Serie A, 17ª giornata: l’MVP è Cameron Wells

Serie A, 17ª giornata: l’MVP è Cameron Wells

Il classe 1988 è debordante nella vittoria di Varese su Milano, con una performance da 23 punti, 7 rimbalzi e 5 assist

di Marco Arcari

Varese coglie un fondamentale successo contro Milano – bestia nera dei varesini negli ultimi anni – e si gode un Cameron Wells autore di una prestazione a tutto tondo. Proprio il numero 22 biancorosso si aggiudica il nostro riconoscimento di MVP di questo 17° turno di Legabasket Serie A, grazie ad una valutazione personale di 34, frutto di un tabellino che dice 23 punti, 7 rimbalzi, 5 assist e 2 recuperi a fronte di un solo turnover causato. Impressionante la qualità offensiva di un giocatore che sembra aver voluto mettere le cose in chiaro dopo l’arrivo di Tyler Larson: nel caso vi fossero dubbi nelle rotazioni, la prova di Wells contro l’Olimpia li spazza via, per quanto l’innesto di Larson risulterà molto utile ai varesini nella restante parte di stagione (ieri decisamente bene all’inizio, salvo poi perdersi strada facendo ma chiudendo comunque con 4 punti, 4 rimbalzi e 4 assist in soli 13′ sul parquet del PALA2A).

Tornando a Wells, c’è da esaltarne qualità offensive – al netto di una difesa milanese a dir poco rivedibile – e ottime letture anche come rifinitore di una Varese che impone ritmi ai quali Milano non sa opporre adeguate contromisure, forse per scelte tecniche ai più incomprensibili o per una condizione non ottimale di molti interpreti (mancava Kuzminskas per influenza, ma tale assenza non diminuisce i meriti, enormi, dei padroni di casa). La squadra allenata ora da coach Caja non batteva Milano dalla stagione 2012/2013 (da allora 9 sconfitte consecutive) e lo stesso allenatore dei varesini non aveva mai vinto contro coach Pianigiani (8 sconfitte su altrettanti incontri). Che la serata di ieri fosse quella perfetta per porre fine a queste due strisce negative lo si era intuito già con le triple di Avramovic, con il serbo che porta a casa miglior prova stagionale (18 punti) e career-high per triple realizzate in un singolo match (4). Wells, invece, va a bersaglio in tutti i quarti (rispettivamente, 6, 4, 4 e 9 punti personali) e dimostra una continuità offensiva spaventosa se si pensa a come batte sistematicamente qualsiasi diretto marcatore.

Che Varese valga decisamente di più della posizione in Classifica è opinabile; certamente, però, la mano di coach Caja si vede e la coralità della squadra convive bene con individualità che hanno chiari i compiti personali da eseguire e che, con una tenuta mentale appropriata, possono mettere in crisi qualsiasi avversaria. Non sono frutto del caso le due vittorie consecutive maturate contro Venezia e Milano – due squadre al vertice della Classifica – così come non c’è casualità nella pallacanestro impostata a Masnago contro un’Olimpia che, certamente, fa di tutto per rendere la vita decisamente facile ai padroni di casa. Gli innesti dell’ultima ora – Larson, appunto, e Vene – possono dare quella spinta in più necessaria a disputare una seconda parte di stagione diversa dalle prime 15 giornate vissute dai biancorossi (solo quattro le vittorie accumulate prima del giro di boa stagionale).

Non ce ne vogliano i tifosi delle altre squadre, sempre – e giustamente – pronti a far notare come l’MVP debba essere un altro giocatore rispetto a quello scelto in questa rubrica, ma è inevitabile evidenziare due cose. La palma di MVP, per definizione, viene assegnata tramite una variabilità di criteri che differisce da sport a sport; nel singolo evento, però, ci si riferisce solitamente al “giocatore della partita” ed è chiaro allora che, come accade per l’EuroLeague, tale giocatore debba appartenere alla squadra che esce vincitrice dal singolo match. Ecco perché, finora, le nostre scelte hanno premiato giocatori appartenenti a squadre che, in quel turno, avevano trovato la vittoria.

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