“Punto e Virgola – il basket tra politica e tecnica”/4 – I giudizi affrettati aggravano i problemi?

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La stagione agonistica in corso si sta avviando verso la fine; certamente molti giudizi affrettati potrebbero essere ribaltati o quanto meno ridotti, prima della fine dei giochi, pero’ una delle costanti presenti in ogni campionato, dai professionisti sino ai dilettanti e spesso anche alle categorie amatoriali, resta l’abitudine italiana consolidata di cambiare per primo l’allenatore, quando i risultati del campo non sono positivi e poi via, via a seguire alcuni giocatori, prima voluti fortemente e poi scaricati senza batter ciglio, per chiudere con cambi anche di G.M., Assistenti, preparatori atletici etc.etc.; insomma niente di nuovo sotto il sole della nostra pallacanestro.

Se per un attimo pensassimo ad alcuni coaches negli USA, ma anche in Europa che hanno guidato la o le loro squadre, spesso tanti anni, si puo’ capire non solo la diversa mentalita’, ma anche la professionalita’, la passione e l’attaccamento di questi colleghi ai colori della o delle societa’ che hanno guidato o che continuano a condurre (vedesi le carriere di alcuni grandi coaches e giocatori che hanno segnato la storia di alcuni club). A questo punto mi sorgono spontanee delle domande: La costruzione tecnica di una squadra la fanno gli allenatori, i Procuratori, i G.M. oppure i presidenti? Perche’ spesso e purtroppo avviene che ognuna di queste persone importanti per qualsiasi societa’, lavorino poco in sintonia tra loro e cio’ si traduce con risultati negativi, mentre se invece questa fase precampionato venisse curata collegialmente, probabilmente si farebbero meno errori di valutazione.

 

A questo proposito ricordo la lettera scritta da un giocatore in occasione del rientro al basket giocato, dopo 10 anni di Assenza: “Carissimi  Atleti e Dirigenti, Prima di AugurarVi un FELICE e PROSPEROSO Anno Nuovo desidero inviarVi alcune considerazioni: Per prima cosa le mie scuse se qualche volta ho sbagliato in occasione di qualche allenamento o partita; senza errori non si potrebbe migliorare, l’importante è commetterli in buona Fede e con la convinzione di Non rifare le stesse Mancanze. La nostra Squadra e la Società ….. possono fare molto di più, siamo sulla buona strada e dobbiamo continuare a impegnarci sempre di più se desideriamo raggiungere degli obiettivi Importanti. Nel basket come in ogni disciplina sportiva e nella vita quotidiana, Non  si raggiungono Mete Interessanti senza l’Impegno, la Volontà e la Passione che ognuno Deve mettere al proprio e all’altrui servizio. Una squadra diventa vincente soprattutto quando ogni singolo elemento Cancella il proprio Egoismo e si mette al SERVIZIO del GRUPPO; pensiamoci un istante e capiremo che è meglio parlare e  agire con il Noi e Non con l’io, poiché solo così ogni elemento del gruppo starà al servizio di tutti, per ottenere  una sincronia completa e Forte, difficile da battere e comunque sempre pronta a migliorarsi. Gli allenamenti, le gare e tutto il resto devono  essere vissuti con estremo impegno e soprattutto con una sana Allegria che deve  contagiare tutti noi, il nostro pubblico e gli eventuali sponsor che possono arrivare ed aiutarci solo  se vedranno una societa’ SANA e COMPETITIVA al massimo. Infine rivolgo un caloroso augurio  di BUON ANNO a tutti gli atleti, dirigenti, arbitri e all’intera Federazione sia Regionale che Nazionale; la mia lettera è spontanea e dovuta  poiché ritornare al BASKET giocato dopo 10 anni di assenza, per motivi di lavoro, per me è stata,è,e sarà una gioia molto grande, quindi era doveroso metterla per iscritto e condividerla con tutti voi”.

A questo punto non vorrei passare per un professore che si erge sulla cattedra, ma solo come un modesto osservatore di dati inconfutabili che provengono dai nostri campionati. Prendendo come esempio gli ultimi 10 anni, magari fermandoci solo sui dati della A1 e A2 scopriamo che in media la meta’ delle societa’ CAMBIA il CAPO Allenatore dopo Cinque o Sei risultati negativi in sequenza; passando poi ai giocatori Stranieri si registrano dei Tourbillon di cambi continui gia’ nel girone d’andata, per poi seguitare in quello di ritorno e per finire anche prima degli eventuali Playoff o Playout. Passando poi ai famosi PAO o ai Corsi federali si ascoltano delle lezioni tecniche che sottolineano tra l’altro valori come l’affiatamento di squadra, l’importanza degli automatismi d’attacco e difesa, l’attaccamento alla societa’ ,il rispetto dei tifosi e dei media etc.etc., ma poi quando si decide di cambiare qualcuno o qualcosa, si dimentica tutto e le colpe sono scaricate sempre sugli altri o sulla sfortuna e spesso anche sugli arbitri, la lega e la federazione.

 

Lo scaricabarile è uno sport d’elite in casa nostra, dobbiamo solo sperare che al piu’ presto tutti proprio tutti faremo dei bagni di umilta’ e ci metteremo a lavorare duramente come fanno i minatori o i muratori. Il tempo dei parolai e dei lecchini sta volgendo al tramonto definitivo? La speranza in un futuro migliore è viva e va coltivata sempre, non solo nel basket, ma in ogni attivita’ umana.