LBA 2019-20, 2ª giornata: l’MVP è Josh Mayo

LBA 2019-20, 2ª giornata: l’MVP è Josh Mayo

Superba prestazione di Josh Mayo nel netto successo della Openjobmetis Varese a Trieste (92-62). Il playmaker biancorosso chiude con 32 punti, 6 rimbalzi, 7 assist e 5 recuperi, con un incredibile 43 complessivo di valutazione. Strabiliante lo show del 1° quarto: 20 punti (su 29 complessivi di Varese) con 3 bombe a bersaglio

di Marco Arcari

L’MVP di Basketinside per questo secondo turno della Serie A 2019-20 è Josh Mayo, playmaker della Openjobmetis semplicemente abbacinante nella sfida dell’Allianz Dome contro la Pallacanestro Trieste. Il 92-62 finale (qui il tabellino) in favore della formazione di coach Caja è stato propiziato, prolungato e concluso proprio dal regista, classe 1987, al ritorno in LBA Serie A dopo le esperienze (2013-14) con Sutor Montegranaro e Acea Virtus Roma. Mayo ha disputato una partita sontuosa, trascinando i compagni soprattutto nel 1° quarto, in cui ha realizzato 20 dei 29 punti di Varese, con giocate che hanno letteralmente strabiliato il pubblico triestino. Mayo ha anche realizzato i canestri della sicurezza nel momento in cui la Pallacanestro Trieste ha avuto qualche sussulto d’orgoglio ed è sembrata potersi riavvicinare nel punteggio.

Il 43 di valutazione arriva a 10 stagioni di distanza dall’ultima in cui un giocatore in forza alla Pallacanestro Varese aveva ottenuto un indice di almeno 40. Nella sfida contro Milano, valevole per la 1ª giornata di quel campionato, Ronald Slay chiuse con 46, grazie a una doppia-doppia da 33 punti e 14 rimbalzi. Per Mayo si è trattato della miglior prova in Serie A, con vari career highs: punti (32), rimbalzi (6), tiri realizzati (11), recuperi (5) e valutazione (43).

Quanto a Varese nel suo complesso, il +30 che è maturato sul parquet dell’Allianz Dome rappresenta una pronta risposta all’esordio da incubo contro Sassari. Coach Caja (qui le sue dichiarazioni post-partita) è garanzia di orgoglio, specie nel produttivo connubio con i colori biancorossi, ma nessuno si sarebbe potuto aspettare un successo tanto netto. Per ritrovare una così ampia vittoria esterna varesina bisogna risalire alla stagione 1994-95. Alla 17ª giornata, l’allora Cagiva espugnò infatti Montecatini col finale di 104-74. Trieste invece non aveva mai perso così nettamente una gara casalinga di Serie A.

Non ce ne vogliano i tifosi delle altre squadre, sempre – e giustamente – pronti a far notare come l’MVP debba essere un altro giocatore rispetto a quello qui scelto. Risulta però inevitabile evidenziare due cose, per comprendere appieno questa rubrica. La palma di MVP, per definizione, viene assegnata tramite una variabilità di criteri che differisce da sport a sport. Nel singolo evento ci si riferisce solitamente al “giocatore della partita”. È chiaro allora che, come accade per l’EuroLeague, tale atleta debba appartenere alla squadra vincitrice del match. Ecco perché le nostre scelte hanno finora premiato giocatori appartenenti a squadre che, in quel turno, avevano trovato la vittoria.

Come la rubrica della scorsa stagione, anche questa vedrà una maggiore soggettività nella scelta del miglior giocatore di ogni singolo turno di campionato. Sarebbe altrimenti puro esercizio di copiatura quello di scegliere l’MVP semplicemente in base alla graduatoria della valutazione di giornata. Desideriamo pertanto scegliere soggettivamente, ovviamente motivando nei dettagli la preferenza, in base a diversi fattori. 1) Difficoltà dell’impegno anche in base a valore e cammino della squadra avversaria. 2) Continuità di rendimento del giocatore scelto nel corso della singola gara. 3) Analisi, non costante, dei cosiddetti “intangibles”.

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