Serie A, 6ª giornata: l’MVP è Randy Culpepper

Serie A, 6ª giornata: l’MVP è Randy Culpepper

Per la seconda volta in stagione, il nostro MVP del turno di Serie A è un giocatore della Pallacanestro Cantù: stavolta tocca a Randy Culpepper, dominante nella vittoria su Pistoia con una prestazione da 36 punti, 4 rimbalzi, 2 recuperi, 2 assist e 1 stoppata.

di Marco Arcari

I continui rumors che circondano le vicende canturine sembrano fare bene alla squadra gestita quasi magistralmente da coach Marco Sodini; Cantù ottiene un’altra convincente vittoria, peraltro su uno dei parquet più ostici di tutta Italia. Il netto successo al PalaCarrara, contro una Pistoia che nel terzo quarto ha provato una disperata rimonta dopo essere precipitata sul -16 all’intervallo lungo, permette a Cantù di veleggiare verso i lidi “Playoffs” con un record stagionale di tre vittorie e altrettante sconfitte. Sorpresa? Abbastanza, se si pensa che le difficoltà societarie non sono mancate e che l’inizio di stagione sembrava mostrarci una squadra che avrebbe avuto non pochi patemi nel corso dell’anno. Certo, di partite ne mancano ancora ben 24 e a sprofondare nuovamente può bastare anche un solo attimo, ma i biancoblu stanno trovando chimica e coralità per ottenere scalpi importanti (prima Trento, ora Pistoia).

Nell’anticipo vittorioso in quel di Pistoia, emerge chiaramente la prova individuale di Randy Culpepper, il quale riscrive record personali e record stagionali. I 36 punti realizzati superano i 34 messi a referto da Johnson-Odom alla terza giornata (anch’egli, proprio contro Pistoia), e rappresentano la miglior prestazione offensiva di un giocatore di Cantù dalla stagione 2007/2008, quando, alla ventunesima giornata di Campionato, DaShaun Wood ne mise trentanove contro Capo d’Orlando. Culpepper chiude con 7/11 da due punti, 3/6 da tre punti e 13/16 dalla lunetta, riscrivendo i record stagionali della competizione per numero di liberi tentati e realizzati in un singolo match da un giocatore. Nell’ultima frazione lo show personale del classe 1989 è fondamentale per contrastare il ritorno biancorosso: 16 punti con 3/4 dal campo e ben 11 tentativi dalla linea della carità, dei quali nove mandati a bersaglio, una fisicità fuori dal comune e una leadership carismatica che gli consente di prendere per mano tutti i compagni per portarli al terzo successo stagionale.

Non ce ne vogliano i tifosi delle altre squadre, sempre – e giustamente – pronti a far notare come l’MVP di giornata debba essere un altro giocatore rispetto a quello scelto in questa rubrica, ma è inevitabile evidenziare due cose. La palma di MVP, per definizione, viene assegnata tramite una variabilità di criteri che differisce da sport a sport; nel singolo evento, però, ci si riferisce solitamente al “giocatore della partita” ed è chiaro allora che, come accade per l’EuroLeague, tale giocatore debba appartenere alla squadra che esce vincitrice dal singolo match. Ecco perché, finora, le nostre scelte hanno premiato giocatori appartenenti a squadre che, in quel turno, avevano trovato la vittoria.

Scelte che proseguono nel solco tracciato e non vedono primeggiare i vari Lalanne, Patterson od Okoye non solo perché la valutazione di Culpepper è più alta, bensì anche per l’importanza del match tra Pistoia e Cantù e la situazione attuale della squadra canturina, anche fuori dal parquet. Vincere a Pistoia (l’anno scorso solo tre sconfitte dei toscani in casa, tra Regular Season e Playoffs, in 17 incontri disputati) con tale autorità e nonostante le molte problematiche che circondano giocatori e staff è un elemento impossibile da non valutare nell’assegnare la palma di MVP di giornata a Culpepper. La menzione d’onore di Cady Lalanne è, però, d’obbligo se si considera come il centro abbia dominato anche il supplementare contro Avellino, garantendo a Brindisi il primo successo stagionale, che relega Reggio Emilia come fanalino di coda poiché unica squadra ancora a secco di vittorie. Siamo certi, però, che il centro classe 1992 avrà molte altre occasioni per venire menzionato in questa rubrica, consapevoli dell’opinabilità delle nostre parole.

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