Momenti di Basket, di Sandro Spinetti/8 – Sulla scia di Bianchini…Giovanili: l’unica speranza!

di Sandro Spinetti

Premetto che lo scritto non vuole essere una critica, ma lo stimolo per riflettere sui nostri “difetti” e per correggerli, con il fine di migliorare il “prodotto finale”, valorizzare l’impegno quotidiano messo in campo da migliaia di persone ed attrarre al basket nuovi appassionati.

Oggi applaudiamo con orgoglio la Dinamo e Reggio Emilia, che in piccole realtà stanno facendo miracoli ai massimi livelli e con risultati a volte sorprendenti, certamente eclatanti e fortemente meritati.

Al pari o designata, la pretendente Olimpia Milano, che mostra il vero volto del nostro basket: presuntuoso, supponente e costantemente rimestato, per finire… vittima di un sistema proditoriamente esternalizzato (termine imprenditoriale per dire: affidiamoci agli esterni; sic stranieri).

Alla fine, il vertice, che dovrebbe essere trainante per l’intero Movimento, è fine a se stesso  ed i settori giovanili ne sono sempre più lontani e dimenticati.

Il dibattito sulla “improduttività” dei nostri Settori Giovanili e del nostro Basket in genere (sottolineato anche da Valerio Bianchini) è finalmente di grande attualità e mette al centro della riflessione 3 aspetti che condizionano negativamente la crescita dei nostri giovani:

–          La vittoria primo e spesso unico obiettivo di tanti Allenatori e Dirigenti; a cui si aggiunge il… peso dei Genitori,

–          La non sempre adeguata formazione dei Tecnici e degli Istruttori chiamati ad un compito così difficile come quello di creare dei Giocatori,

–          Il colpevole “baratto” del sudore dei “fondamentali” con l’esercizio di un basket “muscolare, frenetico ed omologato” che coinvolge, spesso e purtroppo, anche i giovanissimi.

Se poi aggiungiamo le norme imponi Under 20 ed i Formati, che alimentano un mercatino del niente, la frittata è servita.

Qualcuno dirà: “ ma se abbiamo prodotto 4 Giocatori da NBA “ ?  Se oggi la Nazionale può contare su un ottimo Gruppo di almeno 15/16 azzurri ? Se vinciamo anche Europei di categoria ?  Ma dov’è tutto questo declino ?

Purtroppo la crescita quantitativa è andata a scapito della qualità dei nostri Ragazzi e non ci ingannino le punte del Movimento, veramente poche rispetto al numero dei praticanti e quasi niente se rapportate alla qualità media dei giocatori (così da almeno 20 anni).

Vediamo tantissimi bambini iscriversi e praticare il Minibasket, ma ne registriamo la falcidia quando arriviamo all’under 13 e salendo di categoria in categoria, si assiste alla loro rarefazione.

Di chi la colpa di questo “empasse” ? Di tutti e di nessuno……………, ma alcune riflessioni e correttivi potrebbero essere formulati e presi in considerazione :

-Un mondo che cambia ed offre mille distrazioni, ma che va gestito in termini di qualità,

-Il Minibasket che chiama molti e ne elegge pochissimi,

-Gli Istruttori ed i Tecnici che fanno poca scuola e pensano all’esame delle…partite.

-I Genitori che credono di avere in casa il campione,

-I Dirigenti che pensano che vincere sia l’unico obiettivo.

-Le poche risorse che vengono “sacrificate” per le prime squadre.

-La penuria di impianti, frutto anche della nascita e crescita di tanti altri sport.

Gli unici “non colpevoli” sono proprio i nostri giovani che, come creta informe, si affidano ai troppi …….ceramisti per crescere e modellarsi.

Negli anni ’70 ed ’80 c’era un fioritura di ottimi giocatori e diversi campioni, poi un progressivo declino ed oggi, soffocati da troppe “lingue straniere” ci aggrappiamo a 4 affermati NBA e ad una 10^, comunque di interessantissimi emergenti, Gentile, Della Valle, Mussini, Imbrò…., che dovrebbero farci invertire la rotta.

Certo i crescenti costi di gestione non aiutano i bilanci delle Società ed i rimborsi spese (comunque legittimi) che hanno sostituito la passione (dei tempi andati), crea difficoltà nelle scelte (al ribasso) in tutti i settori (Istruttori, Tecnici, Giocatori).

Infine, gli impianti ormai insufficienti ad ospitare i tanti sport che sono nati e cresciuti negli ultimi 20 anni (calcetto in primis…) e tante Società di base debbono girovagare per la anguste palestre scolastiche, sovrapponendo il basket al volley, il volley alla pallamano, la pallamano al calcetto, al tennis tavolo, alle arti marziali, alla danza sportiva e via dicendo.

Di riflessioni (non di critiche) ne potremmo stimolare diverse, ma basterebbe che applicassimo pochissime cose per fare un bel passo in avanti: allenarsi ed allenare per e con passione, sentire forte il senso di appartenenza alla maglia, un pizzico di umiltà  e Fondamentali ! Fondamentali ! Fondamentali !

Di questo parleremo ancora e sarei felice di avviare un confronto e un apporto di idee.

Nel frattempo, complimenti alla Dinamo capoclassifica e grazie a tutti coloro che si interessano ed operano ogni giorno per questo sport, con l’augurio di : buona pallacanestro !

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