EuroLega, 33ª giornata: L’Olimpia Milano domina, poi crolla e il Panathinaikos trionfa all’overtime

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Milano non bissa la vittoria di Belgrado in virtù di un crollo fisico lento ma inesorabile, iniziato già negli ultimi minuti del primo tempo e proseguito in modo sempre più implacabile nella ripresa e nel supplementare. Gli uomini di Messina ci hanno messo tutto il cuore possibile, ma erano davvero spremuti, e il Pana ha potuto rimontare dal 22-42 e vincere. Solo quando i greci si sono rilassati negli ultimi 50” dell’overtime, l’Olimpia ha potuto sperare di tornare in partita, ma la tripla del pareggio di Datome non è entrata.

Ora il problema per Milano è questo: i playoff sono già raggiunti, ma le prime tre posizioni sono fuori portata, e viene difficile immaginare che il Fenerbahce possa mollare la quarta. L’olimpia così, giocherà col fattore campo sfavorevole contro una tra Barcellona, CSKA e, più probabilmente, Efes o Fener. Se davvero giocare ogni due giorni distrugge così tanto la condizione fisica della squadra contro un’avversaria già ampiamente eliminata e senza motivazioni, chissà quanta differenza sotto questo aspetto ci sarà contro queste altre squadre. In definitiva, è bello essere rientrati nelle migliori 8 ma, a meno di preparazioni mirate o infortuni degli altri, le Final Four appaiono già da ora un miraggio.

Quintetto Panathinaikos: Papagiannis, Bochoridis, Papapetrou, Mitoglu, Sant-Roos
Quintetto Milano: Punter, LeDay, Micov, Roll, Hines

Le due squadre iniziano senza playmaker di ruolo, e si vede: entrambi gli attacchi, infatti, fanno girare palla in modo poco fluido e finiscono per prendersi tiri estemporanei e non figli di manovre costruite. In questo contesto, Milano prevale perché ha più talento e più motivazioni, e arriva sul 4-12 a metà quarto, trascinata soprattutto dalla vena di Punter. Anche dopo il time out, si vede che gli ospiti hanno più fame e trovano la prima doppia cifra di vantaggio sul 4-14. Come all’andata, però, l’ingresso di Nedovic si fa subito sentire perché l’ex di turno subisce fallo mentre tira da 3, anche se poi un libero lo sbaglia. Nel frattempo, però, è entrato anche Rodriguez, che mette subito sul tavolo tutta la propria intelligenza nel mettere in ritmo i compagni o comunque trovarli in situazioni favorevoli, e la conseguenza di tutto ciò è un eloquente 6-20. Il Pana è solo Nedovic, ma l’attacco di Milano è troppo organizzato per la difesa di casa, e la reattività sulle palle vaganti continua a premiare gli uomini di Messina. Anche Hezonja ha un buon impatto dalla panchina, e il Pana beneficia anche di un paio di chiamate arbitrali in stile anni Novanta, quando la folla ateniese intimidiva a più non posso gli allora grigi. Milano, però, è evidentemente superiore e chiude comunque il quarto in vantaggio per 15-26, e anche se il Pana ha preso ritmo in attacco, difendendo così mollemente non potrà impensierire Milano.

Il Pana segna solo con le penetrazioni, ma continua a non difendere, e l’asse Rodriguez-Tarczewski macina punti. Un passaggio immaginifico del Chacho mete in moto un’azione corale che sfocia con la tripla di Micov per il 17-33, ma poi lo spagnolo deve uscire e la differenza è subito evidente. La difesa di casa, però, è sempre a dir poco svagata, non esistono rientri sulle transizioni e anche a difesa schierata la reattività è pari a zero. Così, a metà quarto il punteggio è di 20-37, e senza Nedovic e Hezonja il Pana è anonimo anche in attacco, come a inizio partita. Milano non allunga ulteriormente solo per un altro paio di regali arbitrali ai padroni di casa, regali che tra l’altro non si capisce perché vengano fatti, vista l’evidente inferiorità. Infatti, arriva comunque il primo ventello di vantaggio esterno sul 22-42, poi il Pana prova a metterci un minimo d’orgoglio, ma Rodriguez piazza un paio di canestri d’autore dei suoi per un punteggio all’intervallo lungo di 29-46.

