PlaNetBasket/4- Basket e Hip Hop,una miscela esplosiva spiegata in 10 capitoli: Deal The Beat Krusher

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Nonostante il basket sia stato partorito dalla mente di un distinto professore canadese, è evidente che ha trovato il suo ambiente più congeniale, nei popolosi sobborghi delle metropoli statunitensi, dove questa disciplina sportiva è stata elevata ad uno satus di arte misto a leggenda, senza contare il numero impressionante di ragazzi neri senza speranza di un futuro dignitoso, che grazie ad una palla a spicchi, sono diventati personaggi simboli dello sport mondiale, ogni sobborgo metropolitano delle varie città: NY, Detroit, Chicago, Phila, LA, Dallas, Boston ha le sue leggende del playground , diventate stars planetarie, allo stesso modo, questi posti dimenticati dalla legge e dal benessere, hanno prodotto un movimento culturale a dir poco rivoluzionario, l’Hip Hop, capace anch’esso di creare miti, ma soprattutto di cambiare il mondo della musica, dell’arte, della moda .Ed è quindi soprattutto in quei luoghi che i due fenomeni, pallacanestro ed Hip Hop trovano il modo di convivere, abbracciarsi e confondersi, video musicali pieni zeppi di scene di basket, film sul basket con colonna sonora Hip Hop, giocatori dell.NBA che incidono dischi Rap (Allen Iverson, Troy Hudson), rappers che giocano a basket ad alto livello (Master P), produttori musicali che investono anche nello sport (Jay-Z / Brooklyn Nets), sono solo alcuni esempi concreti, ma c’è di più, il modo di vestirsi, il modo di atteggiarsi, il modo di muoversi, rappers a ballers sembrano davvero un unica grande tribù, in cui tutto si fa al ritmo di un beat sporco e raffinato insieme, potente ed elegante contemporaneamente, elementi contrastanti che producono una qualità visiva, sonora ed emozionale enorme, sia per chi le segue da spettatore , sia per chi le vive da protagonista, una miscela esplosiva appunto. E in Europa? E nelle nostre palestre?Nei nostri campetti? Beh, il background culturale e sociale sono diversissimi, specialmente in Italia , penisola Iberica, Balcani, Europa Orientale , un po meno nel nord Europa, Francia, Gran Bretagna, dove le minoranze nere sono imponenti e determinanti nella società, ma nonostante queste differenze , la “miscela esplosiva”la trovi anche qua, sarà per scimmiottare alla meno peggio gli americani o c’è qualcosa di più? Non è che siamo di fronte ad un fenomeno globale in grado di adattarsi, anzi di arricchirsi con le diversità culturali che incontra in ogni parte del pianeta? La risposta probabilemte è negativa per quanto riguarda la prima domanda e positiva per quanto riguarda la seconda, è proprio di queste l’annuncio che le Finali di Coppa Italia LNP in programma a Marzo a Rimini, si chiamerà RHTYHM’N’ BASKET vedrà il connubio basket/hiphop protagonista ai massimi livelli,grazie alla sponsorship di Hip Hop tv e alla presenza di alcuni artisti importanti. Noi di PNB crediamo che sia un argomento così interessante da doverlo approfondire, inevitabile a questo punto coinvolgere un nostro amico del campetto e non solo, Deal The BeatKrusher aka Mauro Bottoni, baller di Nichelino(TO) 34enne, con esperienze nelle minors locali di ogni forma e specie, oltre che personaggio riconosciuto e conosciuto su tutti i playground torinesi, ma anche e forse soprattutto elemento di spicco della scena Hip Hop italiana, in qualità di MC, Beatmaker e organizzatore di eventi. 