Referee Inside: interferenza a canestro

I nostri amici di WeRef.it tornano sul discusso finale di Torino-Orlandina per spiegarci cosa dice il regolamento a riguardo.

di La Redazione
Della situazione si è parlato, scritto e letto molto! In questo vortice di parole, opinioni, commenti, anche molto autorevoli, abbiamo notato in generale un uso abbondante del “secondo me”! Purtroppo o per fortuna il basket si gioca "secondo le regole".

Seguendo la filosofia di WeRef.it, non ci occuperemo del giusto/sbagliato - anche perché esiste una interpretazione ufficiale data dagli organi preposti- ma cercheremo di guidare il lettore nei meandri della regola e delle interconnessioni con il protocollo instant replay system; faremo una piccola divagazione sul come potrebbe essere, senza dimenticare "il fattore umano" che comunque nel bene e nel male deve rimanere una componente del gioco.

Sulla rimessa dopo il time out con la palla portata in attacco (il giocatore dovrebbe avere, almeno in partenza, i piedi a cavallo della linea) la palla colpisce il tabellone (non parte il cronometro); abbiamo un contatto sotto canestro (atletico) ininfluente; l'arbitro che ha amministrato la rimessa comanda ancora il cronometro - correttamente fermo - fino al tocco del 5giallo; un piccolo aiuto potrebbe arrivare dal tavolo per il tempo che parte al momento giusto. Un salto all'indietro, il difensore va a vuoto, ed il pallone vola verso il canestro, quando nella sua parabola discendente è intercettato da un difensore. L'intervento è valutato legale e la sirena che sancisce la fine della gara. A prima vista e a velocità normale l'intervento può sembrare illegale: ricordiamo a tutti che comunque la televisione ha solo due dimensioni (larghezza e altezza) e sicuramente nel caso specifico la profondità gioca un ruolo fondamentale: infatti pur essendo il tiro in parabola discendente, se a giudizio dell'arbitro la palla non avesse avuto la possibilità di entrare nel canestro (corto - lungo – storto), l'intervento del difensore sarebbe comunque legale. Altresì, come si evince da una attenta e ripetuta visione dei vari replay, il pallone, al momento del tocco difensivo, ha una piccola porzione al di sotto dell'anello, cosa che renderebbe fisicamente impossibile il suo ingresso nel canestro. Vogliamo sottolineare, come fatto in occasione di un caso analogo sullo stesso campo (Torino-Venezia 8^ di andata), che il tempo e lo spazio decisionale sono veramente minimi: centesimi di secondo per leggere la giocata, differenze di pochi millimetri per capire se la palla abbia ancora possibilità di entrare nel canestro. Qualcuno ha invocato l'uso dell'IRS, correttamente usato pochi attimi prima per determinare il valore di un tiro; allo stato attuale il protocollo non prevede l'utilizzo dello strumento elettronico in caso di interferenza. Questo per ovvie ragioni legate al flusso del gioco. Infatti la violazione (reale) o presunta tale potrebbe essere fischiata o non fischiata e qui entriamo nel fanta-regolamento: nel caso di fischio, se verificata il gioco riprenderebbe come previsto dalle regole (canestro realizzato) mentre se non verificata si dovrebbe ricorrere alla regola del possesso alternato e assegnare la palla alla squadra indicata dalla freccia. I problemi sorgerebbero in caso di non fischio: infatti sarebbe necessario prima stabilire i tempi di intervento (successiva palla morta?); in ogni caso, una volta consultato l'IRS se la violazione viene verificata bisogna attribuire i punti (retroattivi?); se la stessa non viene verificata, bisognerebbe lasciar perdere: in entrambi i casi come nel caso di errore correggibile si potrebbe riprendere dall'interruzione. Probabilmente molti di voi si saranno già persi, a qualcuno sarà pure venuto mal di testa, ma provate per un momento ad immaginarvi in campo con il fischietto in bocca: da coda, dopo aver amministrato la rimessa in gioco, fate partire il cronometro, ma siete dal lato sbagliato e il canestro vi impedisce di vedere l'intervento sul pallone, da guida avete davanti il tabellone-il traliccio-macchine fotografiche e telecamere incerottate, visuale zero! Da centro avete il cronometro, il tiro da tre, eventuali contatti sul e dopo il tiro, la parabola del pallone ed un dubbio: quell'incosciente del difensore l'avrà toccata sopra o sotto il livello dell'anello? Facile, a caldo, protestare su una sensazione, magari ingigantita dalla percezione del senso di ingiustizia. Facile, a freddo, fare analisi passando e ripassando le immagini frame by frame, comodamente seduti in poltrona. Facile pensare che la tecnologia possa spazzare qualunque dubbio! Dobbiamo imparare a buttare via ciò che distrugge e continuare a prendere gli spunti per crescere e migliorare, se niente può essere perfetto almeno possiamo provare ad avvicinarci! Continuate a seguirci sul sito e sulla pagina Facebook!
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