Numeri da…DNA! – Da Vico alla filosofia di una tripla

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Quanto sia affascinante un tiro da tre punti lo sanno più o meno tutti gli appassionati di pallacanestro. Dico più o meno perché ci sarà sempre qualcuno che dice il contrario. C’è persino chi vorrebbe tornare indietro nel tempo e vedere cancellato l’arco maggiore. Opinioni. La mia è basata su un discorso ben preciso. Perché togliere un elemento di così grande spettacolo? Perché? Si fanno meno penetrazioni. Va bene, facciamocene una ragione. Perché non premiare con un punto in più un tizio che fa canestro dai 6.75? Perché?

Il tiro da tre punti ti offre sensazioni bellissime. Quanto durerà la parabola che il pallone percorre? Un secondo? Forse anche meno. Fatto sta che se sei un tifoso riesci perfettamente a seguire ogni tratto percorso dal pallone fino alla fine. Riesci anche a capire se il pallone finirà dentro perché sei abituato a vedere tirare quell’atleta e sai quando fa canestro in che posizione ha piedi e mani.

Ho preso l’ispirazione per questo articolo dal canestro di Vico. Il canestro che ha permesso a Matera di andare all’overtime contro Mirandola. Se l’avete visto sapete di cosa sto parlando, altrimenti sul nostro sito c’è un link che vi permetterà di gustarvelo. Un tiro da tre punti, forzatino devo dire. In quelle condizioni chi non avrebbe forzato. Palla nel cesto e…si ricomincia da capo. Come se si fosse sullo zero a zero.

Questo è il tiro dall’arco maggiore. Quello che può svoltarti una giornata. Il discorso con i numeri conta relativamente. I numeri sono i 6.75 m dai quali si esegue. Contano solo quei centimetri che separano il tiratore dal canestro. Ci sono anche le percentuali ma quelle centrano poco con le emozioni.

Ho sempre sostenuto che un buon tiratore dovrebbe riuscire a chiudere la stagione al tiro da tre con una percentuale molto vicina al 40%. Sarebbe una delle ipotesi migliori.

Ad esempio il signor Vico di Matera attualmente è proprio al 40% da tre punti da inizio stagione. In media non prende tantissimi tiri dai 6.75, circa 3 a gara. Da inizio stagione ha tirato 73 volte facendo in 29 occasioni canestro.

Altro esempio di tiratore. Questa volta più efferato è certamente Vincenzo Di Viccaro. Mi è venuto in mente perché è il classico giocatore che se è in serata può letteralmente esaltarti per quante riesce a metterne. Nell’ultima gara della sua Agrigento ha totalizzato ben 17 punti segnando un bel 3 su 4 da due ma un non proprio positivo 3 su 11 da tre. In stagione Vincenzo sta girando dalla lunga distanza con un discreto 32% con 47 realizzazioni su 149 tentativi. Si sa i giocatori che ti fanno divertire possono anche sbagliare e Di Viccaro è uno di quelli. Ma voi che ce l’avete tanto con il tiro da tre punti provate ad assistere ad una sua gara. Poi magari ne riparliamo.