10 domande per lui , che ci chiarirà forse il segreto della “Miscela”, o forse no, ma di sicuro gli argomenti stimolanti non mancheranno. PRIMO Deal raccontaci quale delle 2 strade (Basket o Hip Hop) hai incrociato per prima.. Anche dove e perchè naturalmente… Nei primi anni ‘90 le 2 strade mi si sono mostrate quasi in contemporanea. Ero un ragazzino, frequentavo le scuole medie, ero in seconda nell’estate del ‘92, avevo 12 anni e come ben sapete, quello fu l’anno del DREAM TEAM a Barcellona. Quell’evento fu determinante per me, anche perchè il basket non l’avevo mai seguito molto… ero un karateka con buone doti atletiche ed ascoltavo principalmente musica pop. Ricordo che dopo quell’estate a scuola iniziarono a girare i primi tape dei Run DMC, Public Enemy, Beastie Boys, nei corridoi durante l’intervallo i ragazzi si riunivano in cerchio e provavano i passi di break dance che vedevano fare ai fratelli più grandi ed in più durante educazione fisica iniziammo ad usare i primi palloni da basket. Quindi la risposta è ‘92, scuola media Kennedy a Nichelino (TO) quello è stato il luogo del contagio! SECONDO Indipendentemente dal fatto che tu  le abbia conosciute di realmente, ci sono delle persone che hanno influenzato positivamente il tuo percorso in entrambe le avventure? Assolutamente si! Nell’Hip Hop e nel basket i miei fratelli con cui ho iniziato il percorso sono stati fondamentali nella mia formazione e crescita. Hopus (Dario Di Rienzo) e Davee (Davide Brusa) sono stati i primi con cui ho condiviso ambedue le passioni. Non esisteva condizione metereologica che ci impediva di giocare a basket o impegno che ci distogliesse dall’ascoltare i vinili comprati da Rock’n’Folk. Fin dal primo momento in cui ci siamo conosciuti, che se non erro fù l’estate del ‘93, per parecchi anni a seguire era un continuo scambio di informazioni, musica, basket e sopratutto un sacco di risate. Tutto ciò ci ha portato nel ‘95 a conoscere altre persone fantastiche e determinanti per quanto riguarda lo scambio di knowledge, alle quali ci siamo uniti grazie alla passione comune per l’Hip Hop e con cui nel ‘96 formammo ciò che il pubblico conosce come Gate Keepaz Crew. TERZO I 2 momenti più alti, o che ricordi con più piacere, legati a queste 2 passioni… Nel basket, come hai scritto nell’introduzione, il mio massimo è stato giocare in Promozione con 2 squadre di Moncalieri, prima col Dravelli e poi con PMS. La cosa che posso dirti è che a cavallo tra i 19/20, ricordo un sacco splendide giornate passate sui Playground Nichelinesi ed una serie infinita di partite ai 101 giocate sotto il sole cocente in cui credo di aver espresso il mio massimo a livello di atletismo. Ultimamente il mio gioco è cambiato molto, ho sicuramente perso a livello di atleticità, ma sono convinto di aver guadagnato in qualità, …d ‘altronde 20 anni di esperienza in qualche modo si dovranno pur far sentire!!! Quello che ho imparato è che ogni giornata può essere piena di splendide giocate e di soddisfazioni personali che ti gratificano di ogni minimo sacrificio.Per quanto riguarda l’Hip Hop… non sono mai stato un professionista, non ho mai campato di questo, ho sempre lavorato fin da ragazzino (imbianchino/tecnico informatico) e quindi il mio approccio si è sempre basato solo ed esclusivamente sulla passione, sulla ricerca e sull’amore per questa cultura che è naturalmente mutato negli anni. La mia crescita è tutt’ora constante, non smetto mai di imparare e ci sono sempre molti input e stimoli da cogliere e da trasformare in nuove vibrazioni. A volte mi sento più ispirato nella scrittura, altre nella produzione… col tempo sono diventato iper critico nei miei confronti e a pretendere sempre molto, ma ho anche imparato ad accettare e a dare il giusto valore alla mia arte, consapevole che ciò che non capisco oggi forse lo capirò domani e che quindi non è mai da buttare, ma da conservare in attesa di trovare la giusta chiave di lettura.Tra il 1995 e il 2000 ho conosciuto la fama, portata dal lavoro fatto con i Gate Keepaz, che a detta di molti è stata una delle realtà più valide nella musica Hip Hop in Itali. Io ne sono orgoglioso e sono grato a tutte le persone che ci hanno supportato e riconosciuto allora come oggi, ma sono anche consapevole che ciò che sono adesso, con l’esperienza e le sfide che la vita mi ha sottoposto, è qualcosa di molto più grande di ciò per cui la gente mi ha conosciuto e che il momento più alto, quello per cui verrò ricordato, deve ancora venire. QUARTO Ti capita più spesso di parlare di Hip Hop con gente che gioca a basket, oppure il contrario? Insomma qual’è la categoria più poliedrica , i playaz o i rappers, qui in Italia intendiamo.

