Speak&Roll, di Franco Montorro/23 – Cronache dal Premio Reverberi: quando si respira l’eccellenza del basket italiano

di Franco Montorro

Il Premio Reverberi – conosciuto e riconosciuto come Oscar del Basket – è il trofeo dei grandi personaggi della storia della pallacanestro italiana. Istituito nel 1985, riconosce i meriti dei migliori in diversi campi ed ha la peculiarità di poter essere vinto una sola volta, indipendentemente dalla categoria. Per intenderci, un Pozzecco che il Reverberi se lo meritò da giocatore nel 2001 non potrebbe vederselo attribuire da allenatore.

Lunedì scorso la giuria di cui anche io faccio parte (e insieme a Lorenzo Dallari presento la cerimonia di premiazione dal 2004, un anno dopo aver ottenuto il trofeo per la categoria Giornalisti) ha proclamato i vincitori per la stagione passata e fra questi ce ne sono alcuni che meritano qualche sottolineatura di merito.

Roberto Maltinti, presidente di Pistoia, ha un cognome che alla società toscana si era legato diverso tempo fa, in un’epoca più splendente per tutto il basket italiano, poi famiglia e club avevano preso strade diverse che poi sono tornate ad essere una, comune e non era un fatto scontato, soprattutto dopo anni nei quali abbiamo assistito a diversi e dolorosi distacchi (Benetton e Scavolini su tutti, ma non solo) che hanno impoverito tutto il movimento. Maltinti ha vinto il premio per il “Contributo al basket italiano”.

Il premio alla carriera è andato a Mabel Bocchi, una delle più forti giocatrici italiane di tutti i tempi, forse anche la numero 1 in assoluto, che abbiamo apprezzato anche come conduttrice televisiva, insieme ad Aldo Giordani, quando il basket aveva un suo spazio fisso in una Domenica Sportiva che nulla aveva a che vedere con l’attuale, perché era la trasmissione davvero forte del palinsesto sportivo serale. Mabel in seguito si è impegnata molto nel sociale ed è diventata un’esperta nel campo della salute e nello specifico della nutrizione, spesso con forte declinazione sportiva nella sua attività di giornalista in materia.

Tutti gli anni viene assegnato un Premio Reverberi ad un personaggio o ad un’istituzione attivi in iniziative etiche e quest’anno il riconoscimento è andato a Mario Conte, che è il presidente della Nazionale Basket Magistrati. Palermitano, impegnato nella lotta alla Mafia, Conte ha scritto insieme a Flavio Tranquillo il libro “I dieci passi – Piccolo breviario sulla legalità”, un volume che intende sollecitare la responsabilità individuale nei confronti di quella “mala pianta” che è la criminalità organizzata.

Stefano Michelini ha ricevuto il premio al Personaggio e posso vantarmi, senza commettere peccato, di aver fortemente sostenuto la sua candidatura, felice di aver ottenuto l’unanimità dei consensi. Stefano è un allenatore che il basket ha molto considerato, ma nella maniera sbagliata. Voglio dire che la sua nomea di uomo sincero, dalla schiena dritta e dai modi mai falsamente compiacenti gli hanno pregiudicato una carriera in panchina che pure ha conosciuto momenti esaltanti e convincenti. Oggi Michelini è un apprezzato commentatore Rai, mi permetto di dire il migliore in assoluto e da molti anni e può essere che alla fine il suo contributo in questa pallacanestro sia preferibile parlando ad un microfono anziché urlando da bordo campo. Almeno, è diventato un patrimonio comune.

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