Milano manca un po’ di brillantezza all’inizio della ripresa, e in effetti non poteva essere un caso che la squdra fosse apparsa stanca in diverse delle ultime uscite. Senza dubbio l’Olimpia ha giocato almeno 18 minuti splendidi, ma negli ultimi due del primo tempo e ora in questa ripresa la stanchezza inizia evidentemente a farsi sentire. Sta tutto nel capire quanto il Pana sia in grado di approfittarne, e intanto i padroni di casa ci mettono 4’ per ridurre il divario da 17 a 10 punti (40-50). I verdi avrebbero tutte le possibilità di azzannare alla giugulare i biancorossi, ma sono evidentemente demotivati e concedono uno 0-5 a Micov e Rodriguez. C’è però troppa più energia nei padroni di casa ora, e Messina dovrebbe essere in grado di capire chi è stanco e farlo riposare, perché tanto, anche se dovesse mettere in campo seconde linee come Moraschini o Cinciarini, magari potrebbero almeno metterci un po’ di intensità, perché poi i titolari saranno anche più belli da vedere, ma al momento sono con la lingua per terra. Kattash, invece, punta su gente che ci mette fisico e presenza, come Mack e White, e grazie a questa strategia arriva sul 46-55. Anche qui, però, si nota la differenza di motivazioni, e a Milano bastano un paio di giocate ben riuscite per chiudere il quarto sul 49-59, che per le condizioni fisiche di chi sta giocando è un affare per Milano.

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Shields prova a prendere in mano la situazione per gli ospiti e trova uno 0-4 importante anche per come viene, ovvero grazie a iniziative prese senza paura che lanciano il messaggio che Milano ha ancora un po’ di vitalità. Il Pana dovrebbe comunque essere in grado di piazzare un parziale importante per rientrare rapidamente, visto che la stanchezza non è un’opinione, e Milano di stanchezza ne ha eccome. Arriva intanto il minimo divario da molto tempo a questa parte sul 55-63, però, ancora una volta, i verdi non girano completamente la partita e commettono errori che proprio non si possono permettere in questa fase. L’asse Rodriguez-Tarczewski torna al lavoro nel momento di maggior bisogno, e bastano un paio di buone giocate per arrivare negli ultimi 5’ con ancora 8 punti di vantaggio (59-67). Tra l’altro ilo Pana va in bonus e questa è un’ottima notizia per Milano. Gli uomini di Messina hanno le energie ridotte al lumicino, ma ci mettono tutto il cuore possibile per ostacolare ogni giocata avversaria, ma a 3’ dalla fine, il Pana piazza la spallata e arriva sul 64-67. Milano non segna più, continua a mettere tanto cuore in difesa, ma alla lunga l’onda verde è troppo impetuosa. Shields prende un rimbalzo offensivo capitale sul 66-67 a poco più di 1’ dal termine, subisce fallo e converte i liberi. Papagiannis segna in alley hoop, Shields stavolta sbaglia, ma anche Mack non segna e il Pana deve fare fallo a 14” dallo scadere. Punter sbaglia il secondo, e il Pana sceglie di cercare il canestro da 2, tanto è evidente che al supplementare ha tutte le possibilità di dominare. Hezonja esegue a meno di 2” dal termine, Rodriguez non calibra al meglio il passaggio per LeDay dalla rimessa offensiva e si va al supplementare.

Hezonja sfrutta l’adrenalina data dall’aver segnato il canestro del pareggio con una gran tripla, ma poi commette subito il quinto fallo. Milano, però, continua a essere troppo imprecisa in attacco e Mack piazza un’altra tripla per il 76-71. Il Pana ormai segna a ogni possesso proprio perché ha molta più energia e l’81-73 a 2’ e mezzo dal termine sa già di game over. Infatti, il divario non diminuisce più fino a una tripla di Micov per l’86-80 a 40” dal termine. Il Pana si rilassa, Datome subisce fallo mentre tira da 3 e converte, Cinciarini riesce a far fallo su Papagiannis, che è a 0/4 nella partita e sbaglia anche questi due. Datome potrebbe pareggiare da 3, ma sbagli e la gara termina 86-83.

PANATHINAIKOS OPAP ATENE – A|X ARMANI EXCHANGE OLIMPIA MILANO 86-83 OT

TABELLINO PANATHINAIKOS: Mack 11, Papagiannis 14, Bochoridis, Auguste, Papapetrou 14, Hezonja 17, Kaselakis ne, Nedovic 3, White 9, Mitoglu 2, Bentil 16, Sant-Roos

TABELLINO MILANO: Punter 13, LeDay 12, Micov 15, Moraschini, Roll, Rodriguez 10, Tarczewski 12, Cinciarini, Shields 12, Brooks, Hines 2, Datome 7

PARZIALI: 15-26, 14-20, 20-13, 21-11, 16-13

PROGRESSIVI: 15-26, 29-46, 49-59, 70-70, 86-83

BASKETINSIDE MVP: Ioannis Papapetrou

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