SocialInside: il mobile friendly nella pallacanestro digitale di A2

SocialInside: il mobile friendly nella pallacanestro digitale di A2

Quanto è importante che un sito internet, soprattutto sportivo, sia ottimizzato per dispositivi mobili? Che differenza c’è tra un sito responsive e un sito costruito secondo la disposizione Mobile First di Google? Il paradigma è stato ribaltato ma questo avrà effetti anche sulla SERP? Il tema sicuramente interessa anche il mondo della pallacanestro e tutte quelle società che fanno della loro finestra principale sul web, lo strumento per dialogare con i propri fan. Ho cercato di delineare un percorso e alcune indicazioni utili, partendo dall’analisi di tre piattaforme legate alla Serie A2.

di Alessandra Ortenzi, @AlessAndrApple
Tifosi Mobile First

L’avevo già anticipato con la pillola di sabato scorso sul mio canale IGTV su Instagram: Latina Basket, Bergamo Basket 2014 e i Legnano Knights hanno giocato altre partite nella 25° e 26° di campionato. La competizione si è svolta tra i codici delle piattaforme dei club che, dopo un’attenta analisi, hanno restituito ognuna un risultato diverso.

 

Cosa vuol dire avere un sito mobile friendly?

La ricerca WeAreSocial, alla quale mi ispiro da anni per approfondire gli studi legati alle metriche, ha da tempo messo in luce la tendenza degli utenti all’utilizzo del mobile per la fruibilità delle news. Lo sport non si esime da questa crescita e la pallacanestro si sta lentamente adeguando. La concentrazione degli sviluppatori è focalizzata sulla distribuzione dei contenuti in ambienti che rispettino sia la tecnica di costruzione “responsive”, sia quella “Mobile First”, tecnica introdotta e ratificata dallo stesso Google per esplicitare le nuove regole di valutazione degli ambienti web.

 

La differenza tra responsive e mobile first

Inizialmente gli sviluppatori, in virtù della crescita dell’utilizzo del mobile da parte degli utenti, hanno adeguato la loro tecnica di programmazione con l’adozione di template responsive. Questi ultimi hanno consentito ad ambienti costruiti desktop thinking, di adeguarsi al mobile rendendo agevole la navigazione da parte dei lettori, senza perdere le qualità grafiche, di utilizzo e di facilità di navigazione (User Experience). Con la definizione e l’invito da parte di Google del 2016 che definiva, di fatto, l’inizio del periodo di testing del mobile first indexing, il paradigma è stato completamente ribaltato:

 

agli sviluppatori viene consigliato caldamente di impostare la costruzione del sito partendo dal concetto che quell’ambiente, e i contenuti in esso distribuiti, verranno letti in mobilità.

 

Il periodo di test è terminato dopo un anno e mezzo e Google ha definito una serie di parametri e indicazioni per continuare a lavorare su ambienti secondo questo nuovo paradigma.

Il test applicato alla pallacanestro digitale

La scelta delle tre piattaforme è stata abbastanza casuale, occupandomi nei report settimanali di Latina e avendo deciso di approfondire questo tema durante la settimana a cavallo tra la 25° e la 26° di campionato. I risultati?

Eccoli:

Test Mobile Friendly Latina Basket Test Mobile Friendly BB14

Test Mobile Friendly Legnano Basket

 

Il risultato è che solo Legnano ha superato il test mentre sia Latina che Bergamo devono ancora lavorare su alcuni parametri per poter ottimizzare il loro ambiente e renderlo fruibile in maniera agevole a tutti i tifosi digitali.

 

Quali errori vengono messi in evidenza con il test

 

  • Plug-in non compatibili
  • Viewport non impostato
  • Viewport non impostato in base alla larghezza del dispositivo
  • Contenuti più grandi rispetto allo schermo
  • Testo troppo piccolo da leggere
  • Elementi selezionabili troppo vicini tra loro

 

Certo questa è solo un’analisi indicativa e non approfondita che meriterebbe una verticale più curata, soprattutto in virtù del fatto che i siti internet delle squadre diventano vetrine di opportunità per i partner che stringono sinergie di comunicazione non solo in campo ma anche e soprattutto con le community digitali dei tifosi.

Per questo ci viene in aiuto un altro studio interessante realizzato da IQUII Sport e scaricabile da questo link: l’approfondimento sull’aggregazione dei dati delle community per brand e quello relativo al coinvolgimento degli sponsor tecnici.

 

Tenere a mente questi dati può aiutare a comprendere quanto sia importante oggi realizzare un sito mobile friendly (che comprende per ora ambedue le tecniche esplicitate nei paragrafi precedenti) e non farsi sfuggire l’occasione di rafforzare il contatto con i propri fan e i brand sponsor, tenendo sempre a mente la user experience dei tifosi online.

 

La mancata adesione al mobile first avrà effetti sulla SERP?

Intanto non si tratterà di un indice separato ma sarà solo un criterio di valutazione che per ora non produrrà distinzioni di posizionamento. A mio avviso, tutti quei siti internet non mobile friendly che verranno “abbandonati” in navigazione dai fan perché difficili da visualizzare o da caricare, subiranno un peggioramento nel ranking dovuto alla cattiva usabilità e all’alterazione dei parametri metrici legati alla difficoltà di navigazione.

 

Concludendo: ancora una volta saranno i fan, i tifosi a cambiare il web e l’usabilità delle piattaforme e le piazze digitali si adegueranno forzatamente alle abitudini degli utenti sportivi sempre più connessi in mobilità e sempre più alla ricerca di ambienti facili da navigare.

 

 

(Foto a cura di Fabrizio Di Falco)

Ho parlato di Mobile First anche su Sportdigitale.com a questo link

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