Eurocup, girone B: altro scivolone in volata, Cantù si qualifica come quarta

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Feldeine
Dopo il clamoroso harakiri in campionato sul campo di Capo d’Orlando, la squadra di sacripanti cade anche in terra belga, arrendendosi ad Ostenda dopo un match largamente condotto con la doppia cifra di vantaggio.
Cantù apre le danze con la schiacciata di Hollis sul possesso seguente la palla a due, e in breve tempo allunga sul 9-2 che costringe l’allenatore di Ostenda a chiamare già al terzo minuto l’interruzione per riordinare idee e difesa. Al rientro i padroni di casa rientrano fino al meno due grazie alla tripla di Gillet e alle incursioni di Ponitka, con la confusione che serpeggia tra le fila di entrambi gli schieramenti, i quali collezionano in breve tempo numerosi palloni persi. Gentile rileva Odom, Williams sostituisce Shermadini ed è proprio il numero 31 di Sacripanti a irrobustire la difesa canturina che riesce a recuperare il sesto pallone in questo inizio di partita. I viaggi in lunetta di Feldeine e di un JDO rientrato negli istanti finali del quarto, permettono a Cantù di allungare nuovamente sul 11-21, prima che il tecnico fischiato alla panchina di casa permetta a Gentile di segnare il libero concesso dagli arbitri e JDO concretizzi con due punti di tabella l’ultimo possesso e il massimo vantaggio fin’ora (11-24).
Il secondo quarto comincia con il gioco da tre punti di Muya e l’1/2 dalla lunetta di Buva e Wilkinson. Shermadini esce per un infortunio alla caviglia, con Buva che scala in posizione di cinque e permette a Ostenda di attaccare con più veemenza al centro dell’area, ora priva di un vero intimidatore. In questo modo la tripla di Ponitka e Wilkinson permettono alla squadra belga di rientrare fino al -7 costringendo Sacripanti a chiamare il minuto di sospensione ma al rientro l’asse Gentile-Buva rimette undici lunghezze tra le due squadre prima della boma di Johnson-Odom che costringe gli avversari al contro-timeout. Berggren e Serron suonano la carica a metà del quarto, ma la tripla di Feldeine e le incursioni del suo playmaker permettono a Cantù di tornare sopra di quattordici punti prima della bomba di Muya che anticipa il minuto chiamato dal coach canturino sul punteggio di 30-41. Fa la sua comparsa sul parquet anche Giacomo Maspero, a testimonianza della volontà del suo allenatore di far ruotare tutto il roster; nel frattempo la tripla di Djordevic sul secondo possesso e il libero di Ponitka ricuciono quasi fino alla singola cifra di svantaggio ma il gancio di Buva sancisce il risultato parziale di 35-47 alla fine del secondo quarto.
Al rientro in campo dopo la pausa lunga Williams si riprende il ruolo di totem al centro del pitturato canturino ma sono i padroni di casa a trovare i primi punti della frazione con Wilkinson e una poderosa schiacciata di Berggren; Hollis riallunga per gli ospiti mentre l’uno su due di Djordjevic non permette a Ostenda di andare sotto la doppia cifra di svantaggio, fermandosi solo sul 40-50. Non bisogna però aspettare molto affinché i giocatori in giallo tornino a breve distanza dalla squadra canturina: palla persa di Gentile all’altezza della metà campo, contropiede in campo aperto di Muya fermato irregolarmente da Feldeine e ½ dalla lunetta che vale il meno nove. Sul cambio di fronte Williams trova il suo secondo canestro della serata ma un Prince carico del suo quarto fallo riesce a condurre i suoi compagni fino al 52-59, attaccando molto bene la zona scelta da Sacripanti. Nell’ultimo possesso Darius Johnson-Odom di interstardisce finendo di perdere il pallone all’interno del pitturato avversario ma nella copertura difensiva Gentile realizza una clamorosa stoppata su Marnegrave che permette ai suoi di condurre avanti sul punteggio di 53-59.
L’ultima frazione comincia all’insegna della rimonta belga con il layup di Boukichou che rimette solo quattro lunghezze tra le due squadre, costringendo Sacripanti a chiamare il minuto di sospensione dopo un attacco confusionario dei suoi giocatori. La strigliata costruittiva dell’allenatore brianzolo sembra giovare, tanto che Jones trova la tripla del +7 dopo un’azione molto ben costruita sulla linea perimetrale, ma quattro punti di un inarrestabile Prince mettono un solo possesso di distanza con il tabellone che recita 59-62 a favore di Cantù, con tre liberi da tentare per il numero 23. A poco meno di sette minuti dal termine Prince impatta a quota 62, con l’inerzia che sembra ora tutta a favore di Ostenda, e dopo poco è sempre lui a regalare il primo vantaggio alla sua squadra (71-65). Cantù è in balia della confusione, limitandosi a giocate individuali e a tentativi ingiustificabili dalla lunga distanza, e così a quattro minuti dal fischio finale si ritrova a rincorrere con otto punti di svantaggio, dopo aver subito un break di 20-6. Due triple consecutive di Johnson-Odom e Feldeine rimettono tutto in discussione, ricucendo sei punti degli otto totali che la separavano da Ostenda e costringendo il coach di casa a chiamare la pausa. Il pareggio arriva a quota 73 con Williams, bravo a giocare in post al centro dell’area avversaria ma l’enesimo tentativo di Gillet castiga la zona brianzola e così Ostenda è nuovamente avanti di tre lunghezze. Nel finale la bomba di Serron e i liberi di Prince annullano quelli realizzati da Feldeine, chiudono la partita sul 83-77 e condannano Cantù al quarto posto nel girone.
TELENET OSTEND: Berggren 6, Serron 5, Echenique 4, Muya 7, Marnegrave, Wilkinson 8, Gillet 8, Salumi, Ponitka 9, Boukichou 7, Djordjevic 10, Prince 19
FOXTOWN CANTU’: Johnson-Odom 14, Feldeine 16, Abass, Bloise, Laganà, Maspero, Jones 15, Shermadini 2, Hollis 4, Buva 11, Gentile 9, Williams 6

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