Serie A, 4ª giornata: l’MVP è Jeremy Lamar Chappell

Serie A, 4ª giornata: l’MVP è Jeremy Lamar Chappell

Con 24 punti, 6 rimbalzi, 4 assist e 7 recuperi difensivi, Chappell si aggiudica la palma di MVP del quarto turno di Serie A, ma soprattutto permette a Cantù di trovare la seconda vittoria stagionale, superando Trento al PalaDesio.

di Marco Arcari

Nel giro di sette giorni Cantù si ritrova a passare dalla batosta nel derby con Varese (-31 il passivo subito a Masnago) a convincere e superare la finalista dello scorso anno, ovverosia una Trento ancora troppo poco in palla per mostrare tutto il proprio potenziale. I canturini effettuano questo passaggio dopo una settimana di grandi sacrifici e ottimi allenamenti – per intensità e qualità nel migliorare molte situazioni che non erano piaciute a coach Sodini durante la trasferta varesina – e si godono un Jeremy Lamar Chappell che, nella stessa settimana, si è consacrato anche come leader emotivo di una squadra che ora non vuole porsi limiti. Il classe 1987 di Cincinnati, peraltro, dopo la sconfitta nel derby ha dichiarato ai compagni di essere certo che questa Cantù valga un posto tra le prime quattro classificate al termine della Regular Season. Iperbole? Probabile, perché dietro al terzetto composto da Venezia, Avellino e Milano, scalpitano già Virtus Bologna, Brescia e Torino, senza dimenticare la stessa Trento, una Dinamo Sassari ancora troppo ondivaga: le candidate non mancano, ma la Cantù guidata da Chappell sta già stupendo – sebbene con alti e bassi – in una stagione che è cominciata con tanti problemi al di fuori del parquet.

Carlo Perotti, nostro colonnista, nelle sue pagelle assegna un 8.5 alla prestazione di Chappell, così concludendo: “Un’arma totale. Non è mai il giocatore più elegante in campo ma ha un’intensità spaventosa e lo spirito che vogliamo sempre vedere in un nostro giocatore” (qui le pagelle complete). Condivido l’opinione sulla poca eleganza, ma del resto la pallacanestro sta diventando sempre più trasandata nella ricerca di una sola soluzione offensiva (chissà quale!); ma ciò che più condivido è l‘esaltazione dello spirito che Chappell ha messo sul parquet nella sfida contro Trento. Salito in cattedra in una terza frazione iniziata con uno stupendo assist per Thomas dopo una bella transizione e conclusa dallo statunitense con un tabellino che recitava 10 punti, con 4/5 al tiro e due schiacciate, 5 rimbalzi e 2 assist, il numero 21 di Cantù non smette di avere un grande impatto sul match nemmeno nell’ultima frazione, per quanto la sua produzione – in termini numerici per assist e rimbalzi – cali nei minuti in cui resta sul parquet.

Tuttavia, anche nell’ultimo quarto lo spirito sopracitato è ampiamente ammirabile nelle giocate di Chappell. Prende il posto di Parrillo quando mancano 6 minuti alla fine del match e i padroni di casa sono avanti 77-70, trasformando subito in oro un recupero difensivo dei canturini con un’intelligente transizione che Cournooh premia con un bel passaggio di ritorno nel dai-e-vai e che Chappell stesso chiude con la schiacciata del +9 provvisorio. Nell’ultimo quarto Trento smette di muovere bene la palla e di giocare come coach Buscaglia vorrebbe (e i time-out, in tal senso, sono emblematici), ma Chappell è granitico e suggella la vittoria canturina con una giocata di attitudine mentale più che di talento: ottima lettura delle intenzioni di Gomes sulla transizione trentina, salto verticale e braccia belle larghe a impedire ogni angolo di passaggio, recupero difensivo e poi temporeggiamento per congelare il cronometro prima del fallo di Silins che lo manda in lunetta, per l’87-78 a 1 minuto dalla fine che consegna la vittoria ai canturini. Chiude con 24 punti, 6 rimbalzi, 4 assist e 7 recuperi, tirando 7/11 da due, 2/3 da tre e 4/5 in lunetta e aggiudicandosi il riconoscimento di MVP di questo quarto turno di Serie A.

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