Obiettivo Basket, di Giancarlo Fercioni/39 – La TV del basket? Un “Magical Mystery Tour”

di Giancarlo Fercioni

Era uno degli album del periodo psichedelico dei Beatles: la super immaginazione elevata a musica e testo, la fantasia stravolta da acidi e altro. Cosa c’entra col basket? Per fortuna non molto, ma qualcosa sì: mi riferisco alla attesa televisione del basket, lanciata prima dell’All Star Game in Aprile con grande ottimismo come panacea di tutti i problemi della pallacanestro italiana.

A parte che recenti interviste fatte a chi dovrebbe occuparsene dal punto di vista organizzativo e produttivo dichiarano che al momento la Federbasket è in un momento di riflessione. Lancio non semplice, impegno economico, ma una data ancora non c’è. Lo ha espresso in tempi non sospetti Beatrice Coletti, nuovo C.E.O. di Sportcast, la casa di produzione di Supertennis che dovrebbe essere coinvolta nel lancio del canale.

Ricordo che in aprile, scrissi che il paragone con il canale del tennis non era proponibile: quest’ultimo se non effetua le riprese, non ha costi di produzione. I tornei e le partite sono giá realizzati e confezionati, non ci sono costi di produzione e satellitari se non per la “discesa” del segnale e la messa in onda. Il campionato italiano è prodotto solo da Rai (2 partite a settimana) e dalle televisioni locali spesso con standard rivedibili, nonostante l’obbligo di produrre le partite con le 4 telecamere +1 per l’instant replay obbligatorio.

L’Eurolega, trasmessa e realizzata in Italia da Fox Italia, ha dei costi sia per i diritti che per la produzione dovuta (per reciprocità) e l’ Eurocup è spalmata su Eurosport, Sportitalia e alcune locali sempre con il dovere di reciprocità di produzione. Poi ci sono i piccoli tornei di pre e post season che vengono trasmessi random. L’Nba ora é anche lei su Sky e costa. Poi c’è l’affermazione ( Catalano docet…) che la televisione aumenta la visibilità. Se sai che c’é e quindi la vedi….

Il problema vero é quello che si sta cercando di risolvere redistribuendo il conquibus Coni in base ai tesserati e non al calcio tout court. Sopratutto cercando di sensibilizzare e reintrodurre quella che ai miei tempi si chiamava ginnastica o educazione fisica, ora motoria o qualsivoglia altro termine politicaly corrrect.

Lo sport nelle scuole, i tornei, i giochi della gioventù: insomma lo sport per i ragazzi e non un ora buttata per fare qualsiasi altra cosa. Purtroppo dopo il fascismo, l’ora di ginnastica é sempre stata vista con sospetto di orbace e quindi dileggiata e osteggiata e invece la rinascita dello sport e del basket in particolare parte da qui e non dalla tv. La televisione é una cassa di risonanza che però, per risuonare ha bisogno di suono.Quindi…

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