Per la mia esperienza, in Italia, basket e Hip Hop non è matematico che vadano a braccetto. Conosco tanta gente esperta di Cultura Hip Hop che di basket non ne sa assolutamente niente, così come conosco un tanta gente super esperta di basket che conosce solo gli stereotipi dell’Hip Hop. In tutti e due i campi conosco comunque tanta gente con cui passerei giornate intere a parlare!!!
QUINTO
Il tipico street baller va in in astinenza fisica se non abha la palla in mano per troppi giorni, vale la stessa cosa per la manipolazioni dei vinili, delle drum machine ecc.? O magari essendo una situazione più cerebrale , si trova il modo si sublimare il bisogno anche indirettamente, solo con l’ascolto per es. come fanno i “basketball addicted”  che si ammazzano di partite guardate in tv e dal vivo..
Io vado in carenza in tutti e due i casi!!! Sono cose che fanno così tanto parte della mia vita, da così tanto tempo, che ho bisogno di ambedue le cose con scadenze piuttosto ravvicinate.
La cosa di cui sono dipendente è lo stato di libertà in cui vengo proiettato a livello mentale nel momento in cui sono coinvolto in una partita di basket, così come durante la produzione o la scrittura di un brano. Quando sono in quella condizione mentale sono in grado di esprimere realmente me stesso al 100% con tutte le tecniche di cui dispongo ed anche le imperfezioni… che fanno comunque parte del mio essere ed è giusto e normale che emergano.
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SESTO
La cosa che sorprende spesso nel basket è il ribaltamento delle attitudini, molto spesso persone molto organizzate, competenti e capaci nella vita di tutti i giorni, fanno fatica a comprendere meccanismi e movimenti che in campo sono efficaci, e magari dei sempliciotti ti tirano fuori letture tattiche clamorose, c’è una certa dose di imprevedibilità, a dir poco, per non parlare delle giornate storte o di quelle di grazia, inevitabili , anzi quasi normali, è un parallelo che regge anche davanti alle macchine o ad un microfono?
Assolutamente si!!! Certamente l’esperienza e la determinazione nel raggiungere un certo risultato sono fondamentali, ma anche la spensieratezza e la spontaneità sono altrettanto determinanti su un campo da basket così come su un palco. Ci sono elementi che devi possedere e che devi essere in grado di controllare come la posizione in campo, il palleggio o una cultura generale che spazia in vari argomenti e la capacità di parlare di fronte ad un pubblico… ma poi ci vuole anche il genio nel leggere un movimento che può innescare un passaggio che taglia in due la difesa o un virtuosismo che ti crea uno spazio per andare a canestro in modo spettacolare, piuttosto che nel ribaltare concetti in rima totalmente improvvisati chiudendo barre impensabili… beh… quello è imprevedibile e per quanto il tuo avversario o il pubblico possa essere preparato… quando sei in giornata non c’è niente che ti frena!!! …ma è anche vero il contrario!!!
SETTIMO
Ci sono delle competenze specifiche che hai acquisito nella pratica di una delle 2 “specialità” che ti tornano utili anche quando sei nell’altra veste? L’equlibrio mentale e fisico , la resistenza alla fatica, il controllo del tempo a disposizione, la coordinazione indipendente degli arti…O qualcos’altro che neanche immaginiamo
 Inizio citando questa frase dal film He Got Game…. “Il Basket è come poesia in movimento. Tu entri in campo, ti trovi un tizio fra i piedi, lo aggiri da sinistra, te lo porti a destra, lui rimane in dietro, e tu… proprio in faccia. Poi lo guardi e dici ‘e allora?’ L’attitudine è la prima cosa!!! Questa frase è dannatamente Hip Hop!!! Lo stile, la tecnica e la voglia di battere il tuo “avversario” grazie alle proprie skills sono cose che ritrovo in tutti e due gli ambienti. Il tutto visto come sfida e stimolo al miglioramento della propria persona, e mai all’umiliazione e o degrinazione degli altri. Logicamente la forma fisica e il fiato sono fondamentali per poter reggere una performance live. Su di me ho notato una cosa… per qualche tempo non ho fatto sport a causa degli impegni lavorativi e conseguente gestione delle priorità del quotidiano, in cui la musica e la vita privata venivano prima del basket, ed il risultato che ho riscontrato è stato che man mano ho avuto un calo generale della creatività che è di conseguenza andato ad intaccare l’elasticità mentale necessaria nella produzione musicale. Da quando ho ripreso con costanza a giocare mi sento più ispirato e la musica che creo la trovo qualitativamente più valida e meno “ottusa”.
