LA DNA Silver…secondo Paolo Taddeo/9 – Secondi… piatti?

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Adesso è “ufficiale”: solo Agrigento può smarrire il pass per la Gold che, attualmente, la squadra del presidente Moncada ha in mano. Come pensare che una formazione, le cui basi sono state gettate tre anni fa (in DNB), con alla guida un coach come Ciani (che di promozioni ne sa molto più di “qualcosa”), ben assortita sotto il profilo tecnico (con la scelta di un solo americano, lo vogliamo sottolineare…?), ben diretta dall’ottimo Mayer (un emergente nell’ambito dei direttori sportivi, ma con la seconda promozione ormai in tasca) possa perdere nelle ultime otto gare almeno quattro partite, dopo che nei primi 22 turni di campionato ne ha perse solo cinque? Ok, la matematica non è un’opinione. Ma non è solo mia opinione che ormai la lotta in Silver sia ristretta per il miglior piazzamento in chiave playoff. Tornando alla cronaca di domenica, a Recanati, dopo uno scintillante primo quarto (23-23), le percentuali di realizzazione calano vistosamente. I 40 punti segnati da Mosley (22) e Starring (18) sono tanti, soprattutto in virtù dei soli 17 complessivi di tutti gli altri otto effettivi schierati da Sacco; tuttavia al 36’ il punteggio è ancora in equilibrio: 52-52. Il ritorno in cabina di regia di Piazza (18 punti e 6 assist) e le ciuffate di Vaughn (15, con 3/5 da tre) fanno pendere il piatto della bilancia dalla parte siciliana: 57-65 al 40’. Ora, proviamo ad immaginare per un attimo la prossima Gold, che potremmo definire “Trinacria League” con Agrigento, Trapani, Barcellona e Capo d’Orlando (ma non facciamoci sentire da Calvani e Pozzecco…).

La frenata delle più dirette inseguitrici è piuttosto brusca e, forse, potrebbe rappresentare un piccolo campanello d’allarme sotto il profilo fisico atletico, vista la ridotta rosa lucana e il perdurante problema sanitario estense. Anche se all’overtime, Matera cede i due punti a Ravenna che in quanto a supplementari (a parte i tre disputati a Treviglio, con esito negativo) sta diventando “specialista”: di cinque vittorie ottenute in trasferta, tre sono maturate dopo 45’, nell’ordine contro Chieti, Casalpusterlengo e, ora, al PalaSassi (78-86). Dopo l’allungo ravennate (37-43 al 36’), il 17-6 dei padroni di casa (Austin 29, Iannuzzi 13+14) appare come la consueta firma per la vittoria biancoazzurra, ma questa volta produce un punto a punto finale – tra due allenatori specializzati nel preparare (e ottenere) ottime situazioni di tiro anche con pochissimi secondi – che richiede l’extratime, dove Sollazzo (24) e Rivali (16), mentre Vico è out per falli, chiudono il conto: 78-86.

Stop “rumoroso” nel punteggio (81-65) anche per l’altra damigella d’onore Ferrara, che a Treviglio rimedia un passivo secondo soltanto all’imbarcata di Chieti all’andata. Oltre a dover pagare ulteriormente dazio alla voce infortuni (anche Flamini costretto all’intervento chirurgico alla spalla), la difesa di Furlani non brilla di fronte alle prodezze balistiche da non credere dei due “San Tommaso” lombardi: Marino (22 punti con 6 assist) e Carnovali (19 punti in 20’) si fotocopiano il 6/9 nelle triple e il solo Benfatto (19) non è in grado di recuperare i “fuorigiri” di Mays e Jennings.

E che dire dello stop di Omegna al Mandela Forum, quando il secondo successo esterno consecutivo sembra già dato alle stampe? Grazie a una partita controllata sin dall’avvio (0-11) con margini sempre sopra le otto lunghezze e punta di +19, la formazione di Di Lorenzo si presenta al 25’ in totale sicurezza: 43-60. Si dice, solitamente, che la ruota giri; la palla a spicchi talvolta rotola e addirittura rimbalza… Così Firenze nei 15’ finali “doppia” i lupi piemontesi (46-23) con Castelli (11+11) che prende più carambole di Borra, Farioli e Paci messi insieme, Simoncelli (17) che guida la “remuntada” e tutto il quintetto di Caja (11/12 ai liberi) che, dalla quasi disperazione, passa alla consapevolezza che tutto è ancora in gioco. Gurini (13) e Masciadri (12) si fanno preferire ai soliti James (20, ma col 39% al tiro e il “gran rifiuto” nei confronti del coach) e Shepherd. Sul traguardo, dopo l’emozionantissimo sprint finale, l’Affrico arriva con il punteggio di 89-83.

