LBA 2019-20, 1ª giornata: l’MVP è Cameron Young

LBA 2019-20, 1ª giornata: l’MVP è Cameron Young

Young è subito protagonista nel colpaccio esterno dell’Acqua S. Bernardo Cantù sul parquet di Brindisi. Per la guardia statunitense, classe 1996, 22 punti in soli 24 minuti, con 5/8 da 3.

di Marco Arcari

L’MVP di Basketinside per questo primo turno della Serie A 2019-20 è Cameron Young, guardia dell’Acqua S. Bernardo Cantù, fondamentale nel primo “colpaccio” esterno stagionale. Indiscutibile infatti il valore del risultato maturato a favore dei biancoblu su un parquet, quello di Brindisi, che era stato violato solamente 4 volte nella scorsa RS (qui i dettagli). Cantù ha sfruttato appieno l’occasione, mettendo in mostra talenti molto interessanti oltre al già citato Young. Andrea Pecchia ha dimostrato di aver fatto fruttare debitamente l’esperienza in A-2 con Treviglio e di essere ormai pronto per giocare in pianta stabile al massimo livello italiano. Kevarrius Hayes non sarà Patrick Young, pur avendo fatto come quest’ultimo 4 anni coi Florida Gators in NCAA, ma ha già stupito per verticalità e atletismo. Jason Burnell ha invece dato solo un piccolo assaggio della sua versatilità, ma siamo certi che rappresenterà una bella sorpresa nel corso del campionato.

La copertina però è tutta per Young. Guardia classe 1996, 3 stagioni in NCAA alla Quinnipiac University. Coi Bobcats mise insieme 70 presenze a 19.3 punti di media, in cui mostrò tutte le sue doti di tiratore dalla distanza, guarda caso le stesse che sono risultate fondamentali nel successo di ieri sera al PalaPentassuglia. Inizio con 3 bombe e 11 punti nel 1° quarto, poi un po’ di fisiologica flessione, complice anche una partita caratterizzata da buone difese e da errori inusuali. Finale in crescendo e tripla del 67-64 per spezzare le ultime resistenze della formazione di coach Vitucci e testimoniare di essere giocatore “clutch”. Young ha chiuso con 22 punti (8/12 al tiro, 5/8 da 3), 3 rimbalzi e 1 recupero in meno di 24′ giocati, col secondo miglior plus/minus (+11). Sarà anche vero che tale statistica è ormai desueta e spesso inflazionata, ma attenzione a sottovalutarla.

Per Cantù una gran bella iniezione di fiducia, come dichiarato anche da coach Pancotto nel post-gara (qui le sue dichiarazioni). Per Young è stato invece solamente un assaggio di questa LBA 2019-20 in cui sarà sicuramente protagonista. L’eventuale controprova arriverà solo il 6 ottobre, quando l’Acqua S. Bernardo esordirà davanti al pubblico amico del Pianella dopo il turno di riposo. In quell’occasione, contro la Grissin Bon Reggio Emilia, il duello tra Young e Johnson-Odom sarà sicuramente una delle chiavi tattiche del match.

Non ce ne vogliano i tifosi delle altre squadre, sempre – e giustamente – pronti a far notare come l’MVP debba essere un altro giocatore rispetto a quello qui scelto. Risulta però inevitabile evidenziare due cose, per comprendere appieno questa rubrica. La palma di MVP, per definizione, viene assegnata tramite una variabilità di criteri che differisce da sport a sport. Nel singolo evento ci si riferisce solitamente al “giocatore della partita”. È chiaro allora che, come accade per l’EuroLeague, tale atleta debba appartenere alla squadra vincitrice del match. Ecco perché le nostre scelte hanno finora premiato giocatori appartenenti a squadre che, in quel turno, avevano trovato la vittoria.

Come la rubrica della scorsa stagione, anche questa vedrà una maggiore soggettività nella scelta del miglior giocatore di ogni singolo turno di campionato. Sarebbe altrimenti puro esercizio di copiatura quello di scegliere l’MVP semplicemente in base alla graduatoria della valutazione di giornata. Desideriamo pertanto scegliere soggettivamente, ovviamente motivando nei dettagli la preferenza, in base a diversi fattori. 1) Difficoltà dell’impegno anche in base a valore e cammino della squadra avversaria. 2) Continuità di rendimento del giocatore scelto nel corso della singola gara. 3) Analisi, non costante, dei cosiddetti “intangibles”.

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