“Speak&Roll” di Franco Montorro/1 – Quando nel calcio c’è una traccia di basket

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A pochi giorni dal via ai Mondiali di calcio l’Italia torna a spaccarsi in due: quelli che fremono per la Nazionale e quelli a cui non interessa  – e ci tengono a farlo sapere in maniera anche snob – o addirittura i bastian contrario che tifano contro gli azzurri.

Poi ci sono quelli che l’occhiata la danno e che sperano comunque di festeggiare, a metà luglio, ma il basket… Il basket è uno sport nettamente superiore. Certamente è diverso come ricordano le tre brevi storie che vado a raccontare.

Fine del 2006, conduco un dibattito a Torino, alla presenza di Marcello Lippi al quale, in privato, ho poi modo di chiedere se si interessasse di basket, motivando la mia richiesta con l’aver notato come lui – fra i pochissimi – cambiasse spesso posizione anche in maniera diametralmente opposta ai giocatori in campo. «Io ho un grandissimo amico nel mondo della pallacanestro», rispose il C.T. fresco Campione del Mondo, «ma se le dico chi è capirà come anche volendo non avrei potuto saperne di più: è Gino Natali». E giù risata. Poi aggiunse: «Però, volendo, qualcosa di cestistico l’ho copiata, ad esempio durante la semifinale con la Germania ho tolto quasi tutti i centrocampisti e me la sono giocata con soli difensori ma soprattutto inserendo molti attaccanti. Come se nel basket l’allenatore schierasse cinque piccoli, lo faceva Peterson no? Pensavo che non avremmo mai preso gol, in quella partita, ma che potevamo farlo noi, con tutto quel potenziale là davanti. Poi, come spesso accade, la partita l’ha sbloccata un difensore, Grosso».

Ettore Messina è un appassionato anche di calcio, tifoso milanista. «Non ho mai coltivato l’ambizione di sedere su una panchina di calcio, sono due sport diversissimi e confesso che ha volte mi sono impegnato a studiare certi schemi e ho fatto molta fatica a comprenderli, immagino ne farei molta di più dovendoli predisporre io».

Qualcosa di cestistico nel calcio c’è, come sostiene e conferma Alberto Bucci. Forse non tutti sanno che l’ex coach dal 2007 dà una mano a Carlo Ancelotti, allenatore del Real Madrid Campione d’Europa, e che Bucci era a Lisbona per seguire la finale vinta appunto dalle “Merengues”. Una collaborazione amichevole ma professionale, con il tecnico del basket che ha messo al servizio dell’altro la sua esperienza in materie specifiche: il pressing, ad esempio. Bucci prevede poi che i cambi di difesa da zona a uomo e viceversa arriveranno anche sui campi verdi, ma è sui blocchi che il suo contributo dev’essere stato decisivo. andate a rivedervi il gol di Sergio Ramos: taglio e colpo di testa erano stati provati e ritrovati su preciso suggerimento di Bucci che aveva consigliato ad Ancelotti di non insistere sui tentativi di Ronaldo ma di favorire un inserimento a sorpresa. Detto fatto.

E adesso Buon Mondiale a tutti, ci sarebbe piaciuto augurarlo anche agli azzurri della pallacanestro, speriamo di poterlo fare per un altra spedizione in Brasile, fra due anni, ai Giochi.

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