Closer
 OTTAVO
Parliamo di attualità, dove giochi adesso a basket e che cosa stai progettando a livello musicale.
 Attualmente sto giocando in una squadra chiamata Nichelino Hesperia, stiamo facendo campionato UISP ed i risultati purtroppo non sono dei migliori. Diciamo che essendo reduce da 6 mesi di pubalgia, già solo il fatto di rientrare in campo e riuscire a muovermi senza troppo fastidio per quest’inverno è già un ottimo risultato. L’obiettivo è quello di tornare in forma per l’estate! Musicalmente parlando invece sono coinvolto in vari progetti, alcuni da protagonista dietro le macchine ed altri come guest. Sparo dei nomi con cui sto facendo robe senza entrare nel dettaglio dei singoli progetti… WalteriX, Maury B, Contempla, Rawl MC, Smooth Da Hustler, Giò Lama, etc… Devo dire che ultimamente le cose che produco e scrivo mi piacciono molto a livello di maturità e qualità… ed anche quì… 20 anni di esperienza si fanno sentire!!!
NONO
In riferimento al basket, sei recentemente diventato anche un organizzatore di tornei, facendo parte,  del collettivo WeGotGame...Com’è nato questo progetto e soprattutto come continuerà?
 WGG è un idea che coltivo da diverso tempo e che per un motivo o per l’altro non ero mai riuscito a concretizzare. Negli ultimi anni, partecipando ai vari tornei estivi, ogni volta mi ripetevo, che avrei dovuto darmi da fare per farlo diventare realtà, finchè non ne ho parlato con alcuni amici  e tutti bene o male avevano in testa qualcosa di simile, a quel punto, chi in un modo chi nell’altro, ha messo a disposizine le proprie risorse e a giugno 2013 abbiamo iniziato a lavorare per il primo evento tenutosi il 15 settembre 2013. Abbiamo recuperato sponsor e diffuso il verbo sui vari campetti ed anche se all’ultimo minuto siamo dovuti migrare indoor causa pioggia, siamo riusciti a superare tutti i problemi logistici del caso ed abbiamo portato a casa un torneo da 24 squadre e partite no-stop su 2 canestri dalle 10 del mattino alle 8 di sera. Nei giorni a seguire in rete ne hanno parlato estremamente bene e tutti i partecipanti sono rimasti contenti dell’organizzazione oltre che dai vari gadget ricevuti (grazie agli sponsor che ci hanno supportato), che hanno contribuito a lasciare un buon ricordo. Dato che il primo evento era andato meglio delle nostre aspettative e visto che non avevamo voglia di aspettare 1 anno per ripeterci, abbiamo deciso di proporre una tappa invernale che si terrà il 16 Febbraio 2014 sempre a Nichelino e sempre alla palestra Gramsci di via cacciatori.Ci tengo a precisare lo scopo del progetto,raccogliere soldi per aiutare il Comune di Nichelino a sistemare un Playground completamente vandalizzato,con il sogno di farlo diventare una dell “court” più chiacchierate dell’area Torinese Questo in previsione dell’evento più grosso che stiamo organizzando per l’estate e che vedrà un consistente ampliamento dell’evento.
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DECIMO
 Proprio in relazione a WeGotGame , sappiamo che probabilmente verrà prodotto un videoclip musicale che fungerà da lancio di un torneo estivo, questa volta il basket e la musica saranno insieme, come e più del solito…una nuova sfida per te a 360 gradi
Esattamente!!! Questo è uno dei progetti a cui sto lavorando!!! Qualcuno magari ricorderà che nel 1999 su “Dietro Il Cancello” dei Gate Keepaz era presente un brano chiamato “Street Funk Players” in cui io, Hopus e Davee celebravamo le nostre imprese sul playground….arrivati a questo punto dare un seguito a quella traccia, celebrando questa nuova avventura che è il “We Got Game” mi sembra cosa buona e giusta!!! Voi che dite???

    Fotografie su gentile concessione di  by PlaNetBasketKGpro ,”King Bee” Brisu , Piero “Ali” Passatore , Tristano “TRIZTA” Ferrero e Cristiano Ferreira

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