Viaggia a pieno regime anche Casalpusterlengo che, con Young nel motore, non perde più un colpo: cinque successi in altrettanti incontri, l’ultimo dei quali, a Chieti, chiuso con 27 punti, per l’americano, senza dimenticare il 57% di squadra nel tiro oltre l’arco. Concedere venti lunghezze di margine alla miglior difesa del campionato dopo solo un quarto, oltre che garantire la sconfitta al 40’ (54-75) e rendere inutile la performance di Soloperto (27 punti con 11/12 dal campo e 5/6 ai liberi oltre a 11 rimbalzi), produce l’esonero di Marzoli: il forse inatteso ottimo avvio (7 vittorie nelle prime 11 giornate) non trova continuità nella seconda parte (solo 3 successi e 8 ko) di stagione, il cui seguito vedrà Bartocci assumere la guida tecnica delle Furie.

Tra i cinque successi esterni, trova ampio spazio e risalto, oltre che importanza ai fini della graduatoria, il raid di Reggio Calabria in quel di Roseto: con le rotazioni ridotte ai minimi termini (out Genovese e Ricci, oltre all’oggetto ancora non ben identificato Metreveli, ma con l’esordio di Zaharie), gli Sharks sono encomiabili (Legion 28), Sowell (17) per il recupero finale; da 75-82 a 46” dalla sirena, arrivano a meno uno, offrendo a Bisconti il pallone del clamoroso successo: il ferro sputa fuori la palla e la sirena suona (81-82) con grande soddisfazione reggina per lo scampato pericolo. Pur partendo dalla panchina, Sabbatino (17 punti con 7/11 al tiro) e Sorrentino (13 punti con 2/2 da tre) sono decisivi, tanto quanto la fisicità di Dia (16). Ora i successi di Ponticiello in trasferta sono due, consecutivi per di più.

Che l’arrivo di Circosta potesse portare subito beneficio a Lucca non era scontato, ma era auspicabile che un giocatore “di categoria” in più nel meccanismo di Mecacci potesse riportare in linea di galleggiamento il quintetto toscano, che bissa i “cento” già rifilati a Mantova all’andata: allora Losi e compagni si fermarono a 70, questa volta migliorano leggermente (100-84) ma, dopo aver tenuto i padroni di casa entro i tre possessi di distacco, crollano nel finale sotto i colpi di Deloach (25 con 10 rimbalzi), Valenti (15) e Santarossa (10 con 3/3 da tre). Per gli Stings, Nardi (15 più 10 assist) “carica” Pignatti (15 con 7/10) e Ranuzzi (18 con 7/12), ma indubbiamente pesa il “n.e.” di Jefferson.

Del derby tra Bari e Corato, oltre al punteggio di primo quarto (9-29, con la prima schiacciata di Amoroso segnata dopo 3”) e al tabellone finale (50-99), sottolineiamo il ritorno in panca di Putignano, che proprio dal “suo” PalaFlorio riparte con l’obiettivo di salvare gli orange.

Siamo a otto gare al termine della stagione regolare: Casalpusterlengo ospita Lucca nella gara più importante della domenica, alla caccia del bis dopo la vittoria all’andata in Toscana. Trasferta “dantesca” dal capoluogo gigliato alla capitale bizantina in Ravenna-Firenze, mentre Omegna vuole evitare il… “Sacco” di Verbania, visto che con il nuovo tecnico i marchigiani sono imbattuti in trasferta. Dopo il “tenero” esordio, Putignano – sempre sulla costa adriatica – avrà un importante test-match con Roseto, mentre in punta di stivale, splendida sfida (più di quanto non dica la classifica) Reggio Calabria-Matera, con i rispettivi ex allenatori Ponticiello e Benedetto a giocarsi una sentitissima sfida nella sfida. Agrigento in casa vuole celebrare Mian (unico in Silver meritevole di respirare l’azzurro alla corte di Pianigiani) e conquistare i punti in palio con Treviglio, risultato che può riflettersi e combinarsi anche con l’esito del “quasi derby” Ferrara-Mantova. Esordio leggero anche per coach Bartocci, che però con Bari dovrà emigrare da Chieti per via della squalifica del PalaTricalle. Due campi squalificati (dopo Recanati) in DNA non li ricordiamo da diverse stagioni: proviamo a seminare un po’ più di educazione e trasmettere maggior serenità nei palazzetti?

Time Out: se avessi a disposizione un minuto…

… saluterei con un forte applauso Giulio Cadeo (ex coach Torrevento Corato) perché l’esigenza di dare una scossa agli orange con il cambio di guida tecnica non potrà mai cancellare la cavalcata trionfale in DNB della passata stagione, chiusa con un triplo 2-0 nei playoff …