Obiettivo Basket, di Giancarlo Fercioni/40 – Ci piace questo basket in TV? E’ sempre il “sugo” che conta…

di Giancarlo Fercioni

Quando mi capita di pontificare sui massimi sistemi televisivi (cerco di evitarlo, ma spesso non me ne accorgo, scusate!) faccio sempre, da bravo rimbambito, un esempio quando si parla di gradimento e ascolti. Una delle partite più viste di sempre fu una della nazionale di calcio in un giorno di sciopero Rai, dove venne concesso in delega di produrla con un monocamera e senza commento giornalistico: più ai minimi termini di così….

Di questi tempi , sia su Rai per il campionato che Sky per l’Eurolega la configurazione telecamere non è ricchissima: certo sufficiente per produrre immagini egregie se realizzate e scelte con cura ma con limiti fisici se si vuole ampliare il racconto a situazioni esterne al gioco o particolari dell’incontro da estrapolare (…oggi dizionari a colazione e pranzo…). Questa settimana, grazie alla storia delle partite molto intensa nel suo svolgimento e alle regie che hanno raccontato correttamente quello che accadeva in campo, è successa una cosa simile sia in campionato (derby Milano Cantù) che nelle coppe con Sassari che vince per la prima volta in Eurolega contro la ex squadra di Sabonis e Jasikievicus .

Lo so che mi do la zappa sui piedi, in quanto regista: dovrei sottolineare che più telecamere e replay ci sono e meglio è, e in effetti per certi versi è così, però quello che voglio evidenziare è un altro aspetto. D’accordo la tecnologia, la ricchezza di mezzi e i gadget tecnologici ma se il contenuto è debole, se quello che capita in campo è noioso, ripetitivo, poco avvincente puoi infiocchettare la confezione finchè vuoi ma poco conta. Un esempio modello Masterchef: se l’impiattamento è bellissimo, curato e piacevole ma poi quando lo mangi non sa di niente o ha un pessimo sapore, ci torni in quel ristorante? E se gli ingredienti una volta sono perfetti e ben cucinati e la volta dopo sono stracotti o crudi o insipidi, cosa fai la prossima volta? Il basket italiano purtroppo è in questa situazione: squadre che sono una rampa di scale sopra, altre che sono più in basso delle cantine e altre ancora che sbaraccano nonostante le affermazioni di alcuni dirigenti che dicono che “… il basket italiano gode di ottima salute… “. E qui torniamo il discorso di rifondare dalla base questa nostra pallacanestro: scuole, giovani, famiglie, istituzioni sportive e non, promozione, nuove strutture. Se non si riparte da qui, posso fare un copia e incolla e rimandare sempre lo stesso pezzo, poco cambia.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy