Referee Inside: il contatto involontario può essere fallo?

Interessante analisi di un’azione che ha fatto discutere.

di La Redazione

Oggi con i nostri esperti di WeRef andiamo a pescare dalle Final Four di Coppa Italia femminile giocata lo scorso weekend al Taliercio di Mestre (VE) una giocata che ha fatto discutere, dai commentatori, fino a tifosi e gli stessi addetti ai lavori.

Finale tra Schio, in rosa, e Lucca, in bianco.

Cosa è successo: Giorgia Sottana (19 rosa) prova a controllare una palla vagante. Nello stesso momento Jilian Harmon (12 bianco) scivolando sul parquet prova a soffiare la palla alla Sottana. Nel proseguo della scivolata Harmon colpisce con il ginocchio il volto dell’avversaria: l’arbitro sanziona un fallo antisportivo contro la stessa Harmon.

La situazione è complessa e meno lineare di quanto possa sembrare a prima vista: il contatto ha creato un danno, ma è stato comunque accidentale; se così è, come mai l’arbitro ha sanzionato un fallo antisportivo?  Leggendo il regolamento (Art. 37), scopriamo che deve essere considerato antisportivo un contatto falloso di un giocatore che, a giudizio dell’arbitro, è:

  • Non un legittimo tentativo di giocare direttamente la palla nello spirito e nell’intento delle regole.
  • Un contatto eccessivo, duro causato da un giocatore in un tentativo di giocare la palla.

Il regolamento non tiene assolutamente conto della volontarietà del contatto nella valutazione del fallo, sia esso “normale” o antisportivo; ciò detto, possiamo escludere il primo pallino, visto che la giocatrice di Lucca aveva la possibilità di giocare la palla. Resta il secondo punto: il contatto è stato senz’altro duro ed è stato causato dal fatto che nel tentativo di rubare il pallone Harmon ha completamente perso il controllo del corpo. A caldo, vista la dinamica dell’impatto, un fischio di fallo antisportivo può apparire plausibile; la stessa azione vista in televisione mostra comunque un danno limitato per la giocatrice di Schio, che si è rialzata senza particolari conseguenze. Vista l’accidentalità del contatto, a freddo, si potrebbe propendere per un fallo personale. 

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