplementare: 79-80. Protagonista assoluto l’americano Legion in versione “Lo Squalo 3” (30 punti e 15 rimbalzi, per complessivi 100 punti e 45 rimbalzi nelle ultime tre gare), senza dimenticare la presenza sotto le plance di Bisconti (17+11). Mantova, oltre a recriminare sul vantaggio dilapidato (e non solo…), continua a non trovare feeling col parquet amico (sesto ko interno): ciononostante, dopo aver caricato la tripla di Losi (16) al 40’, gli Stings riescono ad “armare” – questa volta senza pungere – il braccio di Nardi, decisivo nelle precedenti uscite con Firenze e Ravenna.

Anche Chieti recita il ruolo della lepre in quel di Ravenna (24-32 al 19’ e 32-40 al 23’), ma in una partita troppo importante per le sorti dei romagnoli (ma anche per le Furie…), la squadra di Giordani riesce a reagire e a interrompere il lungo digiuno, cambiando soprattutto l’atteggiamento difensivo: 68-60 al 40’, con Sollazzo a cui ne bastano 15 per essere il miglior realizzatore dei suoi. Passera tra ne mette 17, ma il suo resta un acuto in attesa di un coro che, però, non arriva.

Con il secondo successo consecutivo (alla seconda presenza di Young, arrivato in rossoblù con il “ritorno” di Masoni), rientra in zona playoff anche Casalpusterlengo. Nel successo su Reggio Calabria (76-67) solo sei lodigiani vanno a segno (tutti sopra i 9 punti personali, con 17 di Ricci, fuori per falli nel finale); la Viola è in gara fino in fondo, ma Hamilton (17+11) spara a salve (0/6 da tre) e il ritorno sullo Stretto ha di nuovo l’amaro sapore della sconfitta.

L’importante sfida in chiave salvezza del Mandela Forum tra coach Caja e il collega Sacco premia l’ultimo arrivato in categoria: l’allenatore marchigiano “bissa” il +1 colto all’andata da Bernardi su Giordani (80-79 al PalaCingolani). Recanati (Pierini 17, Pettinella 12+11, esordio senza punti per Cardinali) fa sua la “serata delle padelle” (33% i padroni di casa, 32% gli ospiti), Firenze (Rabaglietti 16, Rancic 13) perde la terza gara consecutiva per un possesso (53-54). Ovvio che ora, per i leopardiani, pesi molto il 2-0 nei confronti diretti, oltre all’attuale +4 in classifica. L’Affrico vende l’anima al diavolo incassando uno 0-13 nel primo quarto dal quale non si riprende, nonostante il possesso del possibile vantaggio nei secondi finali.

Come anticipato, giovedì è di nuovo campionato con la sfida al vertice Agrigento-Ferrara: visto l’ottimo momento di forma dei giocatori di Ciani (striscia aperta di sette vittorie, solo due su cinque per Furlani) e il fattore campo per i siciliani (un solo ko sull’isola, con gli estensi a secco nelle ultime tre trasferte), l’obiettivo di Ferrara non può – e non deve! – limitarsi a cercare di “tenere” il +22 maturato nella notte di Halloween. Matera è lì, pronta ad approfittare, ma deve guardarsi dalla predisposizione al “due” (vittoria esterna) con cui ha molta confidenza Mantova (12 volte in 19 giornate). Omegna-Treviglio è un “classico” (puntuale sedicesimo atto nelle ultime otto stagioni) dalle tantissime chiavi di lettura: quarto (o terzo?) posto in palio, ex a confronto (Borra tra i lupi, Marino e Rossi tra gli orsi), filosofie societarie sostanzialmente diverse, fiera avversità tra le tifoserie e “derby dei rubinetti” tra le aziende sponsor (Paffoni e Remer) che operano nello stesso settore merceologico. Anche se con obiettivi di classifica opposti, come non porre l’attenzione sul confronto toscano Firenze-Lucca (al PalaTagliate vinsero i gigliati…)? E l’importanza – in chiave salvezza, anche se con ancora qualche speranza di agganciare il treno playoff – della posta in palio in Recanati-Reggio Calabria o Chieti-Corato può essere lasciata in disparte? A Roseto, con Ravenna ospite, si lotta per un posto nelle sfide promozione di primavera, mentre sarà “leggera” e di avvicinamento al turno successivo domenicale la trasferta di Casalpusterlengo in quel di Bari.

 

Time Out: se avessi a disposizione un minuto…

… suggerirei ad Alberto Morea (coach Dinamica Mantova) di rivedere – e far rivedere ai suoi giocatori fino alla noia – il match con Roseto, perso dopo aver conquistato 17 punti di vantaggio in 17 minuti: tra pensare di poter vincere di 40 al 40’ (contro la squadra già battuta di 26 sul suo parquet) e gestire il vantaggio, ci sono diversi “optional”; non è incluso buttare alle ortiche i due punti …

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